Venezia 2016: cartolina di chiusura

La mia prima esperienza al Festival di Venezia come addetto stampa, e di conseguenza la prima anche di questo blog, passa agli archivi. Una meravigliosa esperienza dal punto di vista personale e soprattutto cinematografico, con giornate ricche di film naturalmente anche brutti ma soprattutto belli, molto belli, con quel sapore speciale dell’anteprima mondiale, il piacere della scoperta, la consapevolezza che potresti non vederli più considerando le discutibili uscite italiane.

In 9 giorni di permanenza ho visto 30 film tondi tondi: la media giornaliera la fate voi, titoli provenienti dal concorso, fuori concorso, sezioni collaterali e restauri speciali. Ne è valsa la pena, naturalmente.

Non mi metto ora qui a giudicare tutti i 30 film che ho visto, non c’è tempo, e non mi metto nemmeno a fare pronostici per il Leone d’Oro, perché come in tutti i festival i pareri delle giurie specializzate sono imprevedibili e raramente combaciano con i pareri della critica.

E allora brevemente voglio dare i miei premi, sia in categorie miste che ovviamente non premierà la giuria, sia con un rapido elenco di quelli che per me sono è titoli migliori e peggiori:

 

I MIGLIORI FILM

LA LA LAND

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Il festival si apre col botto, e con il calcolato rischio di partire col migliore in gara. La La Land ha eclissato tutto il resto, la conferma del talento di Chazelle e la prova che il musical, l’ottimismo ma non il sentimentalismo forzato sono armi ancora vincenti.

 

JACKIE

Come evitare la biografia tradizionale e concentrarsi sul tema centrale: Pablo Larrain non si “americanizza”, semmai il regista cileno porta in America il suo stile e dipinge un devastante ritratto dell’elaborazione del lutto.

 

ARRIVAL

ARRIVAL

Denis Villeneuve deve aver fatto un patto faustiano col diavolo, un patto secondo cui è incapace di fare brutti film. Il suo ingresso nella fantascienza è un meraviglioso racconto – intelligente, affascinante, pauroso – sulla necessità di tornare a comunicare gli uni con gli altri.

 

EL CIUDADANO ILLUSTRE

Come è tornare a casa dopo tanti anni? Non piacevole, ci risponde questa argutissima commedia argentina, malinconica al punto giusto ma anche tremendamente esilarante. Si ride, si riflette, ma soprattutto ci si chiede se valga costruire un futuro sulle rovine del nostro passato.

 

TARDE PARA LA IRA

Se c’è una cosa che gli ultimi anni ci hanno insegnato, è che il cinema di genere come lo fanno gli spagnoli non lo fa nessuno. Questa classica storia di vendetta, classica anche nella narrazione, è comunque un concentrato di energia e terrore, così perfettamente incentrata sulle psicologie tormentate dei propri protagonisti.

 

FRANTZ

Francois Ozon merita un applauso per come è stato in grado di frenarsi: ci sono temi già affrontati in Frantz ma non c’è il suo stile, semmai un tocco delicato e totalmente amorevole verso personaggi e scenari lontani ma purtroppo anche molto vicini.

 

I PEGGIORI FILM

I BEI GIORNI DI ARANJUEZ

Un film enormemente statico, con due personaggi seduti che parlano con dialoghi che NESSUNO al mondo fa in quel modo e con temi non interessanti tutto ciò in 3D: in altri casi sarebbe stata bollato come provocazione, ma essendoci al timone Win Wenders bisogna credere che lui ha fatto tutto consapevolmente, ed in tal caso la presunzione è una colpa ancora maggiore.

 

PLANETARIUM

Non solo il film non è interessante e coperto da una valanga di inutilità, ma ogni premessa narrativa, colpo di scena e funzione dei personaggi è ridicola. Planetarium è un piccolo compendio su come non fare un film.

 

PIUMA

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Il tentativo sulla carta lodevole di Roan Johnson di fare una commedia giovanile divertente ma intelligente naufraga su sé stesso, sulla voglia di cercare una leggerezza a tutti i costi: Piuma è un film totalmente inconsistente e drammaticamente vuoto, mosso da situazioni farsesche e macchiette comiche.

 

TOMMASO

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Kim Rossi Stuart ci porta all’interno delle sue ossessioni, ma siamo sicuri ci sia qualcuno veramente interessato al viaggio? Un viaggio poi, oltretutto, realizzato male, scritto anche peggio e recitato in maniera indescrivibile.

 

LA LUCE SUGLI OCEANI

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Come affondare un tema interessante e molto psicologico nel convenzionale melodramma, nella ricerca forzata della lacrima a tutti i costi. Un film vecchio, nella confezione e nella realizzazione, che fa quasi male ai suoi capaci protagonisti.

 

KÉKSZAKÁLLÚ

Più che un film, questa pellicola spagnola è un collage di momenti senza capo ne coda. Lodevole l’intenzione, ma Kekszakallu non ha nulla di ciò che crea un film, non c’è narrazione, approfondimento dei personaggi ma il barlume di una messa in scena.

 

 

Miglior Film
La La Land

Miglior Regia
Damien Chazelle – La La Land

Miglior Sceneggiatura
El Ciudadano Illustre

Miglior Attore
Oscar Martinez – El Ciudadano Illustre

Miglior Attrice
Emma Stone – La La Land

Miglior Attore non protagonista
Michael Shannon – Animali Notturni

Miglior Attrice non protagonista
Laura Linney – Animali Notturni

Miglior Fotografia
Frantz

Miglior Montaggio
Jackie

Miglior Scenografia
Age of Shadows

Migliori Costumi
La La Land

Miglior Sonoro
Hacksaw Ridge

Miglior Colonna Sonora
Arrival

Miglior Cast
King of the Belgians

 

E per chi vuole ricordare tutto, ecco l’elenco di tutte le recensioni in anteprima pubblicate sul blog:
La La Land
La Luce sugli Oceani
Arrival
Animali N0tturni
The Bleeder
Frantz
Brimstone
Hacksaw Ridge
Piuma
Il Più Grande Sogno
Tommaso
Indivisibili
Jackie
The Bad Batch

 

Per questo speciale è tutto, ora il blog tornerà alla normale programmazione editoriale, intanto vi ringrazio per aver seguito le mie semplici opinioni e spero di aver fatto vivere al numero più ampio di lettori la mia passione, con la speranza di poterla riprendere il prossimo anno con la nuova edizione!

 

 

 

3 pensieri su “Venezia 2016: cartolina di chiusura

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