Sing Street – recensione [Speciale Roma 2016]

Confrontare i medium è inutile, e ora non devo nemmeno arrivare io a dirvi quanto bella sia la musica e importante nella vita di ognuno di noi, addirittura fondamentale in alcuni momenti. Eppure, paradosso dei paradossi, spessissimo la musica è più bella e più efficace al cinema, all’interno di un film, che non sentendola in un disco o durante un concerto.

Vi spiego facendo un esempio: c’è una scena nel bellissimo Sing Street di John Carney in cui marito e moglie, ormai sull’orlo del divorzio, litigano e si rinfacciano di tutto urlando mentre i tre figli sono al piano di sopra, chiusi in una stanza. I tre, le prime vittime naturalmente della situazione, invece di origliare oppure disperarsi, decidono di mettere un disco, alzano il volume, ascoltano la musica e ballano tutti felici. In quel momento la musica non è solo un diversivo, ma letterale una ancora di salvezza per affrontare i dolori del quotidiano.

Questa premessa è doverosa per capire l’importanza della musica nel film e principalmente in tutto il cinema di John Carney, ma sia chiaro che i momenti tristi non sono affatto la base di Sing Street. Questo delizioso racconto adolescenziale, un musical senza i crismi del genere, è infatti un bellissimo feel good movie strapieno di energia e ottimismo, voglia di vivere e soprattutto voglia di fare qualcosa, mettere a frutto il proprio talento, o perlomeno la propria passione, e non arrendersi mai. Fin dalla geniale quanto semplice e simpatica premessa narrativa – un gruppo di liceali mette insieme una band solo per far colpo su una ragazza – Sing Street tra sorrisi, situazioni brillanti e canzoni orecchiabilissime è un vortice di entusiasmo che rapisce dal primo all’ultimo secondo.

E’ davvero interessante vedere come Carney utilizzi la musica nella storia, come un collante che impedisce continuamente al film di finire in un genere troppo restrittivo, né commedia romantica pura né film sulla scuola, e al tempo stesso mai onnipresente in modo da far sviluppare la narrazione in maniera organica. Il suo è un lavoro magistrale ricco di tanti espedienti, tra cui quello di utilizzare la musica per caratterizzare la crescita del protagonista, infatti le citazioni dei gruppi degli anni ’80 non si limitano solo ai cambi d’abbigliamento.

Insomma, nella propria semplicità di piccolo gioiello che non punta a cambiare il mondo del cinema ma sicuramente a stimolare la fantasia di ogni ragazzo, Sing Street è un perfetto e godibilissimo film per tutte le età e per tutti i palati, soprattutto per colore a cui basta un film per trasformare in meraviglia la propria giornata.

 

 

 

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