Le 100 Peggiori Traduzioni di Titoli di Film

Top 100 winner

di Zeno Cavalla

Vorrei abbozzare alcuni criteri che spieghino come ho stilato questa classifica. O meglio, giustificare perché alcuni casi noti e clamorosi non vi sono inclusi. Innanzitutto ci sono alcuni film i cui titoli davvero non c’entrano nulla con gli originali, tanto da farti porre qualche domanda sulla sanità mentale del traduttore, ma che almeno si rivelano interessanti e azzeccati. A volte sono addirittura meglio degli originali. Cito ad esempio, in ordine sparso e solo con riferimento a film di un certo livello: Era mio padre (“Road to perdition”), Radio America (A Prairie Home Companion), Il profumo del mosto selvatico (“A walk in clouds”), Cristo fra i muratori (“Give us this day”), Le ali della libertà (“The Shawshank Redemption”), Gioco di donna (“Head in the clouds”), I segreti della mente (“Chatroom”), Fratelli (“The Funeral”), Paradiso amaro (“The descendants”), I senza nome (“Le cercle rouge”) e Sogni e Delitti (“Cassandra’s Dream”: per la serie scegliamo un titolo che faccia più Woody Allen di quello scelto da Woody Allen). Fatevi voi stessi un’opinione, visto che molti, dissentendo da me, non riescono a rassegnarsi per come sono noti in Italia. Ho anche tendenzialmente espunto dalla classifica la maggior parte dei filmetti e commediole di poca o nessuna dignità, indipendentemente da come sono stati tradotti. Spesso il confronto con l’originale è divertente, ma non suscita molta indignazione visto che meno gente li vede e meglio è. Se un titolo osceno può aiutare a raggiungere questo scopo, inventate pure titoli osceni. Resta poi esclusa la categoria più numerosa, che non ha le carte in regola per entrare nella Top 100, ma che lascia allibiti: si tratta della quantità indescrivibile, incontenibile, allucinante, spropositata di film di media qualità, con titoli originali di media qualità e titoli tradotti di media qualità, ma che non hanno nulla a che vedere con gli originali, senza che questi fossero intraducibili o altro. Di questa vastissima categoria vorrei citare un solo esempio. “Incendiary” di Sharon Maguire. Il titolo in italiano? “Senza apparente motivo“.

100. Non aprite quella porta – “The texas chainsaw massacre“. Il titolo fu talmente azzeccato da essere addirittura imitato più volte, quindi non vorrei punirlo troppo severamente. Ciò non toglie che nel film ci siano moltissimi massacri con una motosega e nessuna specifica porta da non aprire.

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99. L’attimo fuggente – “Dead Poets Society“. Siamo sul limite dell’assoluzione anche qui. “L’attimo fuggente” è un bel titolo che non ha penalizzato il film. Ma “La società dei poeti estinti” era pure meglio.

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98.  We want sex – “Made in Dagenham“. Titolo d’impatto di sicuro. Il rischio però che passi per una commediola da casalinghe arrapate però c’è. Tant’è che tutti quelli che conosco che lo hanno visto si sono subito prodigati a spiegare di cosa parla davvero…

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97. Pirati dei Caraibi: la maledizione della prima luna – “Pirates of the caribbean – The curse of the black pearl“. Ecco uno di quei casi in cui ti chiedi perché. Il cambiamento in sé non è grave, ma… perché? Forse vuoi far credere che parli di lupi mannari?

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96. Onora il padre e la madre – “Before the devil know you’re dead“. Questo quasi glielo perdoniamo, perché il titolo originale fa riferimento a un proverbio irlandese e quindi la traduzione letterale non avrebbe reso.

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95. Terapia e pallottole – “Analyze this“. Merita quasi l’assoluzione perché, per una volta, il traduttore ci risparmia il doppio senso volgare anziché inventarselo.

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94. L’implacabile uomo di Saint Germaine – “Le chat

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93. Il maggiordomo – “Ruggles of Red Gap

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92. Ghost in shell: l’attacco dei Cyborg – “Ghost in shell: Innocence“. Può sembrare un cambiamento da poco, ma è davvero travisante dello spirito del film.

