Oscar 2017: il commento alla cerimonia più folle di sempre

Ecco, ora come diavolo cominciare questo annuale commento alla notte degli Oscar?

Perché, per chi come ha assistito in diretto allo show, poco dopo le 6 di mattina il pensiero è stato unanime: “What the fuck?!?!”

Ed è inutile girarci intorno, e forse è meglio che noi che parliamo di Oscar per mesi e voi spettatori possiate realizzarlo: l’89° edizione degli Academy Awards (qui tutti i risultati e vincitori) ci ha regalato la più grande sorpresa DI SEMPRE nella storia degli Oscar nel mondo più surreale, confuso e controverso DI SEMPRE.

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Proviamo ad andare per gradi, e provare a raccapezzarci fino al momento finale tanto discusso. Perché la cerimonia è andata avanti normalmente per tutta la sua durata, ad essere sinceri: Jimmy Kimmel ha fatto un monologo iniziale molto divertente, è stato molto presente durante tutto lo show, le clip mostrate sono state ben realizzate e a livelli di premi la serata  andata avanti in maniera “normale”, così a parte qualche sorpresa fisiologica (quest’anno il sonoro e i costumi) il resto era tutto prevedibile e stava accumulando un buon bottino per La La Land, lontano dai record ma significativo rispetto agli ultimi anni per un vincitore. E poi avevamo anche il regista più giovane di sempre a vincere, un premio tutto italiano (quello del trucco), e il sonoro che regalava la prima statuetta a Kevin O’Connell dopo addirittura 21 candidature sempre a secco.

Insomma, tutto normale e anche prevedibile fino a poco dopo le 6 di mattina italiane. Poi il momento che mai più nessuno dimenticherà, a cominciare dall’Academy e dai protagonisti coinvolti sul palco naturalmente:

Proviamo a ricapitolare cosa diavolo è accaduto:

  • PRIMO ERRORE ENORME a monte: non si sa chi, non si sa come, la catastrofe scatta quando qualcuno consegna per errore a Warren Beatty e Faye Dunaway, coloro che devono premiare il miglior film, la busta contenente la categoria della miglior attrice consegnata precedentemente (anche se Emma Stone ha dichiarato di avere la sua con cui è stata proclamata vincitrice, per motivi di sicurezza le buste sono più di una);
  • Possiamo notare che Beatty esita perché ovviamente aprendo la busta trova il nome di Emma Stone, che naturalmente non è un film e non può vincere Miglior Film, quindi il SECONDO ERRORE ENORME è che Beatty, pur rendendosi conto, va avanti e legge La La Land invece di fermarsi e dichiarare che la sua busta è sbagliata;
  • Quando tutti sono sul palco a ringraziare, e addirittura la regia mette in grafica tv la vittoria di La La Land, il TERZO ERRORE ENORME è stato quello dei produttori di aver subito corso sul palco a fermare tutto, e il tempo c’era, considerando che tra baci e abbraccia il team del film ci hanno messo quasi due minuti a raggiungere i microfoni.

 

Risultato? Nella confusione, nell’incredulità generale e anche nell’isterismo, il vero lavoro che ha vinto Miglior Film è MOONLIGHT. Al di là dell’errore, una vittoria legittima perché è stato realmente votato.

Oltre l’immane confusione che quindi ha oscurato tutto il resto e regalato involontariamente (e forse anche purtroppo) il momento Oscar che più resterà per sempre, queste le mie considerazioni personali su quanto successo:

– E’ probabilmente l’ennesima vittoria del sistema preferenziale, inutile girarci intorno (e non lo avrei mai creduto con un film simile). Per l’ennesimo anno il film vincitore vince pochi premi totali, appena 3, e film si divide dalla regia, che va al film che più vince più premi della serata. Mi pare ormai chiaro con un sistema di voto normale e semplice, ovvero vince chi prende più voti e basta, negli anni avremmo visto trionfare Gravity, The Revenant, La La Land…non è il caso di tornare a questo sistema di voto molto più giusto?

– La vittoria di Moonlight è naturalmente legittima, totalmente valida e assolutamente meritevole, e si prende il notevolissimo record di essere il film ad aver vinto col più basso budget nella storia (è costato meno di 2 milioni).  Ma il paradosso è che, per un film così bello e così importante che serve davvero la gente conosca, la sua vittoria pur legittima (non è certo colpa sua il casino finale) sarà per sempre inquinata o quantomeno associata alla confusione finale dello scambio di buste: insomma, credo che nell’immaginario collettivo da ora in poi Moonlight non sarà ricordato come il film che ha vinto l’Oscar 2017, ma come il film che ha battuto La La Land nella confusione generale. Un peccato per un film del genere, e un assoluto paradosso perché tale ruolo tocca proprio al film che per tematiche va a vendicare Brokeback Mountain e invece diventa il nuovo Crash.

– E quindi tocca parlare dello sconfitto, che da vincitore annunciato è diventato solo vincitore morale (ma ci fai pochissimo). Premettendo che non ci sono stati drammi o polemiche, come hanno testimoniato i sorrisi post-cerimonia di Chazelle, Stone e Gosling, e l’infinita classe del produttore Barry Horowitz, alla fine La La Land non ha vinto pur portando a casa 6 premi, signori e signore, e probabilmente è stato battuto solo da due fattori esterni che non poteva controllare: il sistema di voto e il clima socio/politico attuale americano. Soprattutto l’intera Academy – ma non è una colpa, come detto il voto è ovviamente legittimo – ha perso l’occasione di iscrivere tra i propri vincitori il titolo di un film amatissimo, che sta incassando tanto e tutto il mondo, tanto apprezzato trasversalmente tra pubblico e critica, e forse l’unico del plotone dei nominati che passerà il test del tempo e per cui ne sentiremo parlare in termini alti ancora tra anni, decenni. Insomma, record di Golden Globes vinti, record di nominations all’Oscar pareggiato, e il suo nome non sarà nel palmares finale: La La Land lo meritava davvero.

– Piccola ma fondamentale nota per noi malati della stagione dei premi: Moonlight è il secondo film NELLA STORIA  vincere l’Oscar senza aver vinto prima almeno uno tra SAG, PGA o DGA (il primo e non più unico adesso Braveheart). Accordiamo le statistiche di conseguenza per i prossimi anni, anche se ormai ogni anno dobbiamo rivedere qualcosa.

 

Qui si chiude una stagione dei premi 2016/2017 davvero incredibile, che non dimenticheremo mai, iniziata come marcia trionfale a suon di record per La La Land, diventata via via sempre più banale, e poi chiusa inaspettatamente con la più grande sorpresa nell’intera storia degli Oscar. Siamo ancora storditi da quanto successo….cosa chiedere di più?

 

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