The Bleeder – recensione [Speciale Venezia 2016]

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Tutti conoscono la meravigliosa storia di Rocky Balboa grazie all’immortale film con Sylvester Stallone. Inoltre, praticamente tutti credono che quella bellissima storia sia uno spunto della creatività di Stallone, ma il realtà l’attore la prese dal più classico delle “tratto da una storia vera”.

Sì, alla fine Rocky Balboa è esistito veramente, ed il suo nome è Chuck Wepner.

Dopo decenni di velo calato quindi il cinema va a riscoprire le radici del mito, ed il film The Bleeder si fa carico di dare luce, o in un certo senso giustizia, alla storia del pugile di Bayonne, piccola cittadina del New Jersey, una storia sicuramente meno ispirante di quella nata nella testa di Stallone ma forse per questo più autentica ed umana.

The Bleeder è quindi un character study sulla ascesa rapidissima e caduta rovinosa della stella di Chuck Wepner, un buon pugile e forse nulla più che divenne famoso non per meriti personali, ma appunto per un vecchio film a lui dedicato di cui quasi nessuno conosce le origini. I tanto chiacchierati 15 minuti di celebrità profetizzati da Andy Warhol sono la fonte di tutti i guai di Wepner, un personaggi comune e fragile, ricco di difetti che tanti hanno, inebriato da una celebrità non guadagnata m totalmente riflessa.

Questo è sicuramente il tema migliore di The Bleeder, che funziona e convince ma come tutti i film sul pugilato non eccelsi è affetto da un costante senso di deja vu, incastrato in una struttura già vista e priva di guizzi e da una confezione quasi da film tv.  L’impegno del protagonista Liev Schreiber è encomiabile ma mancante di quel talento necessario a fare il salto di qualità, fortuna per lui è il personaggio ad essere forte ed empatico nei suoi eccessi e nei suoi errori: come in Rocky, anche in The Bleeder il vero Chuck Wepner non è un personaggio cinematografico ma un protagonista fantasma che aleggia senza sosta, monito dei rischi che tutti corriamo nel ricercare senza motivo e soprattutto senza “paracadute” un qualcosa più grande di noi e superiore alle nostre capacità.

The Bleeder è un onestissimo film che certamente non stravolgerà il genere dei boxe movies, ma ha il merito di ricordare che spesso le fortune di qualcuno – in tal caso un film come Rocky – possono derivare dalle disgrazie di qualcun altro. Nella vita non c’è il match di rivincita, ma fortunatamente abbiamo più round a disposizione, mai dimenticarlo come ha fatto saggiamente Wepner.

 

 

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