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91. 500 giorni insieme – “500 days of Summer“. Considerato che per una volta il gioco di parole, per il quale gli americani vanno matti, era perfettamente traducibile, si poteva anche lasciarlo. Probabilmente temevano di creare un precedente.

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90. Amore a prima svista – “Shallow Hal” ovvero, più o meno, “Il superficiale Hal”.

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89. Fra le tue braccia – “Cluny brown“. Di solito non mi piacciono i titoli che corrispondono a un nome proprio, ma “Fra le tue braccia” lascia suggerire una banalità sdolcinata che è totalmente estranea alla pellicola e al regista. Che poi sarebbe il grande Lubitsch. Vi ricorderete questo nome.

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88. La città incantata – “Sen to Chihiro no kamikakushi” che più o meno sarebbe: “Il rapimento da parte degli spiriti di Sen e Chihiro” o così mi dicono. L’inizio è bello angosciante, non spacciamolo per una mera favoletta!

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87. Fango sulle stelle – “Wild river“. Da molti critici considerato il miglior film di Elia Kazan e quello con minor successo di pubblico. Forse dal titolo italiano potreste dedurre che riguarda la macchina del fango, gli scandali nello star system hollywoodiano. Be’ vi sbagliate. Le stelle semplicemente non c’entrano un piffero.

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86. Come si distrugge la reputazione del più grande agente segreto del mondo – “Le Magnifique

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85. Corvo Rosso non avrai il mio scalpo – “Jeremiah Johnson

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84. La donna di fuoco – “Ramrod” che tradurlo fa strano, ma non può essere tutto una scusa per metterci donnine in calore.

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83. Scuola di spie – “Carve her name with pride“. Il tentativo di assimilare un film con una minima dignità alle varie serie “Scuola di polizia” e “Scuola di ladri” merita di essere stigmatizzato. Anche perché poi non è un film a base di gag a ripetizione, quindi se lo si guarderà aspettandosi questo si resterà pure delusi.

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82. Peccatori in blue jeans – “Les tricheurs“. Che vuol dire “Gli imbroglioni”

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81. Amami se hai il coraggio – “Jeux d’enfants

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80. Pietà per i giusti – “Detective Story“. Per la serie “Cambiamo un titolo che vanterà più tentativi di imitazione della Settimana Enigmistica”…

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79. Sesso, peccato e castità – “Only two can play“. Le tre parole che ogni titolista italiano vorrebbe infilare nel titolo anche quando non c’entrano, tutte in uno. Manca “perversione”.

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78. L’amore e il diavolo – “Les visiteurs du soir

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77Sesso e potere – “Wag the dog“. Titolo originale intraducibile, ma titolo italiano orrido e fuorviante.

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76. A Venezia… un Dicembre rosso shocking – “Don’t look now“. Sarebbe un bel film drammatico e vagamente erotico. Come si evince dal suggestivo titolo italiano.

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75. Il Petroliere – “There will be blood“. Il titolo italiano trasforma un mito moderno in un ritratto psicologico.

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74. La donna del bandito – “They live by night“. Bellissimo titolo originale, bellissimo film anche se un po’ datato, titolo italiano con donnina in mezzo perché avevano finito i carri di buoi. Rifatto da Altman col titolo italiano di…

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73. Gang – “Thieves like us“. Altman rifà “They live by night” dando una strizzata d’occhio alla critica sociale, si inventa un altro bellissimo titolo, e nuovamente il titolista italiano lo manda in vacca. Vediamo se qualcuno ci riprova.

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72. Il ladro di orchidee – “Adaptation

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71. Paradiso + Inferno – “Candy“. Particolarmente irritante visto che Paradiso + Inferno o Inferno + Paradiso è un noto manga che qui c’entra come i cavoli a merenda. Qui il problema non è che ti rischiano di far perdere un film interessante, ma che rischiano di attirarti a sorbirti una schifezza senza capo né coda con un trucco ai limiti della legalità.

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70. Gioco perverso – “The Magus“. Oh, la parola che mancava in “Sesso, peccato e castità”

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69L’età inquieta – “La vie de Jesus“. I toni leggermente diversi dei due titoli suggeriranno al lettore più accorto che qualcosa non va.

