Game of Thrones 6×06: “Blood of my Blood” – recensione (spoiler)

game of thrones 6x06

E’ chiaro ormai che Game of Thrones è in una posizione in cui non riesce più a sbagliare. Anche una puntata tranquilla – e narrativamente ci voleva, dopo le montagne russe emotive delle scorse puntate – e senza personaggi caldissimi e amatissimi come Jon, Sansa e Tyrion, riesce comunque ad essere un momento fondamentale nello sviluppo della vicenda.

Non c’è un abbraccio, non c’è un sacrificio fatale, non c’è una resurrezione, insomma a “Blood of My Blood” manca sicuramente il picco che la rende imperdibile. E’ un episodio più costruito, più necessario a riposizionare le situazioni, più teso a sfruttare pagine dei libri originali ancora inesplorate (ci arriviamo dopo nell’apposita sezione) ma comunque un momento classico lo ha: la decisione di Tommen di appoggiare il Credo.

Dobbiamo crederci? O meglio, mi spiego, perché Tommen è un conto, ma dobbiamo davvero credere alla posizione improvvisamente passiva di Margaery?

Margaery Tyrell è uno dei grandi meriti di Benioff e Weiss, che hanno preso un personaggio secondario dei libri, quasi sempre una pedina negli schemi complessivi, e lo hanno trasformato in un protagonista, una manipolatrice a sua volta, anzi, forse la maggior tessitrice di trame dell’intera serie, più Cersei, quasi al pari con Lord Baelish. E’ quindi possibile che un carattere di tale spessore e di tale abilità nei problemi, pur di fronte ad un pericolo così grande, sia cambiato così rapidamente, si sia convertito così rapidamente? E’ chiaro che qualcosa di grosso bolle in pentola – bisogna vedere se dalla parte dell’Alto Passero o dalla parte di Margaery, ma di sicuro Tommen è solo l’ennesimo burattino – e che il tutto ha già avuto una prima conseguenza, magari voluta: l’allontanamento di Jamie.

Jamie è ora diretto nella terra dei fiumi, così come Brienne, così come i Frey che hanno ritirato fuori la carta Edmure Tully dopo ben tre stagioni. Ritorni quindi, ritorni importanti, su tutti quello di Benjen Stark: l’ho detto più volte, deve essere e sarà la stagione della rivincita degli Stark, ne abbiamo ancora conferme in questo episodio col risveglio sentimentale di Arya e soprattutto col ritorno di Benjen, un altro che pare ben consapevole dei poteri del nipote. Tanti volti e nomi che magari, per uno spettatore solo della serie, hanno richiesto del tempo per essere tutti ricordati, ma sono la prova che, tornando indietro, la serie guarda avanti per preparare un finale di stagione più ricco di sorprese di quanto possiamo prevederne.

 

 

 

!SPOILER! PER CHI HA LETTO I LIBRI !SPOILER!

Dubitavo, almeno fino ad un paio di settimane fa, che questa sezione potesse ancora essere interessante.

Mi devo ricredere, e proprio grazie a Benioff e Weiss che, pur essendosi positivamente liberati delle pressioni dei libri, intelligentemente sono tornati indietro per riprendere passaggi fondamentali e rimescolarli alla loro versione della storia di Martin. Lo ha provato il ritorno delle Isole di Ferro negli scorsi episodi, lo hanno provato questa settimana il ritorno di Benjen e dei Frey.

L’apparizione mette fine a ANNI di speculazioni tra i lettori: chi diavolo è Coldhands, il personaggio che segue Bran come un’ombra e lo protegge? Martin ha negato direttamente che quello fosse Benjen, quindi i casi sono due: o ha mentito, oppure probabilmente la serie ha fatto di testa propria, non aspettando la risposta dei libri e riproponendo un volto del passato, e Coldhands nei prossimi romanzi avrà un’altra identità. Qualunque sia la riposta, gli scenari che apre sono enormi, sia per la serie sia per i prossimi libri.

Randyll Tarly è finalmente apparso: il padre di Sam è un personaggio ricorrente nei libri, colui che prende in custodia Margaery prima del processo del Credo (non penso quindi sia un caso sia apparso proprio in questo episodio). Ovviamente nulla di tutto questo accade nella serie, e anzi sicuramente non accadrà: rimane un po’ l’amaro in bocca per chi ne ha letto le gesta, ma è normale che con così tanti personaggi Randyll sia relegato nella serie ad una semplice apparizione.

Ancora più interessante, almeno per me sia chiaro, è il ritorno nella terra dei fiumi: ho sempre amato quella lunga sezione del 4° libro, mi è sempre piaciuta la trattativa tra Jamie e Edmure con quest’ultimo costantemente appeso verso l’impiccagione per mano dei Frey. Pensavo ormai l’avessero scartata, e invece la serie ha recuperato capitoli bellissimi e sicuramente con uno scopo, considerando che pure Brienne è lì diretta: i lettori potrebbero avere la loro pazienza ed i loro desideri presto ripagati…

 

 

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