I miei film preferiti – #1: All That Jazz

ALL THAT JAZZ

“Se muoio, mi dispiace per tutte le brutte cose che ti ho fatto. Se sopravvivo, mi dispiace per tutte le brutte cose che ti farò”

 

Lo sapevo sarebbe arrivato questo momento. Quando ho avuto idea di fare questa lunga e personalissima classifica oltre 9 mesi fa, sapevo che prima o poi avrei dovuto parlare del mio preferito. E credetemi, paradossalmente è difficilissimo: dovrebbe essere semplice parlare del film che più si ama, dopotutto sono tanti i motivi che spingono a sceglierlo come il preferito, si dovrebbero esporre con gioia, però essendo una scelta ovviamente del tutto emozionale, la cosa più difficile da fare è sempre mettere per scritto le proprie emozioni più viscerali.

All That Jazz è un film che racconta la vita e la morte. E non dite tutto qui, perché cosa c’è di più fondamentale nel nostro esistere se non la vita e la morte?

Ispirato a di Federico Fellini, di cui è praticamente un liberissimo remake, il film è la versione onirica dell’autobiografia del regista Bob Fosse: esattamente come il protagonista fittizio del film Joe Gideon, lo stesso Fosse ha avuto un attacco di cuore dovuto allo stress mentre preparava contemporaneamente un film (che sarebbe stato Lenny) e uno spettacolo teatrale (che sarebbe stato Chicago).

La differenza sostanziale è una: Fosse è sopravvissuto per raccontarci proprio questo film (anche se pochi anni dopo proprio un attacco di cuore gli sarà fatale), Joe Gideon invece ripercorre vita, esperienza passate, esperienze presenti, amori e amicizie, figlie e tanto lavoro, per poi lasciarci per sempre.

Io nel primo numero di questa classifica ve lo avevo promesso, questa senza vergogna più che una rubrica cinematografica sarebbe stato uno spazio terapeutico in cui, attraverso i miei film preferiti, poter tirare fuori qualche emozione dal mio profondo.

E allora ve lo dico: come tante altre persone, ho una paura fottuta della morte.

All That Jazz è un film meraviglioso: divertente, molto divertente, profondo, complesso, scintillante, affascinante, irresistibile, energico, e chi più ne ha più ne metta. Insomma, è davvero un grandissimo film (4 Oscar e Palma d’Oro a Cannes). Ma soprattutto, almeno per me, più di tutti gli altri film che trattano un tema così comune e così universale, è il film che più mi aiuta….non dico a superare, e forse nemmeno affrontare a viso aperto, ma almeno a pensare con consapevolezza alla morte.

Non dico di essere Joe Gideon, sicuramente non avrò mai la sua vita, le sue esperienze, la sua quantità di successi, la sua quantità di amori (forse solo il livello di stress sarà lo stesso, paradossalmente, a causa della nostra quotidianità), e il mio riassunto finale sarà inevitabilmente differente e molto meno sfarzoso. Ma alla fine, tutti arriviamo lì, io come Gideon e come tutti gli altri. Tutti parlano con la morte, lui per sua fortuna la vede sotto forma di una bella signora angelica, noi molto più metaforicamente. Tutti ci sforziamo di fare più cose possibili, navigando tra passioni, vittorie, sconfitte e soprattutto relazioni umane, consapevoli che quella bella signora angelica è sempre dietro l’angolo.

E allora, proprio perché questo film mi aiuta a comprendere che ricacciare il pensiero è praticamente inutile, mi piace sempre ricordare quella mezz’ora finale del film, in cui la morte è completamente abbracciata nella maniera più onirica e sfarzosa possibile. Sì, mi piace pensare che tutto sommato la vita sia solo una grande esibizione, un musical naturalmente, in cui siamo sul palco costantemente a recitare davanti al pubblico più ampio immaginabile. Il riassunto della vita è una bella e lunga canzone, una splendida musica che ci accompagna attraverso tutto ciò che abbiamo passato fino a quello che è inevitabile. Certo, il fotogramma finale è un corpo ormai privo di vita che viene incelofanato nel silenzio e nel realismo più totale, ma quello è il punto di vista esterno: non sappiamo cosa succede dall’interno, e quel primo piano di Joe Gideon che va verso la bella signora angelica, sorridente ma incredibilmente preoccupato, senza via di scampo, ma ancora carismatico e istrione, è tutto ciò a cui voglio pensare.

Dopotutto, l’importante è arrivare a quel musical finale preparati, quindi salire su quel palco giorno dopo giorno, allenarsi al meglio e lavorare sodo, senza soste, senza rimpianti, senza paure. It’s showtime folks, e deve sempre andare avanti.

 

 

Introduzione alla classifica
#25 – The Social Network
#24 – Inside Llewyn Davis
#23 – Il Re Leone
#22 – Amadeus
#21 – Harry ti presento Sally
#20 – Bianco Rosso e Verdone
#19 – Arancia Meccanica 
#18 – Il Dottor Stranamore
#17 – The Blues Brothers 
#16 – Ghostbusters
#15 – Il Grande Lebowski 
#14 – El Crimen Perfecto 
#13 – Kill Bill
#12 – Il Laureato
#11 – I Tenenbaum 
#10 – Il Padrino
#9 – Il Cavaliere Oscuro
#8 – Sideways
#7 – Lost in Translation
#6 – In the Mood for Love
#5 – Quei Bravi Ragazzi
#4 – Rocky
#3 – Io & Annie
#2 – Manhattan

 

 

Un pensiero su “I miei film preferiti – #1: All That Jazz

  1. Forte! Niente Kubrick, Spielberg o Leone in testa. Sto giro premiazione originale complimenti! Allo stato delle cose la mia sarebbe piu o meno questa:

    1. C’era una volta in America
    2. Taxi driver
    3. Soldi sporchi
    4. Stand by me, Psycho, Indiana Jones e molti Spielberg, Shining, Eyes Wide Shut, Toy Story 3, Heat, Collateral…e tanti altri

    Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...