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68. Duello a Berlino – “The Life and Death of Colonel Blimp

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67. Il ribelle dell’Anatolia – “America, america“. Elia Kazan. Che un titolo del genere sembra roba da Rambo turco, per chi capisce di che sto parlando.

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66. Falstaff – “Campanadas de medianoche“. Sbaglierò, ma sa Orson Welles avesse voluto dare al film il titolo dell’opera di Verdi, lo avrebbe fatto.

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65. La ragazza del peccato – “En cas de malheur“. Uno dei migliori falsi titoli pruriginosi di tutti i tempi.

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64. Assatanata – “Saving Silverman“. No aspetta. Dimenticate quel che ho detto prima.

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63. Rusty il selvaggio – “Rumble fish“. I pareri sono discordanti. Io trovo “Rusty il selvaggio” semplicemente un titolo stupido e anonimo. Finché non scopri che è un filmone di Coppola non ci prendi neanche in considerazione di guardarlo.

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62. Donne regole e… tanti guai! – “Georgia rule

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61. Lo scrigno delle sette perle – “Melody time“. Che uno pensa sia una specie di polpettone di avventura e invece sono sette cartoni a tempo di musica, sul genere di Fantasia.

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60. Peccato – “Beyond the forest“. Noterete che peccati e perversioni tirano molto in Italia. Ops, non volevo dire “tirano”…

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59. La donna che visse due volte – “Vertigo“. Si potrebbe anche perdonare la traduzione che è un mezzo spoiler in considerazione della fortuna che ha avuto il titolo poi nel linguaggio corrente. Quasi. Dico quasi, e questo perché…

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58. Vertigine – “Laura“. Ecco perché e mi risparmio i commenti. Ah, ovviamente in questo caso le vertigini c’entrano poco o nulla.

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57. Uomini d’amianto contro l’inferno – “Hellfighters“. Questo perché “Pompieri” era già stato preso da Banfi.

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56. Scrivimi fermo posta – “The shop around the corner“. Regia del grande Lubitsch. Sì, ricorderete questo nome.

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55. Fatti strafatti strafighe – “Dude, where is my car?“. Ho cercato di non mettere proprio i filmacci di bassa lega, anche se davvero spesso sono tradotti in modo esilarante. Filmacci come questo intendo. Ma purtroppo c’è una tetralogia che merita…

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54. Deuce Bigalow: puttano in saldo – “Deuce Bigalow: European Gigolo“. Se tu che leggi hai mai pensato “Ehi! Danno un film che parla di un puttano in saldo, corriamo a vederlo!” ti prego, non andare mai a votare.

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53. Suxbad tre menti sopra il pelo – “Superbad“. Vorrei dire che Moccia sarebbe scandalizzato di come hanno usato il suo titolo, ma Moccia è l’autore di Amore 14 e Scusa se ti chiamo amore. Probabilmente ne va fiero.

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52. Per favore non toccate le palline – “Honeymoon Machine” meno volgare e sgangherato dei tre precedenti, il titolo è allo stesso livello. Fine della tetralogia dell’idiozia.

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51. Colpo di fulmine: il mago della truffa – “I love you Philip Morris“. A mettere in classifica un film indipendente che è arrivato in Italia per grazia di Dio mi sento un po’ scorretto. Ma questo scempio di traduzione merita di esser ricordato. Nemmeno con due titoli sono riusciti a farti capire di che parlerà il film.

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50. Paradiso perduto – “Great expectations” carino il titolista italiano a citare Milton, ma Great expectation è già un titolo di Dickens… non va più in alto in classifica solo perché il film fa schifo e non dovrebbe essere visto da nessuno.

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49. La donna del giorno – “Woman of the year“. “La donna dell’anno” è un titolo forte. “La donna del giorno” è semplicemente più debole. Non ha senso, fine.

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48. Lasciami baciare la farfalla – “I love you Alice B. Toklas“. Ehi questa in un certo senso può essere considerata una buona traduzione! Presto il seguito: “Scusa stavo pensando ad alta voce”.

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47. Cenerentola e gli 007 nani – “Happenly n’ Ever After

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46. Svalvolati on the road – “Wild hogs“. Davvero svalvolati on the road attira di più di “Maiali selvatici”? Davvero?

