I miei film preferiti – #19: Arancia Meccanica

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“Oh deliziosa delizia e incanto. Era piacere impiacentito e divenuto carne. Come piume di un raro metallo spumato, o come vino d’argento versato in nave spaziale. Addio forza di gravità, mentre slusciavo… quali visioni incantevoli!”

 

Tra quelli finora visti in questa mia personalissima classifica, Arancia Meccanica è senza dubbio il primo film “eterno” ad apparire. Simboli, magliette, poster, costumi, canzoni, quel particolarissimo linguaggio (provateci ora a presentare ad uno studio cinematografico un film con un tale linguaggio, e vediamo se lo accettano), tutto inerente il film ha segnato e continua a segnare le epoche.

Il capolavoro di Stanley Kubrick è uno dei dei film più famosi della storia, pur essendo paradossalmente uno dei meno visti (prima dell’avvento della facile reperibilità del web, ovviamente) causa quel simpatico strumento chiamato censura.

Pensate, il film fu censurato e pure vietato un po’ in tutti i paese del mondo, in Italia fu addirittura vietato ai minori fino al 1998, e il primo passaggio tv arrivò nel 2007, ben 36 anni dopo l’uscita nei cinema.

Poi c’è chi dice che il cinema non ha potere.

Il problema è che spesso il potere è male interpretato. Dopotutto, complice anche la censura, per decenni Arancia Meccanica è stato bollato come un film violento, o meglio, è stato spesso identificato (e per molti fanno anche questo errore) solo per quello che accade nella prima mezz’ora di film. Eh lo so, c’è sempre chi guarda il dito e non la luna.

Non solo Arancia Meccanica non è un film violento, ma è uno dei film più democratici, liberarti e persino anarchici (nel senso positivamente utopico del termine) mai realizzati, grazie al bellissimo romanzo di Anthony Burgess da cui Kubrick trasse la storia. Arancia Meccanica è sia una storia di formazione sia parabola sociale (col risultato al contrario, certamente, ma questa è a genialità) con in più una delle più astute critiche al potere e all’omologazione che abbia mai visto. Esiste davvero un altro film, libro, canzone, tollerante quanto Arancia Meccanica? Esiste un altro inno così forte per il libero arbitrio? Esiste un’altra opera artistica in cui si dice “non devono essere gli altri a cambiari o condizionarti”? La storia di Burgess e la visione di Kubrick sono attuali ora più che mai, e capirlo veramente torna quasi necessario considerando il clima di odio che si respira.

Certo, l’assunto fondamentale è ricordarsi che il protagonista Alex DeLarge è davvero un mostro, è davvero profondamente cattivo, e il fatto che la società che lo circonda sia uguale se non peggio non è mai una giustificazione delle sue gesta. Ciò va sempre ricordato, se si perde questa bussola si perde il senso del film. Burgess e Kubrick creano un mostro, ci fanno vedere le nefandezze di cui è capace, e poi ci chiedono “davvero ora siete in grado di provare pena per lui?”. La parabola dell’antieroe, che adesso nella serialità tv americana e in buona parte del cinema è praticamente la norma, faceva discutere già più di 40 anni fa.

Quando partono i titoli di testa, con quei colori e quella musica, io finisco ipnotizzato ogni volta. Sinceramente non ho visto il film tantissime volte come altri in questa classifica, ma le poche volete mi sono bastate per memorizzare dialoghi e inquadrature, perché il film mi entra letteralmente dentro. Arancia Meccanica è viscerale, uno di quelli che non fa prigionieri: o ti respinge o ti avvolge per il resto della tua vita, mettendoti a confronti con le parti più represse dell’animo, quelle che fanno le domande scomode e delle quali non vuoi sentire la risposta.

 

Introduzione alla classifica
#25 – The Social Network
#24 – Inside Llewyn Davis
#23 – Il Re Leone
#22 – Amadeus
#21 – Harry ti presento Sally
#20 – Bianco Rosso e Verdone

 

19 pensieri su “I miei film preferiti – #19: Arancia Meccanica

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