Twin Peaks 3×07 – recensione

twin peaks david lynch

Il tema del doppio è sempre stato un punto cardine della filosofia di Twin Peaks.

Moltissime persone, immagino, hanno scoperto la parola doppelganger non sui libri ma vedendo la serie. E’ quello del doppio è un tema che ha affascinato Lynch da sempre, in tutta la sua filmografia. Uno come lui, fan e praticante della meditazione spirituale orientale, proietta il proprio credo in ogni sua opera.

E così, senza accorgercene quasi, poiché anche questo 7° episodio è indaffaratissimo, il tema del doppio è ovunque.

A cominciare dai due Cooper, ma questo nemmeno dovrei sottolinearlo. Agli agenti di polizia che vanno ad interrogare Dougie, i quali hanno lo stesso cognome. Alla presenza costante di fratelli: Jerry che telefona al fratello Ben apparentemente senza motivo, il nuovo sceriffo Truman che telefona al vecchio fratello Harry, un nuovo membro della famiglia Renault che gestisce il Roadhouse (pure lui è al telefono, anche questo andrebbe indagato). E perché no, anche il corpo del defunto maggiore Briggs è, in un certo senso, un doppio, poiché alla scientifica locale risulta con altra età.

Soprattutto, Twin Peaks è il doppio di sé stesso. Non solo nel titolo – i picchi gemelli, quindi ancora fratelli, ancora doppi – ma perché dalla vecchia serie siamo passati al revival.

E questa nuova versione datata 2017 è a sua volta un doppio insito di sé stessa, perché accompagna all’atmosfera classica della vecchia serie l’astrattismo tipico degli ultimi lavori del suo creatore.

Lynch, uno che come detto pratica la spiritualità trascendentale, crede nella reincarnazione, fa tesoro di tali temi. Nella sua visione nulla si distrugge, tutto semmai rinasce e torna come prima, per fortuna o purtroppo. E se il vecchio Jacques Renault come ricordiamo è morto, abbiamo ora un suo fratello/doppio/clone che continua a sfruttare giovani ragazze e far loro del male.

“Sta succedendo di nuovo” è una delle frasi simbolo della serie, dopotutto.

Male e Bene sono due doppi, non a caso, due facce della medesima medaglia. Due lati dell’esistenza destinati a scontrarsi sempre e per sempre, non sconfiggendosi mai, ma rigenerandosi ogni volta. E’ fantastico per un fan che la serie rientri a piene mani nella mitologia di Twin Peaks, ritirando ora fuori le leggendarie pagine strappate del diario di Laura Palmer. E’ bellissimo, credo, per uno spettatore più smaliziato assistere ad un episodio come questo molto ricco di avvenimenti e molto più lineare rispetto alle prime settimane. Ma tutto ciò è semplicemente una ripetizione, un doppio di un qualcosa.

Il Male c’è ancora a Twin Peaks. Laura Palmer appartiene alla storia, ma non possiamo escludere che presto un’altra bionda nella serie possa cadere nella sua stessa tragica sorte. Diane credeva di aver chiuso col passato, ma ecco che proprio un doppio è venuto a tormentarla ancora. Ogni colpo di scena è una ripetizione di errori che avremmo dovuto imparare e riconoscere.

Riusciranno i personaggi di Twin Paks a salvarsi dal loro destino irremovibile? Nulla si distrugge, tutto ricomincia, ci suggerisce Lynch. Noi siamo qui proprio per assistere, ancora, a questo viaggio misterioso.

 

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