Birth of a Nation trionfa al Sundance 2016

Birth Of A Nation

Si è concluso anche il Sundance Film Festival 2016, come sapete la più famosa e importante rassegna mondiale del cinema indipendente, una vetrina da cui escono titoli sempre notevoli poi acquistati anche dalle grandi compagnie. Non a caso da molto tempo capita che un film esce dal Sundance e poi lavora tutta l’anno fino ad arrivare alla stagione dei premi con l’Oscar, in pratica con visibilità da gennaio al gennaio successivo (quest’anno è toccato a Brooklyn, lo scorso anno a Boyhood, due anni fa Whiplash per fare gli esempi più recenti).

E quest’anno a trionfare nelle fredde sale dello Utah, vincendo sia il premio della giuria che il premio del pubblico (una doppietta che fece proprio Whiplash) è stato il chiacchieratissimo Birth of a Nation, film oltretutto acquistato dalla Fox Searchlight per la cifra record di 17.5 milioni: insomma, segnatevi questo titolo, ne sentiremo parlare parecchio probabilmente. 

Il film è diretto dall’attore Nate Parker, anche protagonista del film, e racconta la vera storia di Nat Turner, uno schiavo nero che nell’agosto del 1831 guidò una rivolta di schiavi in Virginia. Il film ha ottenuto recensioni positivissime, che pur sottolineando la distanza dall’autorialità di 12 Anni Schiavo (dalle impressioni pare un film molto più classico) lo hanno avvicinato alle esplosioni di violenza e al sentimentalismo epico di Braveheart, a cui è stato molto paragonato.

Quasi superfluo poi aggiungere che il film arriva con un tempismo perfetto: nel mezzo della polemica di #OscarSoWhite, ovvero l’assenza di nominati di colore agli Oscar negli ultimi due anni che sta facendo tanto e veementemente discutere, il titolo potrà avere un importante ruolo e peso alla cerimonia del prossimo anno. E non caso, Nate Parker ha scelto il titolo del proprio film citando e collegandosi direttamente come risposta a quel leggendario The Birth of a Nation di Griffith, il celeberrimo film del 1915 ritenuto da molti manifesto del cinema razzista del’epoca. Tutto torna, possiamo dire.

 

 

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