Maria Maddalena – recensione

Lo dico? Va bene, lo dico subito. Badate bene, Maria Maddalena è una storia d’amore.

Ora, non correte a stracciarvi le vesti, non lo dico in senso letterale. Non è questo un film nato per far polemica, o sperare nella controversia. Maria di Magdala dopotutto non è la moglie di Gesù, come tanto piacerebbe a Dan Brown. E storicamente non è nemmeno una prostituta, come la Chiesa stessa per secoli ha provato a propinarci, smentendosi poi da soli poco tempo fa come proprio i titoli di coda del film sottolineano.

Gesù e Maria di Magdala non si amano come immaginate voi maliziosi, e neppure in modo platonico. Ma si amano, forse più di quanto capiamo. Dopotutto questo Maria Maddalena è proprio la storia di due persone che si trovano. Una donna che incontra qualcuno che la vede e rispetta per ciò che veramente è, e non la tratta alla stregua di un oggetto. E un uomo – ancora prima che Figlio di Dio – che incontra una lei che lo capisce e non lo sfrutta per i suoi “poteri divini” e gli fa addirittura le domande giuste.

Quel semplice “nessuno mi ha mai chiesto come mi sento” pronunciato da Gesù è forse il momento più simbolico dell’intero film.

Una pellicola eterea, rarefatta, silenziosa, calma e riflessiva che indaga nel profondo di due figure misteriose, per motivi diversissimi. Aiuta tanto che al centro ci siano due attori che fanno della singolarità e del silenzio le caratteristiche principali anche nella vita. Rooney Mara come sempre fa tanto con pochissimo, e Joaquin Phoenix mette una profondità accecante in qualsiasi gesto o espressione.

Duole dirlo, e quasi dispiace, che in un film chiamato Maria Maddalena l’anello debole sia proprio il personaggio del titolo. L’importanza del suo ruolo è lampante, ma il suo travaglia interiore è poco approfondito, rimane spesso sullo sfondo, ed a tratti il film quasi diventa una classica greatest hits dei gesti vangelici di Gesù, visti però dal prospettiva di un altro personaggio. Questo è esaltato dalla scrittura del personaggio Gesù, la cosa migliore del film: è un essere umano timido e pacato travolto dal peso della proprio missione e dimensione divina, incastrato tra le aspettative socio-politiche, molto più che religiose, dei suoi stessi seguaci, e la ferocia di un popolo egoista. Anche per la dolcezza e tristezza che il volto di Phoenix trasmette, e quel senso di smarrimento terreno perfettamente empatico, questo Gesù avrebbe meritato un film tutto suo, anche se sarebbe stato l’ennesimo sul tema.

In fin dei conti Maria Maddalena è un film intenso nella sua calma, anche se un pizzico meno profondo di quanto poteva essere. Un film che piacerà ai credenti, perché rispetta la presenza divina e anzi solidarizza col peso di Gesù. E una storia che apprezzeranno anche i non credenti, poiché evita retorica e predica andando dritto ai dolori umani terreni.

Gesù, Pietro, Giuda, Maria di Magdala: personaggi biblici ma prima di tutto uomini persi, smarriti in un mondo che non capiscono. Come accade a noi in ogni epoca, in ogni latitudine, credendo o non credendo a qualcosa. Forse, appunto, il segreto è trovare semplicemente qualcuno che ci ascolti e comprenda.

 

fonte: Culturamente

 

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