50 Sfumature di Grigio – recensione

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50 Sfumature di Grigio di Sam Taylor-Johnson, con Dakota JOhnson, Jamie Dorman   USA 2015

di Emanuele D’Aniello

Secretary. Ultimo Tango a Parigi. Ecco l’Impero dei Sensi. Legami!. La Pianista. Non sono parole a caso, ma un breve elenco di film migliori, più controversi e più erotici di 50 Sfumature di Grigio, un film che prometteva tuoni e fulmini e alla fine fa apparire rivoluzionari i romanzi rosa Harmony.

Avrete già capito che non state per leggere una recensione positiva del film, ma sappiate, non è stato facile giungere a tale conclusione. Non perchè il film conceda altro, sia chiaro che 50 Sfumature di Grigio è semplicemente BRUTTO sotto ogni punto di vista lo si voglia guardare. Ma perchè compito del “critico” è quello di analizzare anche la bruttezza oltre ogni precedente sovrastruttura mentale, e cercare sempre di motivare per non dare mai l’idea del preconcetto. Infatti la prima operazione da compiere, probabilmente la più difficile, è stata quella di avere la mente più aperta possibile. Chi non ha passato gli ultimi mesi in una caverna sperduta sa benissimo che 50 Sfumature di Grigio è stato accompagnato da un battage pubblicitario impressionante, dalla patina di evento mondiale, e soprattutto da una marea di pregiudizi negativi sia dai lettori abituali, pure se non hanno mai letto una riga dei libri da cui sono tratti (e li capiamo), sia dagli amanti di cinema più accaniti, che hanno visto un prodotto simile invadere le sale a discapito di altre pellicole per più meritevoli, relegate invece in pochissime sale sparse nel paese.

Insomma, 50 Sfumature di Grigio è stato bocciato e massacrato ancor prima che uscisse. Un atteggiamento snob fastidioso quanto quello di coloro che ritengono il film, dopo averlo visto, meritevole di una qualsivoglia lode. Folli.

Perchè ecco, ora arriva il secondo problema. Dopo la visione, 50 Sfumature di Grigio non fa nulla per ribaltare il pregiudizio negativo dei più, anzi, è un film che non fa proprio nulla in senso assoluto. Senza troppi giri di parole, il film è il sex movie più noioso e inutile mai visto al cinema. Stracolmo di scene vuote, banali, semplicistiche, ripetitive, superficiali, dialoghi atroci, 50 Sfumature di Grigio è una fantasia da casalinga disperata che di erotico o sovversivo non ha nemmeno l’ombra. Siamo in presenza di puro fan service per chi ha letto il libro, con la narrazione totalmente sacrificata alle aspettative e desideri del pubblico: dopo un inizio ordinario ma comunque accettabile, dalla mezz’ora in avanti il film letteralmente muore schiacciato dalla propria ripetitività e vacuità. Praticamente, per due ore abbiamo lui che cerca di convincere lei a firmare un contratto, ma nel frattempo fanno comunque sesso e discutono di come la situazione possa cambiare. Stop.

Un altro problema, fondamentale per dare intera prospettiva al film, è capire cosa diavolo 50 Sfumature di Grigio sia o voglia essere. Insomma, è un filmetto romantico spacciato per storia erotica, oppure è una storia di sindrome del controllo che conserva in realtà un lato romantico? Il film è stato presentato e venduto al pubblico in ambo i modi, ma col primo caso si tratterebbe di pubblicità ingannevole, nel secondo caso l’evoluzione è assente e gli aspetti controversi davvero risibili. Prendiamo ad esempio supremo la gestione del protagonista maschile: Christian Grey ci viene presentato, ma solo a parole, come una figura che può tutto, in ufficio e in camera da letto, stila un contratto estremo e non è interessato all’amore. Poi però, praticamente quasi subito, svela il suo lato dolce e nei suoi atti più radicali a letto è affranto dal senso di colpa. La credibilità del personaggio non esiste. E su questa indecisione su cosa essere e su come presentarsi si muove l’intero film.

Assodato quindi il giudizio, c’è ancora un compito difficile: attribuire le colpe. A detta di molti il libro originale è semplicemente pessimo, quindi cosa potevano fare la regista Sam Taylor-Johnson e gli attori Dakota Johnson e Jamie Dorman con simile materiale? Ma al tempo stesso, tutti sapevano a cosa andavano incontro quando hanno firmato ed era indubbiamente compito loro provare ad elevare il materiale e tirar fuori qualcosa di cinematografico. Indubbiamente qualcuno dirà che il loro compito era gestire l’ingombrante peso del fenomeno mondiale e incassare milioni, ed è esattamente quello che hanno fatto. Ma è davvero l’unica cosa importante? Pur essendo per molti spazzatura – e come avrete capito, non ho letto i libri – perlomeno i romanzi originali, grazie alla loro forma, lasciano correre l’immaginazione dei lettori e quindi anche una storia simile acquista un senso. Portati al cinema, vedendo con i nostri stessi occhi cosa accade, non resta nulla di avvincente, e quel che resta dalla pagina allo schermo non è sufficiente. Fortunatamente non è compito del “critico” analizzare i motivi di un fenomeno globale di tale portata, ma solo giudicare un film, e fidatevi, vederlo è stata già una prova significativa, forse più intensa delle poche e innocue frustatine che si vedono sullo schermo.

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