I miei film preferiti – #3: Io&Annie

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“La-dee-da, la-dee-da”

Sapete perché, tra le tante scene e momenti iconici del film, ho scelto esattamente quello della foto qui sopra? Il motivo è semplicissimo, la scena racchiude tutto il senso del film: stare bene con la persona accanto nelle piccole cose, facendo anzi le cose più stupide. Non a caso, dopo la rottura con Annie, il protagonista Alvy cerca di ricreare la medesima scena con una nuova ragazza, ma non ha assolutamente lo stesso effetto, perché artificiale, non spontanea, non figlia del momento e del sentimento, e soprattutto con un’altra persona.

Il sentimento, qualunque esso sia, non si può ricreare, con ognuno è diverso.

Dopotutto Io & Annie è il prototipo della commedia romantica cinematografica moderna, praticamente da qui è partito tutto il filone con centinaia di imitazioni, ma la forza del film è stata proprio quella di non chiudersi a riccio nel ritratto del rapporto romantico, semmai nell’analisi dell’elemento più complesso e misterioso al mondo, il rapporto tra uomo e donna.

Essenzialmente una commedia, ma il primo film veramente maturo di Allen e forse tuttora il suo più complesso, Io & Annie è davvero una seduta terapeutica per cercare di capire cosa va e cosa non va in una relazione, perché il sentimento inevitabilmente svanisca, e cosa rimanga poi dei cocci di un rapporto, se si possa ripartire o diventare più intimi di prima dopo una rottura.

Woody Allen qui diverte come non mai, le battute e le situazioni che crea sono semplicemente memorabili e da mandare giù a memoria, ma soprattutto qui Allen sperimenta come mai fatto e pochissimi altri hanno fatto, cercando di aprirsi la testa e sfruttare lo stile di scrittura e visivo nel proprio flusso di coscienza: ne esce fuori un film atemporale, con una struttura fluida che rimbalza avanti e indietro nel tempo, fino a toccare l’infanzia, iniziando esattamente con la rivelazione del finale, inserendo voce fuori campo, rottura della quarta parete, sovrimpressioni mentali e persino l’animazione e alla fine addirittura un film nel film con i ragazzi che mettono in scena i dialoghi dei personaggi.  Non un gioco o un esercizio stilistico fine a sé stesso, ma un autore in pieno possesso e controllo del mezzo cinematografico che vuole farci sedere, accanto a lui, sul lettino del suo psicoterapeuta.

 

“Dopo di che si fece molto tardi, dovevamo scappare tutti e due. Ma era stato grandioso rivedere Annie, no? Mi resi conto che donna fantastica era e di quanto fosse divertente solo conoscerla. E io pensai a… quella vecchia barzelletta, sapete… Quella dove uno va dallo psichiatra e dice: “Dottore mio fratello è pazzo, crede di essere una gallina”, e il dottore gli dice: “perché non lo interna?”, e quello risponde: “e poi a me le uova chi me le fa?”. Be’, credo che corrisponda molto a quello che penso io dei rapporti uomo-donna. E cioè che sono assolutamente irrazionali, ehm… e pazzi. E assurdi, e… Ma credo che continuino perché la maggior parte di noi ha bisogno di uova.”

Lo ammetto, ma forse lo avrete già capito leggendo altri film in questa classifica o altre recensioni, ho un debole per i film in cui la coppia alla fine non rimane insieme. Se ci pensiamo, uno dei 10 più grandi film nella storia del cinema finisce proprio così, e parlo di Casablanca naturalmente. E ho tale debole non perché io sia un masochista o pretenda il realismo a tutti i costi, ma solo perché mi piace che gli autori non cerchino l’happy end a tutti i costi, ma una risoluzione organica e logica. Dopotutto in un film che in originale si chiama Annie Hall, ed è quindi focalizzato sul personaggio di Diane Keaton, la frase chiave del monologo finale è proprio quel “quanto fosse divertente solo conoscerla“: tutti ovviamente amiamo le storie in cui la coppia sta insieme per sempre e festeggia il 60° anniversario di vita comune, tutti vogliamo il nostro miglior lieto fine possibile, e tutti nel nostro piccolissimo pur non dicendolo speriamo di trovare un giorno l’amore perfetto, ma in questo caso Woody Allen ci ricorda che – iniziando un discorso che poi porterà avanti in tanti film fino al giorno d’oggi – oltre il sentimento, che per la propria natura irrazionale e spesso casuale rischia di svanire da un momento all’altro, c’è la forza immortale del rapporto umano puro.

Alla fine Alvy e Annie non avranno una vita in comune, non si sposeranno e non avranno figli, anzi finiranno sicuramente con altre persone, ma comunque hanno trovato il loro lieto fine insieme: sanno che sempre, e per sempre, potranno contare l’uno sull’altro per qualsiasi cosa. E pensare che per Woody Allen e Diane Keaton sia andata esattamente così, una coppia negli anni ’70 e ora comunque amici o più di semplici amici, ci lascia davvero con una ventata di grande ottimismo e speranza.

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Introduzione alla classifica
#25 – The Social Network
#24 – Inside Llewyn Davis
#23 – Il Re Leone
#22 – Amadeus
#21 – Harry ti presento Sally
#20 – Bianco Rosso e Verdone
#19 – Arancia Meccanica 
#18 – Il Dottor Stranamore
#17 – The Blues Brothers 
#16 – Ghostbusters
#15 – Il Grande Lebowski 
#14 – El Crimen Perfecto 
#13 – Kill Bill
#12 – Il Laureato
#11 – I Tenenbaum 
#10 – Il Padrino
#9 – Il Cavaliere Oscuro
#8 – Sideways
#7 – Lost in Translation
#6 – In the Mood for Love
#5 – Quei Bravi Ragazzi
#4 – Rocky 

 

2 pensieri su “I miei film preferiti – #3: Io&Annie

  1. Pingback: I miei film preferiti – #2: Manhattan | bastardiperlagloria

  2. Pingback: I miei film preferiti – #1: All That Jazz | bastardiperlagloria

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