Batman v Superman: un anno dopo

Batman v Superman: Dawn of Justice un anno fa è stato criticato, denigrato, addirittura massacrato, e al tempo stesso idolatrato da altri. Ha incassato tanto, tantissimo, moltissimo, ma comunque meno di quanto si potesse prevedere, e quindi sono diventati tutti commercialisti e lo hanno interpretato come difetto.

Non voglio ora fare l’avvocato del film, perché quella parte dopotutto l’ho già assolta un anno fa, quando BvS ha invaso prima i cinema e poi, spesso a sproposito, ogni discussioni di appassionati e non, cinefili e non, conoscitori di fumetti e non, come pochi altri comic-book movies sono stati in grado di fare (e questo per i miei punti di vista sarebbe già un grosso pregio).

Piuttosto, ad un anno esatto dall’avvento di BvS, finalmente a menta fredda, questa è l’occasione per meglio analizzare ciò di cui un anno fa parlavo solo da fan.

E quindi, senza nasconderci, anche i difetti.

Sì, perché la prima istanza da chiarire è non negarne i difetti, tanti ed evidenti.
– La durata eccessiva mal sfruttata, perché mette sul fuoco tanti elementi, francamente troppi da poter essere digeriti e analizzati per bene.
– La necessità di raccontare una storia ed esplorare un tema ma accanto anche iniziare la costruzione dell’universo filmico DC, facendo scontrare troppi propositi uno sull’altro.
– La continua difficoltà nel disegnare coerentemente il carattere di Superman (un difetto aggravato dal fatto che parliamo del protagonista) col suo ritratto che da un lato irrita i fans e dall’altro, allo stesso tempo, non soddisfa i detrattori.
– L’insistenza su elementi confusi ad un pubblico normale e non appassionato, come l’intera sequenza dell’incubo di Bruce Wayne, fantastica e affascinante ma pur sempre slegata dal resto e comprensibile solo da un fan DC.
– L’indecisione sul finale, ovvero su quale aspetto premiare come conclusione, e sicuramente l’affrettata presenza di Doomsday.

BvS è senza dubbio un film imperfetto, anche molto. Le sue imperfezioni, le sue idiosincrasie, i suoi eccessi, e perché no anche i suoi deliri lo rendono PERO’ un comic-book movie unico, lontano dalla formula, incapace di accettare o cercare compromessi e vie di mezzo: non è solo cinico e troppo dark come sottolineato fino alla nausea, ma soprattutto sgradevole e disturbante nel tono.

Ecco, sono arrivato al cuore di tutto: sgradevole e disturbante, per me, sono pregi cinematografici, anche e soprattutto in un comic-book movie.

Perché forse mai nessun film di supereroi era stato realizzato e portato avanti coraggiosamente in questo modo. Dalle storie dei personaggi in calzamaglia con i superpoteri abbiamo visto ritratti serissimi e realistici (Logan e la trilogia nolaniana di Batman) oppure ritratti più fumettosi e dedicati all’intrattenimento (l’universo Marvel e gli X-Men) oppure vere e proprie commedie la cui differenza è l’orientamento di pubblico (Deadpool e Guardians of the Galaxy).

Mai nessuno però era stato fumettoso e iper-serioso allo stesso tempo come BvS adesso, nemmeno titoli che ci sono andati vicino come Watchmen (guarda caso sempre di Zack Snyder).

Personalmente, il più grande difetto del film è l’indecisione del ruolo di Superman, il quale accetta di diventare uno strumento nelle mani di Luthor quando invece per la sua essenza dovrebbe rifiutare di dire la frase “nessuno rimane buono per sempre“. Terribile scelta narrativa.

Il resto? Beh, quelli che molto giudicano difetti io li trovo autentici pregi, scelte che difenderò sempre ad ogni costo.

Dopotutto la cosa che più amo è il ruolo di BvS all’interno del suo genere e all’interno del medesimo panorama cinematografico circostante, ovvero quello di prendere sul serio i supereroi ed usarli per analizzare il mondo attuale e le sue autentiche schifezze, rifiutando le costrizioni delle classiche formula da film di solo intrattenimento o di soli storie di eroismo senza macchia.

