Hell or High Water – recensione [Speciale Roma 2016]

C’è un motivo se nel passato, all’epoca della sua vera e più alta gloria cinematografica, il genere western è sempre stato un genere fatto da uomini, pieno di uomini e destinato agli uomini. Non perché il western sia maschilista o sessista, ovviamente, ma semplicemente perché nessun genere ha mai capito così bene la solitudine insita nell’essere maschio, e non a caso i racconti della vecchia frontiera sono diventati la quintessenza del cinema a stelle e strisce.

E appunto per questo, pur essendo un neo western che trapianta gli stilemi del genere nella contemporaneità, Hell or Hight Water è assolutamente un film sui maschi e per maschi. Protagonisti sono due fratelli da un lato e due colleghi dall’altra parte della barricata, due rapinatori di banche i primi e due poliziotti i secondi: i loro rapporti sono al centro della narrazione, ma soprattutto la loro incapacità vera di relazionarsi.

Hell or High Water argutamente trapianta ad oggi gli scenari western ma soprattutto l’atmosfera, e così quei tempi dilatati, quegli scenari polverosi del Texas, quelle cittadine quasi sperdute in cui il tempo sembra essersi fermato a oltre un secolo fa, quell’abbigliamento e volti sporchi che di moderno hanno molto poco, sono solo l’estensione dell’aridità interiore dei nostri protagonisti. Aridità che non vuol dire mancanza morale o umana, nessun personaggio è veramente o solamente cattivo, semmai rappresenta un senso di solitudine che si allarga alla vita e in cui, naturalmente, può strisciare con più facilità e annidarsi la violenza (che sia quella autentica, come le pistole presenti nei pantaloni di chiunque, anche dei rapinati, oppure che sia la violenza di sistema, come le corporazioni capitaliste che sfruttano le difficoltà umane).

Il paragone con l’universo creato dai fratelli Coen e, nel genere medesimo, portato all’apice con Non E’ un Paese per Vecchi è naturale ma anche banale, infatti pur cercando di somigliare nel tono dei dialoghi e nella caratterizzazione dei personaggi, Hell or High Water si smarca e differenzia dalle proprie ispirazioni cercando un’altra strada molto più umana: tra inseguimenti e sparatorie, il film di David Mackenzie ci mostra le difficoltà dell’uomo di mostrare le proprie vulnerabilità, le proprie mancanze, i propri errori, la propria incapacità di essere intimi e magari scambiarsi un “ti voglio bene” invece della solita battuta sarcastica. Perché ogni secondo conta, e forse se sei nella traballante e violenta America odierna, conta ancora di più.

 

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