I 20 Migliori Film tratti dalle opere di William Shakespeare

Oggi il 400° anniversario della morte di William Shakespeare, un nome che on necessita di introduzioni o di spiegazioni per quanto lasciato nella cultura mondiale. Noi però ci occupiamo di cinema, e sono infatti tantissimi i film nati dalle opere del’autore inglese, talmente tanti da poter essere quasi un genere a parte: tragedia, commedie, rivisitazioni linguistiche, cambi di ambientazione storica, davvero in tutti i modi Shakespeare è stato tradotto al cinema.

Pur con enorme difficoltà, perché come detto i film sono incredibilmente  e ho dovute fare dolorose esclusioni, ecco quelli che personalmente ritengo i migliori adattamenti cinematografici, una classifica che può essere un ottimo spunto per recuperare grandi film e anche un buon inizio per avvicinarsi a Shakespeare, tramite i film, e recuperare le sue indimenticabili pagine.

 

20.  THE TEMPEST  (2010, di Julie Taymor)

Il film ha indubbiamente un colpo di genio magistrale: cambiare il sesso del personaggio di Prospero, che dal maschile del testo originale passa qui al femminile, e se hai a disposizione Helen Mirren sai già che la scelta è vincente in partenza. Per il resto è molto godibile per quanto molto esagerato, ma lo stile prettamente visivo e barocco di Julie Taymor ha qui un senso grazie all’elemento magico della commedia originale.

 

 

19.  IL MERCANTE DI VENEZIA  (2004, di Michael Radford)

Ancora una volta abbiamo la prova che il testo di Shakespeare diventa più potente quando un grande attore lo fa proprio. Le urla di Al Pacino qui sono una forza della natura, ed i suoi occhi sgranati sono magnetici quanto i bellissimi scenari di Venezia.

 

 

18.  DIECI COSE CHE ODIO DI TE  (1999, di Gil Junger)

Non è il l’unico tentativo di inserire Shakespeare nel genere della teen comedy, ma sicuramente è uno dei più riusciti. Questa commedia giovanile prende la trama de La Bisbetica Domata e la porta nel mondo del liceo con grande intelligenza, sfruttando una sceneggiatura arguta e il talento di Julia Styles, Heath Ledger e Joseph Gordon-Levitt, tutti ancora poco affermati ma già bravissimi.

 

 

17.  OTELLO  (di Alan Parker, 1995)

Il film meriterebbe un applauso già solo perché ci propone finalmente un Otello autentico, e non un attore bianco con la faccia dipinta di nero. Fa sorridere, ma è davvero tanto. E poi c’è Kenneth Branagh, ipnotico e mefistofelico come mai prima. Certo, il film non ammette mezze misure, né nel trattamento della cattiveria di Iago né nella spinta verso i lati sessuali, ma è un film altamente affascinante e viscerale.

 

 

16.  HAIDER  (di Vishal Bhardwaj, 2014)

In un certo senso, Bollywood e Shakespeare sembrano fatti per stare insieme. I colori, le musiche, le danze, i sentimenti sopra le righe del cinema indiano più popolare si avvicinano molto alle opere originali, e questa audacissima trasposizione dell’Amleto ne è la prova. Dalla Danimarca medievale ci spostiamo al conflitto nel Kashmir odierno, con tutti i personaggi originali che si muovono nella guerra tra India e Pakistan. La storia di Amleto è abbastanza abbandonata verso il finale, ma la spettacolarità del film lo rende uno degli adattamenti più originali mai tentati.

 

 

15.  AMLETO (1948, di Laurence Olivier)

Ecco, se invece preferito un Amleto che più classico non si può, naturalmente dovete affidarvi a Laurence Olivier, l’attore shakespeariano per antonomasia al cinema. Pur con un testo non integrale, la forza della famosissima tragedia è sempre presente, non a caso è l’unico film tratto da Shakespeare ad aver vinto l’Oscar per il Miglior Film.

 

 

14.  CORIOLANUS  (2011, di Ralph Fiennes)

Ralph Fiennes debutta come regista con una triplice scelta coraggiosa: adattare Shakespeare, prendere una delle sue opere meno note, e portare la storia nel mondo moderno mantenendo però intatto il testo originale. Non a caso stride un po’ sentire il linguaggio antico in bocca militari e politici moderni, ma la potenza dei sentimenti in campo ha come sempre la meglio.

