Jackie – recensione

nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2016

 

Forse, se volessimo trovare un altro e reale protagonista di Jackie, direi che il ruolo spetta a quel bel vestito rosa. Puramente rosa, come la carnagione di un bambino, rosa come l’umanità basilare, rosa che contrasta con lo scuro dei vestiti dei politici e con l’angelico chiarore delle pareti di ospedali e Casa Bianca.

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La La Land, parliamone ancora (articolo spoiler)

Sì, lo so cosa state pensando: “ecco l’ennesimo articolo su La La Land, ma ancora???

E sia chiaro, vi capisco benissimo, forse anche io reagirei così pur amando il film. Il problema infatti di questi tempi è, paradossalmente, che se ne parla troppo, e quindi spessissimo a sproposito. Però mi metto ancora alla tastiera a scrivere un nuovo articolo sul film dopo la classica recensione perché, dopo ben 4 visioni de film, di cui soprattutto la prima ormai 6 mesi fa all’anteprima mondiale del Festival di Venezia, quindi totalmente incontaminato da tutte le aspettative e chiacchiere successive, è bello poter tirar fuori altri aspetti del film che non si possono notare subito.

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Manchester by the Sea – recensione

nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Roma 2016

 

Il dilemma è vecchio e naturalmente privo di qualsiasi soluzione: al cinema, è meglio la verità all’interessante, o viceversa? Anche a causa del nostro vecchio glorioso cinema italiano, il realismo è diventato la chiave di volta per colpire nel segno le emozioni degli spettatori, ma quando è troppo si rischia di cadere nel documentaristico e dimenticare che il cinema, non essendo la vita vera, ha bisogno di nutrirsi di finzioni e voli pindarici, pur rapportati a storie piccole e quotidiane, per marcare una linea di differenza.

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Hacksaw Ridge – recensione

nota: questo è un repost della recensione precedentemente pubblicata durante il Festival di Venezia 2016

 

Ad un certo punto, Hacksaw Ridge sembra il film più convenzionale del Mel Gibson regista. Non che abbia mai fatto film innovativi o rivoluzionari narrativamente (se escludiamo l’uso del linguaggio, ovviamente), ma per buona parte Hacksaw Ridge sembra la solita e piuttosto piatta storia dell’eroismo in guerra. Continua a leggere

The Founder – recensione

Ogni tanto ci sono film che, importanti o meno, riusciti o meno, totalmente a prescindere dalla qualità (che comunque aiuta sempre, sia chiaro) diventano molto di più di ciò semplicemente raccontano, andando a toccare lo zeitgeist del momento in cui escono.

The Founder è senza ombra di dubbio uno di questi film. E appunto, il fatto che sia anche un buonissimo film aiuta a lasciare un segno profondo del capire l’era che stiamo vivendo.

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Silence – recensione

E’ indubbiamente difficile realizzare un film che si vuol fare, e quindi si è già girato chissà quante volte nella propria testa, da addirittura 30 anni. E’ molto difficile anche se ti chiami Martin Scorsese. E lo è ancora di più se questa storia racchiude, e quasi conclude rappresentando un apice filosofico che difficilmente potrà aggiungere qualcosa, un’intera carriera tematica e poetica cinematografica: la ricerca di significato nella religione, il peccato, la colpa, l’impossibilità dell’innocenza.

Perché idealmente è vero, adesso Silence completa una ipotetica trilogia spirituale iniziata con L’Ultima Tentazione di Cristo e proseguita poi con Kundun, ma tali importanti e personali temi, che rappresentano appunto la visione umana e non solo di Scorsese, hanno sempre inondato tutti i suoi film (basti pensare a Mean Streets e The Departed, solo per citare due esempi).

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Passengers – recensione

Non c’è niente da fare, non c’è niente da obiettare, non ci sono intenzioni originali dei registi o produttori che tengano, i film sono tutta una questione di aspettative e percezioni soggettive.

Che poi non è chiaro che tipo di aspettative o idee si possono avere su un film come Passengers, un qualcosa già presentato in partenza come una banale love story nello spazio, però non si può mai accontentare chiunque. Specie con un prodotto che, va premesso, non è affatto un gran film e certamente non passerà alla storia.

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