Guardiani della Galassia Vol. 2 – recensione

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C’è un motivo semplice e lampante per cui i Guardiani della Galassia Vol. 2, così come il primo capitolo, rappresenta il meglio che la Marvel ha finora realizzato e può offrire.

Nessun altro film della compagnia ha una simile, totale, irrefrenabile, trascinante libertà.

Non parlo solo di libertà creativa, che pure è unica e fondamentale. E nemmeno libertà di rischiare, che aveva molto di più il primo film. Dopotutto, proprio a causa di quel successo quasi inatteso nelle proporzioni, ora le pressioni erano enormi.

Parlo di libertà visiva, narrativa, tematica, emotiva.

Guardiani della Galassia Vol. 2 non somiglia a nessun altro film della Marvel. Non ha pretese di piacere universalmente, punto primo. Non ha la costante necessità di inserire battute per alleggerire il tono, perché qui l’ironia è organica e mai forzata. Soprattutto, non ha alcuna spinta di inserirsi in alcuna formula del franchise, non ha gli schemi narrativi banalissimi degli altri film Marvel, non sembra un semplice episodio, e quindi non un film, all’interno di un gigantesco franchise. Evita i camei inutili e le strizzate d’occhio continue alla continuity.

Sinceramente, non so nemmeno io il perché possa permettersi tutti questi lussi. Il rischio dopo il primo film era proprio che l’anarchia fosse ingabbiata nella commercializzazione cinematografica. Invece, ancora una volta, James Gunn e la sua banda sono andati per la loro strada, colpendo ancora una volta nel segno. E soprattutto, trovando un cuore tra mostri, effetti speciali, trucco kitsch e salti spaziali.

Guardiani della Galassia Vol. 2 ha davvero un cuore enorme, simbolo dell’onestà di chi lo ha realizzato.

Il merito, voglio sottolinearlo ancora, è del primo capitolo. Il film di tre anni fa rimane una delle migliori sceneggiature nel genere comic-book movie, fantastico nel creare i personaggi e caratterizzarli. Più della vicenda, più della trama, in questo secondo film noi teniamo subito ai personaggi, siano essi un procione parlante o piccola pianta antropomorfa. Anche se stavolta la struttura ha qualche intoppo, perché nella fase centrale si aprono le sottotrame e non tutte hanno il medesimo livello di interesse, il crescendo emotivo è semplicemente pauroso. Riesce ad allargare l’attenzione a tanti altre figure e gestirle tutte benissimo. Teniamo ai personaggi, teniamo alle loro difficoltà, e fatemelo ripetere ancora, non si sente la puzza di posticcio e costruito come negli altri film Marvel.

Noi teniamo ad ognuno di loro perché loro stessi si vogliono vicendevolmente tutti bene. Sinceramente. Percepiamo l’affetto, il senso d’amicizia che supera ogni spigolatura caratteriale. Perché tutti hanno anche difetti evidentissimi, e ciò li rende straordinariamente empatici. Una dote fondamentale che ci fa dimenticare di assistere ad una assurda e spesso sopra le righe avventura spaziale.

E allora, parlando di libertà, provo a concedermi anche io una libertà, ovvero il gusto della provocazione.

Non amo giudicare un film facendo i paragoni con un altro, spesso quando sono completamente diversi. Però stavolta devo essere sincero: ho sentito tante volte esaltare la saga di Fast & Furious per l’esaltazione del concetto di famiglia. Ma, oltre alla qualità delle pellicole, lì quel concetto è assolutamente semplicistico, e figlio di una visione familiare declinata al testosterone, all’orgoglio e all’onore. Non all’unità vera e profonda, non all’affetto oltre ogni difetto, oltre ogni problematica.

Uscendo a pochi giorni di distanza, Guardiani della Galassia Vol. 2 regala davvero una lezione su cosa voglia dire il concetto di famiglia al cinema. In questo suo flusso di totale libertà creativa, il film indaga concetti cosmologici e quasi arcaici di solitudine esistenziale e significato dell’essere padre (quindi creatore) andando poi, tra ironia e azione, a mostrare tutto il suo infinito bisogno di amore e unità. Bisogni umani, come il desiderio di condividere, di essere accettati, di stare insieme.

Non intendente ciò che ora dico in senso assoluto. Ma nel suo genere, e soprattutto vedendo le copie carbone che la Marvel spesso ci regala, Guardiani della Galassia Vol. 2 è un piccolo grande capolavoro. Quill, Gamora, Drax, Rocket, Groot non sono solo personaggi, ma anche nostri amici. Solo loro i veri artefici di tale libertà, perché ingabbiare in schemi l’empatia non si può fare, nemmeno con la finzione cinematografica.

 

 

 

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