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45. Il cowboy con il velo da sposa – “The parent trap

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44. Barriera invisibile – “Gentleman’s agreement“. Anche Elia Kazan è stato storpiato spesso e volentieri.

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43. Gli Spietati – “Unforgiven“. Titolo da western dozzinale per uno dei capolavori di Clint Eastwood, vincitore di tre meritatissimi Oscar. Attenuanti generiche concesse perché “Unforgiven” non è perfettamente traducibile.

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42. Angoscia – “Gaslight” intanto angoscia fa schifo, come titolo. In secondo luogo si perde l’immagine delle luci a gas vittoriane, molto più indiretta. In terzo luogo al tempo “Luci a gas” era una pièce piuttosto nota, quindi cambiare un titolo che è già famoso è come buttare nel cesso soldi di marketing che altri hanno fatto per te, solo così perché si il titolista italiano aveva il colpo di genio e non poteva trattenerlo. Ah, regia di Cukor e due Oscar, non proprio un film di serie B.

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41. L’amante giovane – “Nous ne vieillerson pas ensemble“. “Non invecchieremo assieme” non era abbastanza esplicito per attirare i vecchi bavosi.

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40. Belli e dannati – “My own private Idaho“. “Belli e dannati” è anche di un romanzo di Fitzgerald che chiaramente non c’entra un picchio, quindi il traviamento è ancora più grave.

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39. Il principe del deserto – “Black gold“. Frustrazione massima perché il film è francese e il titolo originale inglese. Perfetto, siamo meno anglofoni dei francesi, spariamoci.

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38. Il diavolo è femmina – “Sylvia Scarlet“. Titolo più maschilista che pruriginoso. A differenza del film che è più pruriginoso che maschilista.

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37. Non per soldi… ma per denaro – “The Fortune Cookie“. Billy Wilder, Jack Lemmon, Walter Matthau, un titolista rincoglionito.

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36. No, no, no, con tua madre non ci sto – “Le grand amour“. Attendo ancora un seguito intitolato “Ambaraba cici cocò, tua sorella me la fo”.

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35. Per favore non toccate le vecchiette – “The producers“. Povero Mel Brooks.

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34. Hanno rubato le chiappe di Afrodite – “On a volé la cuisse de Jupiter“. Che poi uno passa il film a chiedersi quando ruberanno la statua di Afrodite dopo quella di Zeus. Oppure a domandarsi se davvero è così cretino che non avrebbe guardato il film, se non ci fosse stata l’illusione di vedere un culo di marmo vecchio di duemila anni.

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33. Star system se non ci sei non esisti – “How to lose friends and alienate people“. Praticamente la cosa migliore del film era il titolo e te la sei giocata.

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32. Non desiderare la donna d’altri – “Brodre” che in danese significa “Fratelli”. Forse qualcuno potrebbe pensare: “Ma c’è già il film “Fratelli” di Abel Ferrara, per il quale vi rimando alla premessa, e non volevano confondere le acque. Interessante ipotesi. Ma c’è anche “Non desiderare la donna d’altri” di Kieslowski, che si intitola così anche in originale e che è stato girato in due versioni nettamente distinte. E “Non desiderare la donna d’altri” di Delbert Mann, che si intitola “Thou Shalt Not Committ Adultery” che andrebbe tradotto con “Non commettere atti impuri”. E “Non desiderare la donna d’altri di Vincent Donehue, il cui titolo originale era “Loneleyheart”. E “Non desiderare la donna d’altri” di Garson Kanin il cui titolo originale era “They Knew What They Wanted”. Quindi a questo punto prima di mettermi a piangere do ai traduttori di tutti questi film il premio di cazzone ex aequo e passo oltre.

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31. La mia droga si chiama Julie – “La sirène du Mississippi“. Comincia il calvario di Truffaut.

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30. Fascino – “Cover girl“. Per una volta che il titolo riguarda davvero una ragazza gnocca, cambiamolo!

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29. Un bacio romantico “My bluebarry nights” o anche il titolo cinese che mi dicono significhi “Torta al mirtillo”. Il titolo italiano si confonde con centomila altri simili invece. Probabilmente la distribuzione ha scoperto con un sondaggio che gli italiani preferiscono i baci ai mirtilli e avrà creduto di attuare una sottile strategia di marketing.

