I miei film preferiti – #13: Kill Bill

“Quella donna merita la sua vendetta e noi meritiamo di morire.”

“La quantità di veleno che può essere iniettata da un solo morso a volte è gargantuesca. Mi è sempre piaciuto l’aggettivo “gargantuesco”, succede raramente di poterlo usare in una frase.”

 

Era l’estate del 2005, fino luglio se ricordo bene. Entrambi i due volumi di Kill Bill erano già passati al cinema da un bel po’ ed io, non ancora appassionato come adesso, me li ero colpevolmente lasciati sfuggire. Una sera decido di vedere il primo film, con aspettative normali: non avevo visto trailer, sapevo a malapena la storia, ancora Tarantino non era l’autore di oggi.

Tutti noi abbiamo un momento legato ad un film, impresso nella memoria per sempre. Può essere una sensazione, una reazione, un qualcosa che ci fa scattare un clic. Io ricordo ancora come fosse oggi quando ho visto, completamente trasfigurato nella visione, il primo Kill Bill, e ricordo come fosse davanti agli occhi adesso il momento in cui ho visto il finale del film, quando un Bill che non si vede ma si sente, e non si era mai visto in faccia fino a quel momento, dice che sua figlia, la figlia della Sposa, è ancora viva.

Musica. Fine.Titoli di coda.

E io che urlo, naturalmente. Una sorpresa, un finale che non mi aspettavo, un finale che mi ha scatenato uno spasmo di emozioni diverse e incontrollate. La voglia matta di vedere subito il secondo film, ma il giorno dopo sono partito per la vacanza due settimane, pensando sempre a quel finale e al momento in cui potevo vedere finalmente il secondo volume. La magia del cinema.

Quentin Tarantino gioca. Tenetelo bene a mente, non fa film, ma gioca. E sia chiaro, non è un difetto, perché nessuno gioca come lui e nessuno ha il suo talento. I suoi film non sono mai reali, ma tutti facenti parte del suo universo cinematografico. Tanti hanno provato a copiarlo o imitarlo, ma chi altro renderebbe credibile una persona che porta in bella vista una spada in aereo, con tanto di posto apposito? Nessun altro, ecco chi.

Kill Bill, e io intendo sempre entrambi i film, perché pur se hanno stili e citazioni diverse per me sono una cosa sola, è il massimo del gioco a cui Tarantino sia arrivato: la storia, le scene, i dialoghi, i combattimenti, gli incontri, le musiche, tutto lo poteva fare solo Tarantino nel proprio universo cinematografico.

E giocando, forse ha creato la sua opera più cinematografica di sempre.

Non a caso per me i due Kill Bill insieme sono davvero un capolavoro. E non ho paura ad usare questo termine spesso abusatissimo, perché il capolavoro non è MAI un film perfetto – Kill Bill non a caso non è il miglior film dello stesso Tarantino – ma un film che, nella propria imperfezione, nel proprio marasma creativo, crea un qualcosa destinato a lasciare il segno, a durare e influenzare. Da una premessa così semplice e stra-abusata, la vendetta, e dalle emozioni più basilari, l’amore di una madre verso una figlia, Tarantino non ha realizzato ma letteralmente generato puro cinema. Kill Bill è un piccolo grande compendio di tecniche cinematografiche e genere cinematografici, capace di comunicare in maniera trasversale e amplissima ad ogni tipologia di spettatore.

Certo, il tutto è pur sempre filtrato attraverso lo stile e il gusto eccentrico e singolarissimo di Tarantino, quindi non potrò mai essere un film dalla presa universale. Ma chi ama il cinema, e io intendo la pura essenza della settima arte, di cui Kill Bill è praticamente ricoperto, non può rimanere indifferente di fronte alla quantità di scene epiche che il regista ha creato.

 

Introduzione alla classifica
#25 – The Social Network
#24 – Inside Llewyn Davis
#23 – Il Re Leone
#22 – Amadeus
#21 – Harry ti presento Sally
#20 – Bianco Rosso e Verdone
#19 – Arancia Meccanica 
#18 – Il Dottor Stranamore
#17 – The Blues Brothers 
#16 – Ghostbusters
#15 – Il Grande Lebowski 
#14 – El Crimen Perfecto 

 

13 pensieri su “I miei film preferiti – #13: Kill Bill

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  3. Pingback: I miei film preferiti – #1: All That Jazz | bastardiperlagloria

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