I miei film preferiti – #14: El Crimen Perfecto

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“Sei brutta, Lourdes, molto brutta! Tu ne non hai colpa…. ma io nemmeno! E’ il mondo in cui viviamo che mi spinge ad odiarti..”

 

Esiste una categoria di film molto specifica, ovvero quella di titoli poco noto che vorremo fossero conosciuti, e amati, da tutti. Ogni tanto infatti in pochissimi sembrano conoscere un film invece da noi amatissimo, e per questo siamo pronti a definirlo il più sottovalutato al mondo.

Credo che in tutta questa mia lunga classifica personale, tale posto vada riservato a El Crimen Perfecto, film spagnolo di Alex De La Iglesia del 2004. Il classico film scoperto quasi per caso, visto con titubanza ma subito piaciuto, poi visto, rivisto, e ancor rivisto fino alla nausea, fino a scoprirne quelle cose che lo fanno diventare uno dei miei film preferiti.

Quindi è normale se voi che ora leggete non conoscete questo film (ma come avrete intuito, consiglio caldamente a tutti di recuperarlo quanto prima) e quindi devo darvi un po’ di contesto.

Il cinema di Alex De La Iglesia ha una caratterista fondamentale: non conosce mezze misure. I suoi film sono tutti importanti perché, anche quelli apparentemente più leggeri, raccontano tutti qualcosa. Eppure ogni tanto, anzi molto spesso sinceramente, tra allegorie fin troppo marcate, toni che mal si sposano, un gusto per il grottesco quasi estremo, i film di De La Iglesia svaccano per dirla in gergo, ovvero deragliano sul peso della cifra stilistica dell’autore spagnolo. Conoscete tutti il detto “il tropp stroppia”: ecco, questo è applicabile a buona parte del cinema di De La Iglesia.

Eppure, fortunatamente, c’è sempre un’eccezione. Ovviamente essendo un notevole regista le eccezioni sono diverse – nella sua filmografia La Comudidad è un altro ottimo film, forse il suo più noto – ma per quanto mi riguarda il più meritevole è proprio El Crimen Perfecto, il più equilibrato nei generi (in questo caso commedia e thriller), grottesco e salace al punto giusto, sempre divertente e così dannatamente attuale.

Prima cosa, partiamo dalle ovvietà: come detto, El Crimen Perfect è un film che mi fa morir dal ridere. Ci sono delle sequenze (estreme nella comicità fino a diventare quasi demenziali, ma questo lo avrete capito) davvero spassose, su tutte l’isterica cena a casa dei genitori di Lourdes. I personaggi sono perlopiù caricaturali, ma funzionano nel creare quel clima di claustrofobia intorno al protagonista. E appunto, il duo al centro di tutto è fenomenale: dire che Monica Cervera sia in parte è quantomeno riduttivo, e poi c’è Guillermo Toledo che assolutamente prende il film di petto e lo regge con tutto il suo fascino, carisma, tempi comici ed espressioni di sorpresa.

Ma come detto El Crimen Perfecto è una dark comedy assolutamente attuale, anzi, pur essendo del 2004 è forse attuale più adesso di quando è stata realizzata un decennio fa. E sia chiaro, riguarda TUTTI NOI: ogni giorno, ogni minuto, in ogni momento praticamente, siamo costretti ad apparire invece di essere, e al tempo stesso noi giudichiamo gli altri in base a canoni assolutamente irrealistici inculcati dai media o dalla moda. Quante volte ci capita di giudicare un qualcosa, e soprattutto una persona, in base al criterio iper-soggettivo del brutto e bello? Brutto e bello nel nostro mondo sono TUTTO. Ovviamente la bravura di De La Iglesia sta nel non fare la morale, semmai ad esplorare e addirittura giustificare: non è colpa nostra se siamo diventati cattive persone, interessate solo ad apparire esteriormente, noi stessi siamo vittime di tale cultura dilagante.

Non è assolutamente un caso che il film cominci in un grande centro commerciale, e il nostro protagonista ne sia un aspirante direttore: i centri commerciali ed i marchi franchise stanno settando la cultura dell’esteriore, lo shopping su scala industriale diventa una corsa ad assomigliarsi l’uno con l’altro, come cloni, senza avere più un’identità. I nostri protagonisti diventano prigionieri del centro commerciale, manichini viventi oppure veri zombi – il richiamo all’ambientazione di Dawn of the Dead di Romero non è casuale – che si muovono alla ricerca forma: addirittura passano una notte dentro sfruttando gli oggetti in vendita (ho sempre voluto farlo!) facendo davvero una recita del mondo reale. Vi ho avvisati, raramente De La Iglesia va per il sottile con le metafore.

Ecco, El Crimen Perfecto è un film con un’analisi sociale acutissima, al tempo stesso divertentissimo e col tono del thriller hitchcockiano. E tutto è, incredibilmente, amalgamato benissimo. Fortunatamente i gran film non sono una moda passeggera.

 

Introduzione alla classifica
#25 – The Social Network
#24 – Inside Llewyn Davis
#23 – Il Re Leone
#22 – Amadeus
#21 – Harry ti presento Sally
#20 – Bianco Rosso e Verdone
#19 – Arancia Meccanica 
#18 – Il Dottor Stranamore
#17 – The Blues Brothers 
#16 – Ghostbusters
#15 – Il Grande Lebowski 

 

13 pensieri su “I miei film preferiti – #14: El Crimen Perfecto

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