 

 

13.  GIULIO CESARE  (1953, Joseph L. Mankiewicz)

Marlon Brando. Serve altro davvero? Sentire il più grande attore di sempre pronunciare uno dei monologhi shakespeariani più potenti e famosi è un’esperienza da brividi. Un film classico ma di quelli sempre efficaci oltre ogni tempo, che si eleva grazie alla forza della storia e del testo, e come detto soprattutto grazie a quell’attore lì.

 

 

12.  ROMEO + GIULIETTA   (1996, di Baz Luhrmann)

Romeo e Giulietta è, probabilmente, l’opera shakespeariana più conosciuta, letta e trasportata al cinema. Per sforzarsi di essere originale Baz Luhrmann ha deciso di toccare l’estremo: non solo l’ambientazione moderna, quasi un’ovvietà, ma la spiaggia, i gangster, le contrapposizioni ideologiche e sceniche forzatissime, un gusto pop che qui sfora verso il kitsch il più delle volte. E pur con le sue scelte radicali, il film regge, rimane godibile e anzi efficace proprio per gli estremi messi in campo, e ha avuto il grande merito di aver avvicinato al Bardo – sfruttando la popolarità all’epoca di Leonardo DiCaprio –  tante nuove generazioni.

 

 

11. MACBETH  (2015, di Justin Kurzel)

Il recentissimo Macbeth del regista australiano Justin Kurzel, più che un film, o un adattamento letterario, è un autentico incubo a occhi aperti. La discesa negli inferi di Macbeth e della moglie, la caduta nell’ambizione più sfrenata e la totale corruzione dell’animo umana è vissuta dai personaggi e dagli spettatori stessi: con una colonna sonora ossessivamente inquietante e un montaggio che non permette di respirare, il film prende il pubblico per mano e lo porta nei meandri più bui del delirio umano. Sporco, sanguinoso, fangoso, dannatamente realistico, il film a tratti assomiglia ad un vero racconto di guerra che inquadra Macbeth per quello che spesso si dimentica ma che realmente è: un soldato che combatte e rischia di morire sul campo di battaglia.

 

 

10.  OTELLO  (1952, di Orson Welles)

La trama è quella, poco da dire, le variazioni sono minime. Lo stile è quello classico d’impianto teatrale, e va benissimo. Ma c’è una cosa che ha reso Orson Welles uno dei più grandi conoscitori di Shakespeare, ovvero la capacità di coglierne l’atmosfera. Otello è un film di enorme fascino, quasi ipnotico, a tratti disturbante, a partire dalla funerea apertura fino alla bellissima sequenza nel bagno turco, un continuo contrasto di bianco e nero che avvolge lo spettatore e non lo lascia più.

 

 

9. MOLTO RUMORE PER NULLA  (1993, di Kenneth Branagh)

Come prendere una classica commedia degli equivoci, già di per sé molto divertente, e trasformarla in un’opera intrisa di gioia contagiosa per lo spettatore. Solitamente, quando ci si diverte tanto su un set, quella felicità non è restituita sullo schermo, invece qui Branagh crea un film assolutamente delizioso, in cui gli scenari della Toscana danno quello tocco lieto in più.

 

 

8.  WEST SIDE STORY  (1961, di Jerome Robbins e Robert Wise)

Caposaldo del genere musical, questa versione di Romeo e Giulietta ha fatto scuola e tuttora è riproposta nei teatri di mezzo mondo. Ci sono le gang di strada, ci sono i portoricani, ci sono i giubbotti di pelle, ci sono canzoni diventate simboli della cultura pop, ma le fondamenta sono sempre quelle del Bardo.

 

 

7.  ENRICO V  (1989, di Kenneth Branagh)

Questo è il debutto alla regia di Kenneth Branagh. Ripeto, questo è il debutto alla regia di Kenneth Branagh. Un esordio assolutamente fulminante, con l’intelligenza e l’esperienza di un veterano, e soprattutto la capacità di cogliere le sfumature più dure dell’opera originale, creando un film realistico, sporco, sanguinoso e trascinante. L’inserimento dei flashback provenienti da altre opere, ovvero le scene con Falstaff, sono la ciliegina sulla torta.

