Lav Diaz vince il Festival di Venezia 2016

Come dicevo ieri, i giudizi dei critici non rispecchiano mai quelle delle giurie dei vari festival, che nonostante le provenienze geografiche e più disparate sensibilità artistiche quando si tratta di premi, risucchiati dal loop di dover vedere e giudicare 20 film in soli 10 giorni senza molto tempo di riflessione, finiscono per favorire l’inatteso (o meglio, lo snobismo più atteso).

Insomma, come a Cannes quando nessuno pensava che uno come George Miller potesse premiare il cinema di Ken Loach, anzi ora la mano chi pensava che Sam Mendes potesse apprezzare i film oceanici di Lav Diaz.

Ma prima di ogni ulteriore commento, questo il palmares finale di Venezia 2016:

Leone d’Oro – “The Woman Who Left”
Leone d’Argento – “Nocturnal Animals”
Miglior Regista – Amat Escalante for “The Untamed”/Andrei Konchalovsky for “Paradise.”
Miglior Attrice – Emma Stone for “La La Land”
Miglior Attore – Oscar Martinez for “El Ciudadano Illustre”
Miglior Sceneggiatura – Noah Oppenheim for “Jackie”
Miglior Performance d’esordio – Paula Beer for “Frantz”
Premio Speciale della Giuria – “The Bad Batch”

 

E quindi, il film del filippino Lav Diaz, che per tutti rimarrà bollato solo come “il film di 4 ore” ha vinto il Leone d’Oro. Ora, non voglio sprecarmi in discorsi polemici, sia perché non ho visto il film sia perché sono discorsi che già faccio spesso (soprattutto con Venezia, duole dirlo), ma la scollatura di gusto è sempre più evidente: quello di Diaz sarà certamente un film meraviglioso, e se la giuria lo ha ritenuto davvero il miglior film del concorso ha fatto bene a premiarlo…ma mi chiedo, perché i festival, che mostrano film inediti e scoperte da ogni parte del mondo, non assumono la loro funzione di lancio? Ovvero, tra due anni chi si ricorderà chi ha vinto nel 2016? Tra dieci anni crediamo veramente che il film di Lav Diaz sarà ricordato?

E’ un palmares che sommariamente non mi ha affatto convinto (per dire, ho adorato Jackie ma forse la sceneggiatura è il suo elemento meno vistoso) e mi ha lasciato felice soltanto per due riconoscimenti, entrambi attoriali: Emma Stone e Oscar Martinez sono stati i miei due favoriti anche nel mio articolo soggettivo, giusto premiarli.

E allora appuntamento al prossimo festival, quando probabilmente faremo gli stessi discorsi e nessun spettatore avrà ancora visto (o perlomeno nella sua interezza) il film di Diaz.

 

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