La Bella e la Bestia – recensione

Molto raramente capita di trovarsi di fronte ad un qualcosa per cui pregi e difetti coincidono, o meglio, per cui il medesimo argomento usato per parlarne male può essere benissimo ripreso anche a difesa, senza cambiare una virgola.

Inutile girarci dopotutto, La Bella e la Bestia è forse la più grande operazione nostalgia messa in piedi dalla Disney recentemente, ancora più di tutti gli altri progetti di remake o rivisitazioni di classici animati in cantiere. E non a caso, a prescindere dalla qualità della pellicola, non c’è mai stato alla vigilia il minimo dubbio sul fatto che con questo film la casa di Topolino avrebbe avuto bisogno di interi camion per sistemare tutti i soldi incassati al botteghino.

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Logan – recensione

Oltre ad essere “solo” un film, Logan è prima di tutto una risposta a tutti coloro che ritengono le storie di supereroi, oppure i film tratti da fumetti in generale, inferiori al resto e meno degni di chissà cosa. Perché sia chiaro a tutti come premessa, Logan è un film di supereroi fatto e finito dal primo al’ultimo minuto: diffidate di chi vi dice che è un western, che è un un road movie, che è un violento dramma distopico, perché lo dicono esattamente coloro che non riescono ad ammettere che un autentico comic-book movie su un mutante possa arrivare a tali livelli di profondità e universale emotività.

Logan è il simbolo dell’eccellenza a cui, nel corso dei decenni, i fumetti hanno portato le storie di supereroi utilizzate come paradigma metaforico per esplorare le limitazioni umane, è il ritorno a quelle storie in cui la psicologia dell’eroe di fronte alla sconfitta ha avvicinato il genere alla letteratura, ridonando dignità (ma non che ne avessero bisogno) a giganti come Frank Miller, Alan Moore e Grant Morrison. Ed i fumetti di questi signori qui, non a caso, non sono mai stata roba per bambini.

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Kong: Skull Island – recensione

Partiamo da una premessa ovvia: King Kong lo conosciamo tutti, anche chi non ha mai visto i film a lui dedicati finora. Insomma, è davvero una delle figure della cultura pop più note e riconoscibili di sempre.

Cosa inventarsi quindi al giorno d’oggi al cinema su questo gorilla gigantesco, senza il rischio di ripetersi e quindi annoiare? O meglio, perché alla fine di questo si tratta, come introdurlo nel panorama degli odierni blockbuster cinematografici che campano di universi condivisi, sequel e prequel?

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Jackie – recensione

nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2016

 

Forse, se volessimo trovare un altro e reale protagonista di Jackie, direi che il ruolo spetta a quel bel vestito rosa. Puramente rosa, come la carnagione di un bambino, rosa come l’umanità basilare, rosa che contrasta con lo scuro dei vestiti dei politici e con l’angelico chiarore delle pareti di ospedali e Casa Bianca.

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La La Land, parliamone ancora (articolo spoiler)

Sì, lo so cosa state pensando: “ecco l’ennesimo articolo su La La Land, ma ancora???

E sia chiaro, vi capisco benissimo, forse anche io reagirei così pur amando il film. Il problema infatti di questi tempi è, paradossalmente, che se ne parla troppo, e quindi spessissimo a sproposito. Però mi metto ancora alla tastiera a scrivere un nuovo articolo sul film dopo la classica recensione perché, dopo ben 4 visioni de film, di cui soprattutto la prima ormai 6 mesi fa all’anteprima mondiale del Festival di Venezia, quindi totalmente incontaminato da tutte le aspettative e chiacchiere successive, è bello poter tirar fuori altri aspetti del film che non si possono notare subito.

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Manchester by the Sea – recensione

nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Roma 2016

 

Il dilemma è vecchio e naturalmente privo di qualsiasi soluzione: al cinema, è meglio la verità all’interessante, o viceversa? Anche a causa del nostro vecchio glorioso cinema italiano, il realismo è diventato la chiave di volta per colpire nel segno le emozioni degli spettatori, ma quando è troppo si rischia di cadere nel documentaristico e dimenticare che il cinema, non essendo la vita vera, ha bisogno di nutrirsi di finzioni e voli pindarici, pur rapportati a storie piccole e quotidiane, per marcare una linea di differenza.

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Hacksaw Ridge – recensione

nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2016

 

Ad un certo punto, Hacksaw Ridge sembra il film più convenzionale del Mel Gibson regista. Non che abbia mai fatto film innovativi o rivoluzionari narrativamente (se escludiamo l’uso del linguaggio, ovviamente), ma per buona parte Hacksaw Ridge sembra la solita e piuttosto piatta storia dell’eroismo in guerra. Continua a leggere