Grazie di tutto Alan Rickman

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Non sono passate nemmeno 24 ore dalla notizia e, nonostante le prime pagine prese dalle Oscar nominations, lo avrete letto tutti: il grande Alan Rickman è scomparso ieri a soli 69 anni dopo una malattia.

Quando un grande artista ci lascia, ci penso sempre prima di buttare giù qualche riga, perché ovviamente rischio di fare due pesi e due misure. Dopotutto non ho scritto nulla su qualcuno che lo meritava come David Bowie, ma lì il problema è che le mie parole sarebbero state troppo piccole e incapaci di catturare l’immenso lascito di Bowie nella cultura contemporanea. Non che adesso voglia sottovalutare il peso di Rickman, ma semplicemente ne posso scrivere perché con lui sento di aver avuto una maggiore connessione, un ricordo che mi ha fatto davvero rattristare alla notizia della sua scomparsa.

Inutile dire che il ruolo per cui sarà sempre ricordato è quello di Severus Piton, e ci sta assolutamente, così milioni di nuove generazioni di fans lo hanno conosciuto negli ultimi 15 anni. Ma io, da non amante di Harry Potter, e da spettatore che lo conosceva e apprezzava già precedentemente l’avvento della saga, lo ricorderò sempre come Hans Gruber in Die Hard, come lo Sceriffo in Robin Hood, come il romantico burbero in Ragione & Sentimento oppure in Love Actually.

Dopotutto con quella fantastica espressione misurata ma assolutamente carica, con quel taglio degli occhi, con quella fronte così prominente, con quella voce così profonda poteva fare davvero il cattivo, ma poi lo vedevi sorridere e capivi che in lui c’era quella solitudine tipica del maschio adulto preso dagli altri per ciò che non è – ora non mi chiedete di spiegare questo concetto, ma sappiate esiste – che riempiva lo schermo prima e il cuore degli spettatori poi. Quella tipica grazia ed eleganza tuta british mista a serietà e umorismo che non ti aspetti, unita a quell’espressione incredibile, facevano di lui uno degli attori più dannatamente cool su tutta la faccia della Terra: diamine, guardate quel volto, Alan Rickman era un figo! Il carisma, cari miei, non si può insegnare.

Non voglio dire altro perché non mi va di fare analisi ridondanti sul suo mestiere di attore, le interpretazioni lasciate parlano per lui, e perché andrei solo a ripetermi su quanto fosse intenso e carismatico. I caratteristi sembrano quelli più interscambiabili, in realtà sono quelli più unici che rari: ditemi, avete mai visto un altro John Cazale? Ecco, fidatevi, Alan Rickman mancherà tantissimo.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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