Twin Peaks 3×13 – recensione

(Derek Mears, Kyle MacLachlan) (Screenshot: Twin Peaks)

Che a David Lynch piaccia giocare con i suoi fans, e soprattutto con le loro aspettative, è chiaro.

Se la scorsa settimana l’intera sequenza del ritorno di Audrey è stato un libretto d’istruzioni su come vedere la serie, una scelta ancora più simbolica se ricordiamo quanto è stato atteso e fantastico quel ritorno, oggi le scene cardine sono addirittura due.

Il criminale che dice a Cooper/Bob di accettare le regole oppure andarsene non ha nemmeno bisogno di spiegazioni. Senza dubbio è il Lynch più chiaro e meno sottile possibile, e non a caso introduce poi una tra le sequenze, se ci pensiamo bene, più grottesche immaginabili, perfettamente nel suo stile. Abbiamo poi, più avanti, il dialogo tra Norma e tale Walter: quest’ultimo vorrebbe ammodernare il prodotto e renderlo più profittevole, più appetibile al grande pubblico, mentre la prima pensa solo al cuore del prodotto, all’importanza dell’essenza naturale che lo rende la vera chiave vincente.

Anche qui onestamente la metafora non è affatto sottile, ma ancora una volta azzeccatissima. Se vogliamo ritrovare il cuore del vero Twin Peaks dobbiamo accettare le regole di questo ritorno, punto e basta. Se ancora non abbiamo capito ciò, la colpa è solo nostra e delle nostre aspettative, non certo della serie.

È normale che un po’ di frustrazione ci sia, poiché questo ritorno sta già, purtroppo, volgendo al termine e noi vogliamo sempre di più. E sicuramente per qualche puntata dopo metà stagione la serie ha iniziato a girare su sé stessa. Ma rimane la sensazione che tale viaggio sarà più che soddisfacente. Dopotutto come possiamo non fidarci di Lynch, quando lui stesso ci dice in questo episodio di fidarsi? Come possiamo non essere felici gustandoci la straordinaria prova di Kyle McLachan, un attore per troppo dimenticato ma qui tornato ai vertici del proprio talento con l’abilità incredibile di mostrare sfaccettature sempre diverse e sempre convincenti. Come possiamo, insomma, non essere grati sapendo che questo ritorno è un autentico regalo a noi fans, e pertanto non rischiamo di rimanere delusi?

Nel bene o nel male, le regole di David Lynch sono sempre state queste. Ora che tutto sta finalmente convergendo, ora che la mitologia torna prepotentemente alla ribalta con la presenza dell’anello, dobbiamo appunto rimanere e goderci lo spettacolo. Viviamo in una società di incontentabili, ma dovremmo semmai emozionarci di fronte al dono di un nuovo Twin Peaks come Sonny Jim si diverte col suo nuovo parco giochi casalingo.

E se anche Big Ed è tornato con noi, possiamo stare davvero tranquilli.

 

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