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28. 40.000 dollari per non morire – “The gambler“. Ovvero “Il giocatore d’azzardo”. Gran film con tanta psicologia: il titolo italiano attira gente che lo odierà e respinge gente che lo amerebbe.

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27. L’amante – “Le choses de la vie“. Calma. Il film parla di un uomo che muore e che rivede la propria vita come un film. Ora si riesce a capire perché il titolo originale è bellissimo e quello tradotto è una trappola per pippaioli?

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26. Quando l’amore va a scuola… – “Ostre sledovane Vlaki” poi per fortuna ridistribuito con la corretta traduzione “Treni strettamente sorvegliati”

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25. Il buio nell’anima – “The brave one“. Se il titolo significa “Il coraggioso”, forzarlo a dire “Il complessato che sarebbe stato tanto tenerone se fosse stato capito da piccolo” non è la stessa cosa, vacca miseria!

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24. American life – “Away we go” qui c’è l’aggravante del titolo lasciato in inglese, ma cambiato. Ma se anche non fosse, il film è un road movie. Quindi “Noi andiamo via” ha un senso e “American life” no, perché tutto si descrive tranne la vita media americana.

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23. Interceptor – “Mad Max“. Titolo inglese, ma diverso dall’originale. Così, per dispetto. E in aggiunta non è azzeccato. E in aggiunta nessuno se lo fila e tutti si riferiscono a questo film come “Il primo di Mad Max”.

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22. Che carriera si fa con l’aiuto di mammà – “Le distrait“. Commedia piuttosto nota in Francia che, chiediamoci perché, non ha avuto successo in Italia.

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21. Allucinazione perversa – “Jacob’s ladder“. Non c’entra la perversione, proprio per nulla. A meno che non si intenda quella del traduttore.

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20. Quando l’amore brucia l’anima – “Walk the line“. Il film è la biografia di Johnny Cash. “I walk the line” è una canzone di Jhonny Cash. “I walk the line” è il titolo di un film di Frankenheimer, peraltro tradotto “Un uomo senza scampo”, che proponeva in colonna sonora 5 canzoni di Johnny Cash. “Quando l’amore brucia l’anima” è invece il titolo perfetto per due puccettoni amorosi che si drogano assieme fino a morire.

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19. Sherlocko, investigatore sciocco – “It’s only money“. No vabbe’. Non è il film che se non lo vedi non hai vissuto, ma non merita questo trattamento. Un titolo che avrebbe fatto orrore a Franco e Ciccio.

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18. L’amore che non muore – “La veuve de Saint Pierre“. Ehi se hai paura a distribuire un film che si intitola “La vedova di San Pietro” non comprarne i diritti!

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17. Alla bella Serafina piaceva far l’amore alla sera e alla mattina – “La fiancée du pirate“. Chiaramente si puntava a calamitare i fan di “Quel gran pezzo dell’Ubalda tutta nuda e tutta calda”, uno dei film preferiti di Walter Veltroni.

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16. L’amore ha sbagliato indirizzo – “Lettres d’amor”. Tipico titolo pensato apposta per assimilare un’acuta commedia satirica di Autant-Lara alle milioni di vaccate presenti sul mercato.

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15. Uomini e donne, tutti dovrebbero venire… almeno una voltaTrust the Man. Qui invece si vuole creare confusione con i titoli di Rocco Siffredi che, si sa, vendono tanto.

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14. La donna che inventò lo strip tease – “Gypsy

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13. Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo – “Dirty Harry

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12. Atto di forza – “Total Recall“. Uno di quei film totali in grado di accontentare critica e pubblico, amanti della trama e fan dell’azione spettacolare. Come pubblicizzi un prodotto del genere? Scegliendo l’attore icona della distruzione insensata e un titolo intrigante che riguardi l’intreccio. La trama di un uomo che deve ricordare chi è. E invece l’atto di forza quale sarebbe? Quello di Arnold che rompe le cinghie con cui era legato?

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11. Agente 007: Licenza di uccidere – “Dr No” quello che pochi sanno è che poi è uscito 007: Licence to kill e in Italia sono stati costretti a inventarsi un altro titolo, 007: Vendetta privata.

