15 Film Fischiati al Festival di Cannes

E’ iniziato il Festival di Cannes, senza ombra di dubbio il festival più prestigioso, importante e bello al mondo (ci dispiace Venezia). Questa decina di giorni sulla croisette sono un po’ il paradiso dei cinefili, perché anche non essendo lì si respira sempre un aria particolare, con nuovo attesi film finalmente svelati: è il momento in cui si creano o si distruggono possibili capolavori.

E proprio della distruzione vogliamo occuparci ora. Perché paradossalmente, durante un festival internazionale in cui il comportamento in sala dovrebbe essere al primo posto, spessissimo i film sono fischiati e derisi durante le proiezioni stampa, il momento in cui parecchi giornalisti si lasciano andare a curiosi istinti. Ma il paradosso è che nella storia di Cannes tanti grandissimi film sono stati fischiati, tanti fantastici film non sono stati capiti subito e anzi sono stati letteralmente macellati, prima di ottenere il giusto riconoscimento della storia.

Andiamo quindi a rivedere, in ordine cronologico, quelli che per noi sono i 15 più significati buoni film (in taluni casi anche anche capolavori) fischiati a Cannes.

 

L’AVVENTURA  (di Michelangelo Antonioni, Italia 1960)

E’ incredibile iniziare questa bizzarra carrellata con uno dei casi più famosi e controversi. Durante la proiezione il film infatti fu fischiato in maniera talmente forte che il regista Antonioni e la protagonista Monica Vitti decisero di lasciare la sala, un responso così clamoroso che divise in due la stampa internazionale, tanto che il giorno successivo un plotone di giornalisti si dissociò pubblicamente da quei fischi rilasciando una dichiarazione in cui proclamavano il film “uno dei più importanti mai realizzati nella storia del cinema”. Quei fischi infatti non danneggiarono la pellicola: L’Avventura vinse il Premio della Giuria pochi giorni dopo e tuttora è considerato uno dei capisaldi del cinema esistenzialista.

 

GERTRUD  (di Carl Dreyer, Danimarca 1964)

Come nel caso precedente, certe volte si può capire la reazione smodata: Gertrud è un film lento, meditativo, tutto giocato sul non detto e sull’interiore, e magari un giornalista che va alla prima proiezione stampa del mattino ancora assonnato fatica a riprendersi. Ma a questo punto viene da chiedersi perchè fare il critico cinematografico se non si può apprezzare un’opera come Gertrud. Ai fischi quantomeno ci pensò lo stesso regista: legenda vuole infatti che Dreyer fosse pronto a tirare dei sassolini a chiunque si azzardasse a fischiare durante la proiezione.

 

LA MAMAN ET LA PUTAIN  (di Jean Eustache, Francia 1973)

Chi, più che la lentezza dell’opera (anche se il film di Eustache dura quasi 4 ore e il ritmo non la fa da padrone) ad esser preso di mira furono i temi apertamente libertini, il modo di parlare del sesso e della libertà. Il film fu accusato di oscenità e immoralità, addirittura il quotidiano le Figaro lo definì “un insulto alla Francia”, e pare incredibile leggere queste nazioni in un paese simile nel pieno della rivoluzione sessuale. Come spesso accade, subito il film fu difeso da grandi nomi, su tutti Francois Truffaut, e finì per vincere il Gran Premio della Giuria al festival.

 

TAXI DRIVER  (di Martin Scorsese, USA 1976)

Sembra assurdo, ma una pietra miliare nella storia del cinema come Taxi Driver fu fischiata sonoramente, durante tutta la proiezione e addirittura durante la premiazione, quando la giuria superò ogni pregiudizio e diede al film meritatamente la Palma d’Oro. Forse la reazione fu anche dovuta al particolare clima dell’epoca, considerando che un anno prima una bomba fu disinnescata al festival, e gli aspetti più violenti del film di Scorsese non aiutarono a superare quel trauma.

 

LA VOCE DELLA LUNA  (di Federico Fellini, Italia 1990)

Sia chiaro, La Voce della Luna non è uno dei lavoro più riusciti di Fellini, anzi forse è uno dei suoi peggiori film, ma da qui a fischiare Fellini, considerando che questo è anche il suo ultimo film, ce ne passa. ma nessuno si salva dai fischi di Cannes, così forti da spaventare i distributori e produttori: il film non uscì mai nei cinema americani.

 

CUORE SELVAGGIO  (di David Lynch, USA 1990)

Parliamo di uno dei film più forti e bizzarri di un regista come David Lynch, non so se è chiaro il concetto. Digerire e capire Lynch ad una prima visione è impossibile, figuriamoci con un film così controverso. Eppure, la prima proiezioni andò moderatamente bene. Ma alla premiazione accadde il fattaccio: la giuria guidata dal nostro Bernardo Bertolucci ebbe il lungimirante e audace merito di premiare il film con la Palma d’Oro, scatenando la protesta dei giornalisti in sala, con fischi talmente forte che sovrastarono il discorso di ringraziamento di Lynch, col grande critico americano Roger Ebert, uno che con Lynch raramente è stato tenero, a guidare gli inviperiti colleghi.

