I film del 2016: gli indipendenti

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Pirotecnici e adrenalinici pop-corn movies, film d’autore, opere in costume, piccoli gioielli indipendenti, cartoni animati, spassose commedie, sicuri candidati agli Oscar, sorprese inaspettate: tutto questo e molto altro ci aspetta al cinema nel 2016. Dopotutto, con molte uscite che arrivano nelle nostre sale in ritardo rispetto ai paese d’origine, possiamo permetterci anche ora di iniziare a parlare dei film che più attendiamo nei prossimi mesi.

Dopo aver visto pochi giorni i blockbuster più attesi, vediamo oggi le produzioni diametralmente opposte, ovvero i film indipendenti.

 

20th CENTURY WOMAN

Greta Gerwig and Elle Fanning, Mike Mills, 20th Century Women

Se avessi fatto questo speciale in ordine di preferenza personale e non di genere, questo film sarebbe nella mia top ten dei film più attesi. I motivi sono il ritorno di Mike Mills da quel gioiello puro di Beginners, ed il cast composto da Greta Gerwig, Elle Fanning e Annette Bening, tre interpreti perfette per una storia generazionale di tre donne nella Santa Barbara degli anni ’70.

 

 

AMERICAN HONEY

 American Honey (Andrea Arnold)

Finalmente torna dietro la macchina da presa Andrea Arnold, una che di talento ne ha da vendere. La storia del film è quella di un gruppo di adolescenti che insegue il sogno americano facendo lavoretti durante il giorno e andando alle feste la notte, insomma, il materiale per qualcosa di interessante c’è.

 

 

THE BAD BATCH

The Bad Batch

Due anni fa la regista Ana Lily Amirpour ha fatto parlare molto di sé col proprio debutto, e ora torna con u cast eclettico e molto più mainstream: Jim Carrey, Keanu Reeves, Jason Momoa, Giovanni Ribisi, Diego Luna per una storia romantica ambientata in un Texas distopico. Insomma, l’originalità trionferà.

 

 

CHRISTINE

"Christine"

Sembra davvero strano che questa storia vera sia così poco conosciuta, perché è un racconto che fa venire i brividi e rappresenta davvero un evento incredibile. Rebecca Hall interpreta Christine Chubbuck, una giornalista tv che nel 1974 si suicidò in diretta televisiva.

 

 

DEMOLITION

Jean-Marc Vallèe è uno dei registi da tenere sotto osservazione soprattutto per il fantastico modo con cui riesce a tirar fuori il meglio dai suoi attori: due anni fa con Dallas Buyers Club ha portato all’Oscar entrambi i protagonisti del film, lo scorso anno con Wild ancora nomination per le due attrici, e ora lavora con nomi come Gyllenhaal e la Watts. Nel film il protagonista è un giovane banchiere che precipita in una spirale di depressione in seguito alla morte della moglie; a salvarlo, dandogli un po’ di conforto, sarà una donna incontrata casualmente.

 

 

FREE FIRE 

Free Fire

Ben Wheatley è un altro autore largamente ignorato dalla distribuzione italiana, come purtroppo buona parte dei registi di cinema indy, ma ogni suo opera merita: con un grande cast, il regista ci racconta il tentativo non riuscito di rapina da parte di una gang irlandese, con esiti letali.

 

 

GIFTED

Scottatissimo dall’esperienza dei due capitoli di Spider-Man, che hanno ottenuto poco riscontro di pubblico e ancor meno della critica, Marc Webb finalmente torna alle sue radici, il cinema indipendente. La pellicola segue la storia di un uomo che cerca di allevare la brillante figlia della sorella appena scomparsa.

 

 

GREEN ROOM

Sinceramente non ricordo se due anni fa Blue Ruin sia stato distribuito nelle sale italiane, ma non credo e ovviamente è un grosso peccato. Piccolo film indipendente del tipo “revenge movie”, è uno dei migliori film di genere degli ultimi tempi e ci ha fatto conoscere il regista Jeremy Saulnier lì all’esordio. Ora Saulnier è tornato ancora con un film a basso budget, ancora con un film di genere, in cui mischia violenza e neo-nazi al volto di Patrick Stewart. Già questo basta per farlo intercettare dai radar del mio interesse.

 

 

LOVE & FRIENDSHIP

Love And Friendship

Che il cinema idiosincratico ma delicatissimo di Whilt Stillman sia poco conosciuto (e molto poco diffuso) in Italia è un grosso peccato. Soprattutto quando all’orizzonte si presenta un progetto del genere, la riunione del regista con due sue attrici feticcio come Chloe Sevigny e Kate Beckinsale per l’adattamento di un racconto di Jane Austen. Tanta roba.

 

 

NERUDA

Neruda, Gael Garcia Bernal

Il cileno Pablo Larrain è leggermente indaffarato in quest 2016 (ci arriveremo nei prossimi appuntamenti) ma solo lui aveva il diritto di portare al cinema la biografia di un cileno immortale, il grande Pablo Neruda, col volto dell’attore latino per antonomasia, Gael Garcia Bernal.

 

 

PATERSON

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La storia di un guidatore di autobus che fa pure il poeta…..oh, ma chi se ne frega della trama. E’ un nuovo film di Jim Jarmusch con l’attore più “jarmuschiano” che potesse trovare, ovvero Adam Driver. Questo basta e avanza.

 

 

QUEEN OF KATWE

Queen of Katwe

Mira Nair è una regista brava ma piuttosto discontinua, ma è pur sempre un nome importante e qui riporta finalmente Lupita Nyong’o ad un progetto interessante a due anni dal suo Oscar. E’ la vera storia di Phiona Mutesi, una giovane ragazza ugandese che dalla povertà più totale diventò una straordinaria campionessa di scacchi.