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10. Tutte le ore feriscono… l’ultima uccide – “Le Deuxieme Souffle” ovvero “Il secondo respiro”, capolavoro del noir francese. Dal titolo ti aspetti di vedere Er Trucido e invece ti trovi Lino Ventura.

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9. Mica scema la ragazza – “Une belle fille comme moi“. Ma ormai è chiaro che Truffaut al traduttore dei suoi film ha fatto qualcosa, forse gli rubava le merendine a scuola, forse gli ha rubato le mutande pulite mentre era in doccia.

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8. Mancia competente – “Trouble in Paradise“. Anche Lubitsch, come Truffaut, deve avere avuto dei trascorsi col traduttore. Storie torbide di mogli sedotte, figlie disonorate o spazzolini usati per scaccolarsi.

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7. Quando la moglie è in vacanza – “The seven year itch“. Il pruriginoso gratuito che fa sembrare volgare una commedia d’alta classe.

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6. Una sera… un treno – “Un soir, un train“. Questo mi fa impazzire per la sua totale inutilità. Hai un delicato titolo francese e devi trasformarlo in una caciaronata con dei puntini di sospensione che non han senso di esistere. Cos’hai pensato? Che una pletora di spettatori sarebbe accorsa perché ci hai messo i puntini di sospensione? Perché uno dovrebbe operare un cambiamento del genere? Quando TU, distribuzione italiana, prendi la libertà di inventarti un titolo idiota, suppongo lo faccia perché credi che quello originale sia sbagliato o poco vendibile. Ma qui che scusa potrà mai avere? Si tratta di un cambiamento inutile, sconcertante, ortograficamente scorretto. Hai chiesto prima alla tua maestra delle elementari QUANDO si usano i puntini di sospensione e quando no?

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5. Non drammatizziamo… è solo una questione di corna – “Domicile conjugal“. Truffaut, sempre lui. Il titolista italiano è un serio professionista che gode della stima di Bombolo, Martufello e Pippo Franco.

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4. Vogliamo vivere! – “To be or not to be“. Lubitsch subisce l’ultimo affronto. Forse il traduttore ha pensato che nessuno avrebbe colto l’oscurissima citazione dall’Amleto…

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3. Un amore all’improvviso – “The time traveller’s wife“. Hai un film tratto da un libro che è stato un successo internazionale per non dire un cult e gli cambi il titolo? È come comprare Ibrahimovic e poi bullarsi sui giornali per aver assunto un nuovo massaggiatore. Ma allora sei proprio deficiente!

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2. Prima ti sposo, poi ti rovino – “Intolerable cruelty“. Dico solo che l’ho visto in DVD. Una ragazza mi dice che vuole vedere un film dei fratelli Coen. Quando mi passa la custodia le dico “Guarda che è il film sbagliato. Questa è una cazzata tipo Sex & The City”.

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1. Se mi lasci ti cancello – “Eternal sunshine of a spotless mind“. Viene da piangere a pensarci. Il film è un capolavoro e la poesia di Pope da cui è tratto il titolo inglese è un mezzo capolavoro anche quella. “Se mi lasci ti cancello” sembra uscito da un generatore automatico di titoli per stupide commedie sentimentali. Solo Nostro Signore sa quanti cinefili si sono persi questo film perché depistati dall’ignobile traduttore. Per non parlare delle coppiette in crisi ormonale che sono entrate al cinema solo per uscirne con gli occhi sbarrati dicendo: “Va be’… ma che facciamo sesso lo stesso adesso?”

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3 pensieri su “Le 100 Peggiori Traduzioni di Titoli di Film

  1. “Apes Revolution” – titolo originale “Dawn of the planet of the apes (che tradotto significa “l’alba del pianeta delle scimmie”, sequel di “Rise of the planet of the apes” (tradotto può essere: “l’ascesa del pianeta delle scimmie”) a cui hanno dato il titolo in italiano nientemeno chè…”L’alba del pianeta delle scimmie”… Tanto per fare un casino allucinante. Gli italiani sono i migliori doppiatori del mondo, ma a titoli sono pessimi…

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