I miei film preferiti – #4: Rocky

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“Ma ti piace davvero mia sorella??Che ci trovi in lei??”
“Riempie i vuoti…”
“Riempie i vuoti???E che accidenti significa riempie i vuoti…”
” Che ne sò… io  ho i vuoti, lei ha i vuoti…insieme li riempiamo”.

 

Sapete, più la classifica va avanti, più naturalmente mi trovo in difficoltà a parlare dei miei film preferiti, perché si avvicinano i più amati e personali. E poi diciamo la verità, di Rocky si è già detto tutto da parte di tutti, solo a sentire quella musica immortale già il film passa in testa come un flash.

Eppure c’è come sempre qualche strambo figuro che sottovaluta il film, o perché col passare del tempo di Rocky se ne sono appropriati tutti per motivi svariati e futili, anche e soprattutto chi non ha colto la poesia tragica della storia, oppure perché non è così complesso come i titoli che batté nel suo anno all’Oscar.

A me basta ricordare che ogni anno, ogni mese, ogni settimana, ogni giorno, milioni di persone passano a Philadelphia e si fanno la foto con la statua di Rocky Balboa, oppure vanno lì solo per quello. Questo testamento dovrebbe stracciare ogni tipo di obbiezione.

Ora, non voglio ovviamente ammorbarvi con la storia della genesi del film, la sapete tutti e soprattutto la vicenda di quanto Rocky sia Stallone stesso, l’outsider che realizza il suo sogno contro ogni ostacolo. Una vicenda che chiunque ha raccontato.

Quello che invece a me ora piace ricordare e sottolineare è la natura del film, che ne fa uno dei più malinconici e tristi di tutti i tempi. Perché oltre l’uso della boxe come metafora del riscatto sociale e personale del protagonista, strumento di redenzione e delle seconde chance – e in questo Rocky è quello che ha usato meglio di tutti tale argomento, e per me lo rende il film americano per antonomasia, pure più di delle vette raggiunte da John Ford e Frank Capra – il film è un ritratto realistico, spietato e per nulla filtrato degli emarginati della società.

Rocky, Adriana, Mickey, Paulie: sono tutti emarginati e sconfitti della società. E non duole mai sottolinearlo, in un film che parla di riscatto, il protagonista perde. Lo voglio dire ancora una volta: alla fine Rocky perde.

Oddio, naturalmente perde nel ring e, per usare un concetto banalissimo, vince però nella vita trovando l’amore e la forza in sé stesso, però quella sconfitta nel ring ha una doppia valenza ancora più forte: puoi anche raggiungere finalmente la felicità, ma non dimenticarti mai che la vita è pronta in agguato a rimetterti al tappeto.

E allora quando molti ricordano il fantastico incontro finale, tra l’altro girato da Dio, o la sequenza dell’allenamento più famosa di sempre, io voglio ricordare l’appuntamento sulla pista di pattinaggio sul ghiaccio: per me il film è quello. Rocky è soprattutto la storia dell’incontro tra una serie di persone timide, ai limiti del disagio sociale, che si fanno forza vicendevolmente per andare avanti. La storia d’amore tra Rocky e Adriana è una delle più pure mai viste perché lontana da ogni canone che il cinema ci ha insegnato per decenni: guardate come si comportano, come sono vestiti, come parlano o meglio come non riesco a parlare tra di loro, più che un prodotto hollywoodiano pare di vedere un film neorealista italiano. Lo struggente faccia a faccia tra Mickey e Rocky è la rappresentazione scenica dei sogni infranti e della necessità di provare a realizzarli un’ultima volta, prima che sia troppo tardi, e il monologo notturno di Rocky la sera prima dell’incontro finale è il testamento spirituale, nella sua semplicità e perché no sincera ingenuità, di ogni singolo uomo sulla faccia della Terra che lotta per arrivare alla fine della giornata.

Proprio per le intenzioni di Stallone, proprio per il modo in cui lo ha concepito e spinto a realizzarlo, Rocky è forse il film più sincero di sempre. Insomma, c’è davvero un motivo per cui la gente va a farsi la foto con la statua a Philadelphia, e il motivo è che la lotta di Rocky Balboa è dentro ognuno di noi.

 

 

Introduzione alla classifica
#25 – The Social Network
#24 – Inside Llewyn Davis
#23 – Il Re Leone
#22 – Amadeus
#21 – Harry ti presento Sally
#20 – Bianco Rosso e Verdone
#19 – Arancia Meccanica 
#18 – Il Dottor Stranamore
#17 – The Blues Brothers 
#16 – Ghostbusters
#15 – Il Grande Lebowski 
#14 – El Crimen Perfecto 
#13 – Kill Bill
#12 – Il Laureato
#11 – I Tenenbaum 
#10 – Il Padrino
#9 – Il Cavaliere Oscuro
#8 – Sideways
#7 – Lost in Translation
#6 – In the Mood for Love
#5 – Quei Bravi Ragazzi

 

 

3 pensieri su “I miei film preferiti – #4: Rocky

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