10 Cloverfield Lane – recensione

Vi capita mai di andare al cinema senza sapere nulla del film che state per vedere, se non titolo e cast, senza aver mai letto uno straccio di trama e aver mai visto anche un solo fotogramma del trailer? Nel mondo del cinema odierno è quasi IMPOSSIBILE, soprattutto per chi come noi vive il cinema sul web.

Eppure non solo è la cosa migliore da fare prima di apprestarsi a vedere 10 Cloverfield Lane (io ci sono riuscito, non chiedetemi come ho fatto) ma è quasi necessaria. Il film vive sui propri misteri e sulle proprie sorprese, ed è meglio non scoprirle prima…..per questo devo fare una cosa per me controproducente, ovvero dirvi di NON leggere questo articolo senza aver prima visto il film. Insomma, lo avete capito e io vi ho avvertito, ora si parte con gli SPOILER.

Nonostante il titolo ingannevole, e volutamente tale, il film non è un prequel o sequel di Cloverfield, e in un certo senso neppure uno spin-off. Come lo ha definito brillantemente JJ Abrams, è semmai un parente consanguineo di quel film, ma non ci sono citazioni o agganci diretti. I richiami riguardano semmai il genere di riferimento, la fantascienza, ma sono concentrati in appena 10 minuti, tutti nel finale.

Soprattutto, anche senza quei minuti finali, 10 Cloverfield Lane rimane un gran film.

Di thriller da camera, ambientati in un solo luogo e con pochissimi attori, ne abbiamo visti a decine. Di thriller in cui le vere intenzioni dei personaggi non sono chiare, ancora di più. Il bello di 10 Cloverfield Lane non è certo la sua originalità, ma l’approccio magistrale alla materia, grazie ad una sceneggiatura di ferro e agli attori totalmente in palla. Un B Movie insomma che non si vergogna di esserlo, e anzi sfrutta tutti gli elementi a suo servizio.

Howard è un pazzo maniaco o davvero fuori c’è un attacco chimico che sterminato la popolazione? La risposta alla domanda su cui si fonda l’intero film è geniale, cioè sono vere entrambe le tesi, c’è stato realmente un attacco devastante e i due sopravvissuti sono finiti a casa di un vero pazzo con tendenze omicide,  ma la risposta si srotola pian piano grazie alle relazioni intessute dai tre personaggi: la claustrofobia si riflette nelle dinamiche interiori, tutti hanno segreti che tengono chiusi in loro stessi, la tensione di ciò che potrebbe accade al di fuori è portata all’interno ma mai per una questione di sopravvivenza, quanto per capire il gioco altrui (e l’elemento sessuale è sottinteso efficacemente), il mostro che potrebbe essere fuori è in realtà dentro il bunker.

Ecco, forse, la vera somiglianza con Cloverfield: la presenza di un mostro enorme da sconfiggere. Non è una facile battuta verso la mole di John Goodman, casomai la consapevolezza che lucertole giganti e alieni passano in secondo piano quando il terrore è esattamente sotto il nostro naso, e si può trovare nel quotidiano più banale. Ci vuole un attore dal carisma e dalla versatilità di John Goodman per un ruolo simile, apparentemente facile ma sottilissimo nella propria doppiezza, poiché deve essere non solo efficace ma specialmente credibile sia come minaccia sia come figura amichevole.

La chiave del successo è sicuramente la tensione, che non si abbassa quando le cose sembrano andare per il verso giusto nel bunker, e  nemmeno quando nel finale si lascia spazio ad un misto di assurdità e fantasy. Insomma, 10 Cloverfield Lane ha tutti gli ingredienti per tenere lo spettatore incollato alla poltrona, mentre tanti film molto più celebrati e lavorati hanno ormai perso questo semplice e fondamentale senso di cinema.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...