 

 

SALT AND FIRE

Salt & Fire, Michael Shannon, Herzog

Ok, Werner Herzog non è più l’infallibile Herzog, ma è pur sempre un mito e qui lavora con Michael Shannon, quindi va benissimo. E’ la storia di due uomini che devono mettere da parte le reciproche differenze per collaborare quando in SudAmerica sta per eruttare un vulcano. Insomma, un film che sprizza “Herzog” da tutti i pori.

 

 

SOUTHSIDE WITH YOU

Eh si, Barack Obama ancora deve uscire dalla Casa Bianca ed ecco il primo biopic a lui dedicato. Precisiamo però non è proprio una storia biografica ed è assolutamente apolitico (è pur sempre un anno di elezioni in America, le polemiche vanno evitate), ma è il racconto del primo appuntamento di Barack con la futura moglie Michelle, e si svolge interamente in una sola giornata.

 

 

TRUE CRIMES

True Crimes

Diciamo che Jim Carrey ci ha provato in passato ad essere più serio, con egregi risultati, poi ha provato pure la fase del thriller, con pessimi risultati….ma ora a distanza di tempo prova a replicare con la storia di un detective che trova somiglianze tra una sua indagine e un romanzo di finzione.

 

 

UNA

Una, Rooney Mara

Da dove possiamo partire per dire che questo è uno dei nostri film più attesi dell’intero anno? Dagli attori magari, ovvero Rooney Mara e Ben “sono ancora poco famoso ma non sbaglio un’interpretazione manco sotto tortura” Mendelsohn, e poi dall’affascinante quando disturbante trama, ovvero la ricerca di una giovane donna dell’uomo che abusò di lei quando aveva soli 12 anni. E il film è presentato come largamente teatrale, con solo loro due sulla scena. Lo voglio subito, per favore.

 

 

A UNITED KINGDOM

Film più contemporaneo, pur essendo un period movie, non potrebbe esserci: è la vera storia del principe Saretse Khama del Botswana che nel 1940 l’inglese Ruth Williams, un controverso matrimonio interazziale che fece epoca. E con due attori come Rosamud Pike e David Oyelowo, non vediamo l’ora.

 

 

WIENER DOG

"Wiener-Dog"

Il cinema stralunato e nichilista di uno degli autori più indipendenti in tutti i sensi, ovvero Todd Solondz, ci regala qui un film a episodi con un cast imperdibile (e c’è appunto Greta Gerwig, suvvia). E il regista qui si permette pure di resuscitare un suo vecchio personaggio, a riprova che il suo cinema è un continuo flusso di idee e esperienze.

 

 

THE WITCH

Parliamo di un film definito praticamente all’unanimità l’horror più terrificante visto di recente. Dopotutto le carte in regola ci sono: streghe, New England del ‘600, bambini posseduti, animali spiritati, il look da produzione indipendente e non degli studios, quindi un horror fatto per far paura e non per fare soldi con la paura. Il trailer garantisce tutte queste cose.

 

 

WILSON

E’ la storia di Wilson, un uomo di mezza età supponente e nichilista che probabilmente riesce ad amare solo il suo cane: dopo la morte del padre, l’uomo ormai solo tenta di riallacciare i rapporti con la sua ex-moglie e viene così a scoprire di avere una figlia adolescente nata poco dopo la loro separazione. Soprattutto, è l’adattamento della graphic novel di Daniel Clowes, uno che ha già regalato al cinema una perla come Ghost World, e lo stile è sempre quello.

 

 

ZOOKEEPER’S WIFE

The Zookeeper's Wife

C’è Jessica Chastain, e questo basta e avanza. Se siete proprio pignoli nel convincervi a vedere un film, è la storia vera di Antonina Zabinska, che col marito gestiva lo zoo di Varsavia durante la Seconda Guerra Mondiale e aiutò a nascondere tanti ebrei dalla persecuzione.

 

 

 

 

 

 

5 pensieri su “I film del 2016: gli indipendenti

  1. Troppe troppe TROPPE biografie!!!!Che fine ha fatto il cinema capace di sorprenderti con trame emozionanti e innovative e sopratutto quei thriller che osano,che rimangono impressi nella mente dello spettatore?Mi vien quasi da piangere a pensare che negli anni 90 uscivano di botta in botta film come I soliti sospetti,Seven,L.A. Confidential, American Beauty (giuro che solo scritto l’ultimo film mi sono reso conto dell’onnipresenza di Spacey XD). Comunque sta di fatto che ormai per me leggere “biopic” è decisamente peggio che leggere “comic-.movie”. I casi sono due: o le case cinematografiche veramente si sono rammollite e stanno seguendo questa moda,partita con gli oscar del 2014, oppure ormai il cinema è come se fosse un “vecchio” che ormai da solo quello che è nelle sue capacità di dare……e il resto è affidato alle serie tv.

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    • In generale, sono d’accorto con te. Però il problema non sono i biopic, anzi.

      Negli ultimi anni semmai il genere è decisamente migliorato, perché finalmente sono poche le biografie tradizionali e molti di più i film che prendono un punto preciso della vita del soggetto per raccontare un’altra metafora. Solo nell’anno appena passato ti cito Steve Jobs, The End of the Tour, Love & Mercy (e in fondo pure Revenant è una biografia), e recentemente Foxcatcher, The Wolf of Wall Street, Moneyball, 127 Ore, The Social Network.

      Come in tutti i film, non conta il genere, ma la creatività di chi sta dietro.

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