BvS è un film che ha il coraggio di gettarci in faccia rapimenti, morte, pedofilia minorile e attentati suicidi senza far cozzare il tono con la presenza di due personaggi usciti dai fumetti. Ci mostra il mondo per quello che è, ovvero un posto in cui tutto sta precipitando – il film inizia e finisce con un funerale! – e nel quale le persone buono sono costantemente schiacciate dalle azioni di quelle cattive. Superman è il boy scout definitivo, ma più fa del bene più la gente lo disprezza  perché così la nostra società ragiona, così le nostre generazioni si stancano dei modelli positivi e cercano solo la polemica e la controversia, il cool al posto del giusto. E allora sapete che c’è? Superman deve morire perché la società cinica non se lo merita. La manifestazione assoluta è appunto Luthor, non solo il personaggio dei fumetti che ha tutta l’intelligenza e il potere del mondo e quindi impazzisce quando capisce che ciò non basta di fronte ad un alieno onnipotente, ma soprattutto la metafora dei tanti profeti di sventura che agitano le folle, coloro che mettono in guardia dall’Apocalisse ma in realtà, con le loro parole e gesta, l’avvicinano ogni giorno di più (insomma, potrebbe candidarsi in qualsiasi partito populista contemporaneo).

“Sa quale è la più vecchia bugia d’America, senatore? Che il potere può essere innocente”

Il potere, esatto. Questo alla fine di tutto è il tema centrale del film: l’essenza, il ruolo, la legittimità e l’uso del potere. Sì, è un tema talmente forte, talmente importante e talmente attuale nel nostro quotidiano (e lo diventa ogni giorno di più in ogni paese) che deve davvero avere spaventato i critici un anno fa, o quantomeno coloro che si aspettavano di trovarsi di fronte l’ennesimo colorato e scanzonato film di supereroi, come se quello fosse il doveroso e limitante obbligo del genere. BvS, senza indugi e più sfacciatamente che può, indaga sul potere e sulla moralità dell’onnipotenza dei supereroi (un tema che Snyder ha chiaramente ereditato dall’esperienza di Watchmen): quale è il ruolo di coloro che possono effettivamente cambiare le cose? Superman è un ragazzo cresciuto in campagna che vorrebbe aiutare le persone, ma è costretto dalla sua essenza ad essere un Dio, una creature mitologica che tutti venerano e così, in conflitto con la propria natura, non trova un posto nel mondo; Batman quel posto non lo ha mai trovato, e la sua anima nera, accentuata dai lutti che lo circondano di cui è sia vittima sia causa, supera il confine che separa l’esercizio del potere da disinteressato benefattore a vigilante fascista. E oltretutto Batman, qui esteticamente nella miglior versione live action di sempre, non uccide in maniera insensata, ma perché dopo la morte di Robin ha perso fiducia nel suo stesso ruolo e nel suo stesso codice morale….possibile che un aspetto così fondamentale sia stato sottovalutato da tutti e bollato come un difetto (“Batman uccide!”) quando invece è l’ennesima notevolissima introspezione?

“Se Dio è onnipotente, non può essere tutto buono. E se è tutto buono, non può essere onnipotente” sono le parole di Luthor, ancora nel ruolo di veicolo della filosofia del film.

E sicuramente questo è il maggior problema che ha alienato un anno fa moltissimi critici e spettatori: BvS è un film che non racconta lo scontro tra Batman e Superman, ma prende le loro essenze, le usa come allegoria della propria tematica centrale e spinge sul pedale per decostruire l’intero mito dei supereroi. Lo posso capire benissimo, sono sincero: come secondo film in un franchise cinematografico, BvS avrebbe dovuto realmente mettere in scena una storia, mettere in scena l’incontro e scontro tra due figure iconiche, e costruire un futuro invece che, fin da subito, fin dal secondo film, iniziare già a decostruire i personaggi. Per quello c’era tempo.

Alla fine, il “deal breaker” nei confronti di BvS da parte degli spettatori è tutto qui: è un film che tradisce le premesse e avrebbe dovuto indubbiamente fare altro….ma si vuole davvero criticare un film che osa, che ha il coraggio di ribellarsi alla formula, che ha l’audacia di essere serio pur rispettando al massimo l’iconografia fumettistica?

Questo quesito ce lo portiamo avanti da un anno ormai, mentre di altri film secondo alcuni migliori ne abbia già perso traccia e abbiamo dimenticato pure cosa raccontavano. Io ciò lo considero la più grande vittoria di BvS, contro qualsiasi parere.

Batman v Superman

 

p.s. avrete notato che non ho dedicato nemmeno una riga o una sola ad uno degli aspetti più chiacchierati e discussi, ovvero l’ormai nefasta scena “MARTHA!”. Beh, il motivo è chiaro: se davvero ancora non avete colto il significativo emotivo ed empatico del momento, non posso certo sprecarci fiato adesso.

 

Un pensiero su “Batman v Superman: un anno dopo

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...