Oscar 2016: il commento

Qui trovate tutti i vincitori in tutte le categorie. Ma ora proviamo un attimo, rapidamente (anche perché per le analisi vi rimando al nostro prossimo Oscar Talk) a tirare le somme.

E la prima cosa da dire è una: le lancette sono tornate a fine dicembre, gli Oscar ci hanno praticamente detto “fate finta che gennaio e febbraio non ci siano mai stati”. Nella sostanza, Revenant non era un film veramente da Academy come pensavamo prima di farci contagiare dall’entusiasmo generale; Mad Max era il rullo tecnico di quest’anno, La Grande Scommessa era un fattore secondario; Spotlight era il grande favorito dopo la valanga di premi della critica.

E nonostante due mesi di premi dell’industria che hanno provato a ribaltare continuamente le carte in tavola, questo è stato il risultato.

Non voglio ora dire che questa stagione dei premi, col senno di poi, fosse facile da leggere….anzi, l’esatto contrario. Proprio tale incertezza di cui abbiamo sempre parlato ha portato ad una situazione così frastagliata (Spotlight ha vinto appena 2 Oscar, il vincitore non vinceva così pochi premi dal 1952) ed è la prima volta in 10 anni che il vincitore non è lo stesso che ha prima vinto ai Producers Guild Awards oppure ai Directors Guild Awards. E’ semmai semplice attribuire il fattore legato alla vittoria di Spotlight: il sistema preferenziale. Lo abbiamo ripetuto tante volte che il sistema di voto avrebbe premiato un film simile – in un sistema in cui contano nelle schede non tanto i 1° posti, quanto i 2° ed i 3° terzi, il film meno divisivo e più trasversale ha il vantaggio –  dopotutto nessuno vi dirà che Spotlight è il suo film preferito dell’anno, ma nessuno dirà nemmeno che non gli è piaciuto (e l’importanza del tema conta tantissimo, oltretutto).

L’eccellenza tecnica di Mad Max è stata giustamente riconosciuta e premiata, un film così non poteva lasciare indifferenti. Dispiace non abbia vinto poi George Miller alla regia, ma in fin dei conti tutti quei premi sono pure e soprattutto suoi, perché nessuno avrebbe potuto fare alcunché senza la sua visione.

Leonardo Di Caprio ha finalmente vinto, e sinceramente non c’erano dubbi, e forse pure lui consapevole del momento ha regalato il miglior discorso della serata, delicatissimo sui temi ambientali. Brie Larson e Alicia Vikander hanno vinto le due statuette per le attrici, ed è bello pensare che entrambe non hanno nemmeno 30 anni e sono state accettate così tanto: hanno una carriera tutta in discesa con già un Oscar nel curriculum. La sorpresa è stata la vittoria di Mark Rylance contro il favorito Stallone: probabilmente la carriera non proprio in un punta di fioretto artistico di Stallone ha inciso, ma più che altro l’Academy ha mandato il segnale che il premio per lui era già la nomination, quasi l’ingresso in un club privato dopo anni di film trash e brutti, e qui si doveva accontentare. E’ stato comunque un bel segnale la vittoria di Rylance in sé, poiché la sua performance misuratissima è quella che solitamente NON vince. E parlando di sorprese, pochi lo sottolineeranno, ma la più grande della serata è stata la vittoria di Ex Machina negli effetti speciali, il film col budget più basso ad aver vinto nella storia tale premio: in una categoria apertissima con titoli importantissimi, è sicuro che il voto sia stato diviso tra tutti i nominati e sia stato deciso per pochissimo.

Da ricordare poi due record fondamentali. Inarritu è solo il terzo regista nella storia – dopo Mankiewicz e Ford – a vincere per due anni consecutivi l’Oscar alla regia, un premio che sa tanto di ingresso nell’Olimpo per l’autore messicano (eh sì, è pure il terzo anno consecutivo che vince alla regia un messicano, e ormai il sesto anno consecutivo che il premio va a un regista NON americano). E poi è arrivato finalmente, in un momento molto toccante, la prima vittoria per il nostro Ennio Morricone, meritata a dir poco, che a 87 anni diventa il performer più anziano ad aver vinto un Oscar competitivo.

Ultima nota la conduzione di Chris Rock. Il monologo iniziale è stato superlativo: tutto incentrato sulla polemica #OscarSoWhite, non poteva essere altrimenti, è stato ironico, in grado di settare l’atmosfera sul divertimento, e graffiante il giusto a favore della polemica, ricordando che i performers di colore devo avere le stesse opportunità di tutti, e graffiante anche verso l’esagerazione della polemica stessa, ricordando che Hollywood è sempre stata così e ci sono cose per più importanti per cui protestare in maniera così vigorosa. Il resto della serata però non ha seguito la forza dell’esaltante inizio, si è perso in segmenti inutili, poco divertenti, e monotematici.

In sostanza un’edizione degli Oscar da ricordare assolutamente per la sorpresa finale, l’apice di una stagione dei premi tra le più incerte e per questo divertenti degli ultimi anni. Come detto, vi rimando al nostro prossimo Oscar Talk per tutto il resto.

 

 

Un pensiero su “Oscar 2016: il commento

  1. A parer mio le sorprese più grandi ieri notte sono le statuette ad Ex Machina, a Mark Rylance ed anche quella a Spotlight, la sua vittoria non era così scontata.
    Orgoglioso per il premio assegnato al Maestro Morricone, la coronazione di una carriera mondiale immensa.
    Attendo con trepidazione una vostra analisi più dettagliata sull’esito della serata (sbrigatevi, eh!! 😉 )

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