Guardians of the Galaxy – recensione

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Guardians of the Galaxy di James Gunn, con Chris Pratt, Zoe Saldana, Benicio DelToro, Dave Batista, Karen Gillan, Glenn Close, John C. Reilly, Lee Pace   USA 2014

di Emanuele D’Aniello

Chi legge queste pagine sa che il sottoscritto fa molta fatica ad apprezzare i film dei Marvel Studios. Il problema che ho sempre evidenziato, quasi in tutte le recensioni, è l’eccessivo uso di ironia e umorismo, spessissimo fuori luogo, che rende poco credibili storie già poco credibili, uccide i personaggi, le difficoltà delle vicende e soprattutto i cattivi. Una inversione di tendenza si era ravvisata in Captain America 2, in cui l’umorismo era tenuto al guinzaglio e si puntava molto di più sugli aspetti thriller. Guardians of the Galaxycompie un nuovo giro completo: abbraccia pienamente gli aspetti dannosi che ridicolizzano molti film Marvel, e li fa propri, senza aver paura di essere prima di tutto un film puramente divertente. Insomma, per fare un esempio, se Iron Man 3 era involontariamente una commedia d’azione risibile, Guardians of the Galaxy vuole essere a tutti gli effetti una commedia d’azione, e facendo ciò diventa a tutti gli effetti il miglior film, finora, della Marvel.

Il grande vantaggio del film, cosa fondamentale nel successo della pellicola, è stato quello di poter rischiare, davvero un privilegio nel panorama attuale. Con questo film la Marvel, budget a parte, non aveva nulla da perdere: una storia con personaggi mai introdotti prima al cinema, del tutto atipica sia per i propri standard sia per i classici cine-con (dopotutto parliamo di un film di fantascienza vero e proprio senza supereroi o superpoteri), un fumetto fresco nell’immaginario collettivo, essendo edito appena dal 2008. Come detto, la Marvel ha tramutato questo vantaggio in opportunità, affidando la regia e soprattutto la sceneggiatura a James Gunn, assolutamente un outsider del sistema studios con una propria visione, dandogli totale libertà creativa con toni, storia e personaggi, tenendo le briglie della continuity del franchise, a parte i riferimenti a Thanos, ben sciolte. Quanto fatto da Gunn non sarebbe potuto accadere con Iron Man, un franchise troppo lanciato e redditizio, con The Avengers, che ha regole ben precise, e con gli altri film che potete citate da soli, ormai tutti ingabbiati in meccanismi narrativi meccanici al grido “abbiamo fatto tanti soldi finora, non possiamo cambiare strada.

Guardians of the Galaxy era un rischio. Hanno rischiato, e hanno vinto.

James Gunn, che col suo precedente lungometraggio Super! già corteggiava il mondo dei cine-con, ha azzeccato ovviamente la scrittura del film, e da lì tutto è andato in discesa come un moto oliato perfettamente. Come detto in apertura, Guardians non si vergogna mai di essere una commedia d’azione, e l’ambientazione fantascientifica, in cui emergono scenografie incredibili con trucchi e costumi molto vistosi, quasi da ricordare i bizzarri alieni di Men in Black, fa il resto. Gunn ha trovato il giusto tono del film ed è riuscito a portarlo fino in fondo, creando sequenza molto, ma molto divertenti, che non sono mai fini a se stesse e soprattutto non ridicolizzano o non si sovrappongono all’azione principale. Si ride quindi, ma al tempo stesso si percepiscono anche le difficoltà dei personaggi. Eccoci quindi al punto fondamentale: i personaggi. Come sempre, indovinati questi il pubblico ci mette un nanosecondo ad empatizzare con la storia. Gunn costruisce magistralmente il gruppo principale, ognuno ha almeno un grande momento per farsi notare, caratterizza ognuno di loro – si, addirittura un albero e un procione, e anzi sono i migliori del film – dandogli caratteristiche ben precise e scopi ben precisi, con delle motivazioni che prima sono perfette per metterli insieme, e poi ideali per creare un legame che li spinge a diventare amici. Persino i cattivi del film, uno dei grandissimi limiti dei film Marvel finora, sono ben creati e rappresentano una credibile minaccia.

Guardians of the Galaxy ha quindi qualche difetto? Sembra incredibile a dirsi, ma non si notano e non pesano. Certo, alcuni spettatori dovranno sospendere l’incredulità molto più che in altri film del genere, qualche momento potrà risultare eccessivo o inutile (su tutti, la sequenza con Benicio DelToro), in film sembra un po’ indeciso su quale finale intraprendere, e la sfera al centro della storia è il più tipico “MacGuffin” cinematografico che non ha un vero valore, ma tutto passa in secondo e non incide minimamente nella riuscita del film. Guardians of the Galaxy è davvero una piacevolissima sorpresa che piacerà a grandi e adulti. Probabilmente ora che il successo è stato così forte già da sequel Gunn troverà maggiori limiti e i meccanismi saranno più scontati, ma intanto godiamoci il meglio che il cinema d’intrattenimento può al momento offrire.

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3 pensieri su “Guardians of the Galaxy – recensione

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