The Irishman, Scorsese e Netflix: c’è qualche problema?

Lo scorso maggio arrivò la notizia tanto attesa: dopo Silence, che ora abbiamo visto, Martin Scorsese avrebbe seguito quel dream project con un altro dream prject, ovvero quel The Irishman che riunirà il regista a Robert De Niro e lo vedrà lavorare per la prima volta con Al Pacino.

Quasi un anno il progetto è ancora in piedi, e direi che già questa è una notizia, e nel frattempo c’è stato un enorme sviluppo: Netflix ne ha comprato i diritti.

Inizialmente il film, come riportato anche nella nostra notizia originale, doveva essere prodotto dalla Paramount e dalle sue compagnie sussidiarie per ben 100 milioni di dollari, ma al momento la Paramount, che è in fase di ristrutturazione organica interna, non può permettersi quella cifra di spesa consapevole che gli eventuali profitti del film sono una scommessa vera e propria (non è un blockbuster, e la compagnia proprio con Silence, andato molto male, ha perso molti soldi).

La prima notizia è che Neflix può fare quello che tutti gli altri grossi e famosi studios non possono (forse nemmeno la solidissima Disney): spendere tanto e correre rischi per un rientro economico del tutto improbabile. Netflix negli ultimi anni sta già producendo tanti e importanti film, ma è la prima volta che “cattura” un nome del calibro di Martin Scorsese, ed è un po’ quindi la consacrazione del loro lavoro.

I problemi però a questo punto sono due, ed entrambi legati al sistema “day and date” di Netflix, ovvero distribuire i proprio nello stesso giorno d’uscita sia al cinema sia nella propria piattaforma di streaming online per i propri abbonati:
– lo scorso maggio i diritti di distribuzione del film fuori dagli Stati Uniti furono presi da STX Entertainment per ben 50 milioni, ma se Netflix distribuisse online in contemporanea il film a tutti i suoi abbonati in tutto il mondo la STX Entertainment sarebbe danneggiata;
– Scorsese è un grande purista del cinema, e con un tempismo paradossale due giorno dopo l’accordo con Netflix ha dichiarato che è sbagliato vedere film dallo schermo della tv (figuriamoci quindi sullo schermo di un computer, aggiungo io).

Insomma, la situazione è un po’ la prova del nove per Netflix e la sua maturità. Rinuncerà al “day and date” per evitare la battaglia legale con STX Entertainment o semplicemente sborserà altri soldi (tanti) per comprare pure quei diritti? Sarà Scorsese a piegarsi, e costretto a vedere un film a cui lavora da anni esordire visibile su un computer o addirittura su un cellulare?

Le risposte saranno importanti perché, inutile girarci intorno o sottovalutarlo, le scelte di Netflix in questo caso, con la disponibilità economica che offre, potrebbe davvero cambiare il modo di usufruire del cinema negli anni a venire.

 

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