 

 

6.  RICCARDO III (1995, di Richard Loncraine)

Ancora una volta il testo originale è traslato nella modernità, e stavolta con un posizionamento storico perfetto: Riccardo III è uno dei personaggi più spregevoli e crudeli delle opere shakespeariane, e infatti il film porta la storia negli anni ’30, facendo dell’usurpatore del trono un prototipo letterario di Hitler. La titanica prova di Ian McKellen fa il resto.

 

 

5.  IL TRONO DI SANGUE   (1957, di Akira Kurosawa)

Se molti vanno avanti nel tempo per adattare il Bardo, Akira Kurosawa sceglie di andare indietro: Macbeth al tempo dei samurai e del feudalesimo giapponese è una perla indimenticabile. L’immagine del grandioso Toshiro Mifune trafitto dalle frecce rimane una delle foto iconiche nella storia del cinema, così come la bravura di Kurosawa nel mischiare tradizione locale, come quella del teatro nō, agli elementi magici.

 

 

4.  HAMLET  (1996, di Kenneth Branagh)

Ok, qui Branagh porta l’Amleto nella Danimarca ottocentesca, ma è l’unico tradimento che il regista si concede, perché per il resto il film è il primo e finora unico ad aver adattamento integralmente l’opera più potente del Bardo. Non a caso il film dura 4 ore, ma sono minuti mai pesanti, sempre affascinanti, così belli e sontuosi da creare un’esperienza semplicemente unica. Un autentico must per ogni appassionato di Shakespeare.

 

 

3. MACBETH (1971, di Roman Polanski)

Per molti, più che il Macbeth, Roman Polanski adattò la sua vera esperienza personale: un film non a caso è enormemente cupo, violento, sanguinoso, ed è il primo del regista dopo il purtroppo celebre omicidio della moglie Sharon Tate. Forse proprio per questo Polanski ha creato un film magnifico nel suo essere disturbante, iconico ma al tempo stesso coerente col contesto in cui è stato girato.

 

 

2.  ROMEO E GIULIETTA  (1968, di Franco Zeffirelli)

Questa versione di Franco Zeffirelli di Romeo e Giulietta è forse l’adattamento cinematografico shakespeariano più puro mai concepito, fedele all’essenza stessa dell’opera. Sfarzoso senza essere pomposo, elegante e divertente, è una trasposizione semplicemente perfetta.

 

 

1. RAN (1985, di Akira Kurosawa)

Ran

Non è un caso che il film al primo posto sia l’unico in questa classifica per cui si possa spendere, senza paura di smentita o senza dover ricorrere ad iperboli fuori luogo, la parola “capolavoro”. Prendendo spunto dal Re Lear, Akira Kurosawa realizza una delle più spettacolari analisi di caos, follia umana, ossessione e ambizione mai viste al cinema. Ran è un film che smuove lo stomaco e ancor prima delizia gli occhi, con una messa in scena magnifica ed un uso folgorante dei colori: le scene di battaglia sono tra le più belle mai viste al cinema, col silenzio che avvolge il dramma della violenza e la rende ancora più roboante.

 

 

La vastità dei temi di Shakespeare ha fatto in modo che il cinema saccheggiasse a piene mani non solo la sua opera, ma la sua stessa storia: non a caso consiglio anche di recuperare Anonymus, il film di Roland Emmerich che racconta una delle tante teorie che mettono in dubbio l’esistenza stessa dell’autore inglese, e il famoso Shakespeare in Love, che propone un biopic molto romanzato ed in chiave romantica. Voglio infine citare altri due film che hanno confermato come col genio di Shakespeare al cinema si possa fare tutto: in primis Rosencrantz e Guildenstern Sono Morti, divertente e astutissima farsa psicologica che ripropone gli eventi dell’Amleto dal punto di vista dei due omonimi personaggi, con un bellissimo discorso sul meta-teatro, e soprattutto il Falstaff che Orson Welles, che da consumato ammiratore di Shakespeare sfruttò il suo immenso talento per condensare ben 4 opere collegata dalla presenza del personaggio che dà titolo al film, regalandoci un’opera davvero unica.

Come avrete capito, gli appassionati di William Shakespeare al cinema non si annoiano mai.

 

articolo precedentemente pubblicato su Culturamente.it

 

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