 

TWIN PEAKS – FUOCO CAMMINA CON ME  (di David Lynch, USA 1992)

Ve lo abbiamo detto, Lynch vive in un mondo particolare. Figuriamoci la reazione della stampa quando presentò Twin Peaks: Fuoco Cammina con Me, un film difficile e con uno stile così impenetrabile pure per chi ha seguito e amato la serie tv, figuriamoci la reazione di giornalisti che quella serie non l’hanno neppure mai vista. Infatti il film fu fischiato per tutta la proiezione, e addirittura molti lasciarono la sala.

 

CRASH  (di David Cronenberg, Canada 1996)

Anche in questo caso non siamo affatto stupidi dalla reazione. parliamo di David Cronenberg, e Crash è sicuramente uno dei suoi migliori film, ma anche uno dei più assurdi e ostici. Parliamo di un film in cui si esplorano temi come il sesso con le autovetture, non sentire i fischi lascerebbe stupiti. Ma come spesso accade quando si accorge del vero valore del film immediatamente, e Crash ottenne il Premio della Giuria.

 

IDIOTI  (di Lars Von Trier, Danimarca 1998)

Quando si parla di registi controversi, il nome di Lars Von Trier è sempre in cime alla lista. Figuriamoci quando ha presentato a Cannes forse la sua unica vera opera aderente al Dogma 95, un film in cui vediamo un’orgia con scene di sesso esplicite. La proiezioni fu subissata di fischi, addirittura il critico inglese Mark Kermode si alzò in piedi e iniziò ad urlare in segno di disgusto e protesta “Il est merde! Il est merde!” prima di essere scortato fuori dalla sala ed essere espulso a vita dal festival.

 

THE BROWN BUNNY  (di Vincent Gallo, USA 2003)

Questo è indubbiamente uno dei casi più celebri nella storia del festival di Cannes, e anche uno dei pochi casi in cui il polverone ha fatto parlare di un film non certo indimenticabile. Ancora una volta fu il leggendario critico Roger Ebert a lasciare il segno: non solo la proiezione fu subissata di fischi, ma Ebert iniziò a cantare a voce alta “Raindrops Keep Fallin’ on my Head” coinvolgendo altri colleghi nel coro. Il giorno dopo, nella sua recensione, Ebert chiamò il film il peggiori mai visto a Cannes, la cui esperienza è simile a ricevere una colonscopia. Questo però è anche uno dei pochi casi in cui il regista impara dai proprio errori: Gallo fu umiliato dai fischi, ritirò il film, lo rimontò e taglio 30 minuti, e questa nuova versione fu apprezzata da in seguito da Ebert stesso, a riprova dall’imparzialità del famoso critico.

 

TROPICAL MALADY  (di Apichatpong Weerasethakul, Thailandia 2004)

Chi ha visto almeno un film di Apichatpong, sa che il suo stile non è propriamente per tutti. E a Cannes il film, presentato con grandi fanfare per essere la prima pellicola thailandese proiettata ad un festival internazionale, fu accolto dai canonici fischi e da giornalisti che lasciarono la sala. Ancora una volta molti presero le distanze: la giuria guidata da Quentin Tarantino diede al film il Premio della Giuria.

 

MARIE ANTOINETTE  (di Sofia Coppola, USA 2006)

Probabilmente Marie Antoinette non è un gran film, anzi, è un film anche sbagliato considerando il contesto in cui è costruito. Ma da qui al disprezzo ce ne passa. Eppure il film della Coppola, forse schiacciato dalle pressioni essendo la sua opera seguente Lost in Translation, fu selvaggiamente attaccato durante e dopo la proiezione, accusato soprattutto dalla critica francese di aver insultato la storia.

 

ANTICHRIST  (di Lars Von Trier, Danimarca 2009)

Anche in questo il film in questione non è certo il migliore del proprio regista, ma la reazione fu addirittura clamorosa. Perchè oltre ai soliti immancabili fischi, durante la proiezione ben 4 persone svennero, e alla fine molti giornalisti si lasciarono andare a risate fuori contesto e applausi di scherno (forse anche peggio dei fischi). Antichrist finì per ricevere da una selezione di giornalisti il premio come “il film più misogino della storia”, a dimostrare il responso non proprio positivo.

 

BASTARDI SENZA GLORIA  (di Quentin Tarantino, USA 2009)

Come detto, nessuno si salva dai fischi di Cannes, e anche un regista apprezzato all’estero come Tarantino ne rimase vittima. La proiezioni fu accompagnata dai fischi, altre volte da rumorosi sbadigli, e le prime recensioni non furono tenere (la rivista inglese The Guardian diede al film una stella). Tarantino forse digerì il boccone amaro, infatti il film che tutti noi oggi conosciamo non è la stessa versione proiettata a Cannes, ma una versione leggermente più corta, tagliata proprio dopo il responso del festival.

 

THE TREE OF LIFE  (di Terrence Malick, USA 2011)

Non il caso più recente, perchè anche nelle edizioni successivi molti film sono stati fischiati, ma il caso più recente per un grande film. The Tree of Life infatti fu accolto da qualche fischio e da fastidiosi applausi di scherno, un fatto spiacevole considerando che, poi si scoprì, il reticente Terrence Malick era segretamente presente in sala. I fischi comunque non impedirono al film di ottenere la Palma d’Oro ed essere considerato in pochissimi anni dalla critica internazionale uno dei migliori film di sempre.

 

E quale sarà il film di quest’anno disprezzato dalla stampa ma poi subito rivalutato? Dopotutto anche Cannes, e come abbiamo appena visto succede molto spesso, può sbagliare.

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