L’incredibile 2015 al box office

Questo articolo, con tutte le analisi e numeri che contiene, si autodistruggerrà entro una settimana.

Non è una battuta, ma la pura verità. Tra pochi giorni infatti tutto quello che sto per scrivere, e voi spero per leggere, sarà cancellato dall’uscita di Star Wars con i suoi annessi record, facendo diventare obsolete le mie parole e quelle di chissà quanti altri.

C’è comunque un senso nel dedicare questa analisi prima dell’uscita del film più atteso dell’anno (del decennio, ok): anche senza l’apporto di Star Wars, questo anno solare ancora non terminato è stato un qualcosa di incredibile nella storia del box office, e di conseguenza per tutto il cinema.

Ogni anno, ogni santissimo anno, qualcuno se ne esce e dice che il cinema è morto. Lo dicono i giornalisti, lo dicono gli addetti ai lavori. Adesso qualcuno si è accorto che non è poi così vero, e allora hanno cambiato mira catastrofica e predetto che il cinema degli studios è desinato ad implodere. Ma il più grosso e persistente luogo comune rimane quello secondo cui la pirateria, lo streaming, i dvd, e tutti queste diavolerie moderne uccideranno i cinema.

Sentite grasse risate in sottofondo? Ecco, appunto.

Il 2015 ha confermato l’enorme stato di salute del cinema di tutto il mondo, la cui prova certificata è rappresentata dagli incassi pazzeschi segnati al box office quest’anno. Prendiamo la Universal come esempio supremo. La compagnia ha aperto l’anno in sordina, anzi, molto male con due flop rumorosi – prima Blackhat e poi Il Settimo Figlio – ma ha saputo rifarsi posizionando l’uscita del chiacchieratissimo 50 Sfumature di Grigio nel giorno di San Valentino, in modo che le fans potessero costringere i propri fidanzati ad andare al cinema, raddoppiando in un attimo il bacino d’utenza potenziale. E’ arrivato poi Fast & Furious 7, caso più unico che raro di franchise che aumenta gli incassi andando avanti nel tempo, che ha stracciato ogni record ed è arrivato a 1 miliardo e 500 milioni di incasso globale, cosa che prima non aveva previsto nemmeno il più ottimista dei tifosi.

Eravamo ad aprile, e già si elogiava il box office del 2015. Poi è arrivata quella cosina chiamata Jurassic World, sempre targata Universal, ovviamente.

Spinto dall’effetto nostalgia del primo film, e dalla magia di vedere i vecchi fans portare al cinema i propri figli, esattamente come fecero i propri padri con loro venti anni prima, Jurassic World ha frantumato ogni record immaginabile: con 208 mln all’esordio, miglior primo week-end DI SEMPRE nella storia del box office americano, poi miglior secondo week-end di sempre con 106 mln, miglior incasso rispettivamente di ogni giorno della settimana, film che ha raggiunto più velocemente i 200 mln, poi i 300 mln, poi i 350 mln, poi i 400 mln in appena 10 giorni (per la cronaca, il film si è fermato a 652 mln in America, ad appena 6 milioni dall’incasso di Titanic).

Abbiamo visto un anno in cui Furious 7 era stato il film più veloce a superare il miliardo globale, in 17 giorni, e poi quel record è stato battuto in 13 giorni da Jurassic World. Ci rendiamo conto? E in pieno delirio di onnipotenza, la Universal ha piazzato nel frattempo altri colpi notevoli e inaspettati, come Trainwreck o Straight Outta Compton o Pitch Perfect 2, e con Minions ha superato nuovamente il miliardo di incasso. Tra pochi giorni, a fine anno, la Universal sarà la prima compagnia nella storia ad aver superato i 7 miliardi di incasso globale, ma aveva già stracciato il precedente record – 5 miliardi – ad agosto! Pensate quest’anno i trenini alle feste aziendali in casa Universal.

Ma ripeto, il successo inenarrabile della compagnia è stato solo la punta dell’iceberg se consideriamo inoltre i successi della Disney col secondo Avengers e con Inside Out – una sorpresa per un film molto complesso, che invece ha segnato nuovi record – l’esplosione definitiva del marchio Mission: Impossible mai andato così bene, e le zampate finali di Spectre e l’ultimo Hunger Games. Complessivamente, a fine anno, il box office solo americano supererà i 10 miliardi di incasso.

Altro che pirateria, nulla può superare l’esperienza di vedere un film su uno schermo gigante con altre persone festanti. E poi i dati dicono sempre che i film più scaricati online sono quelli che incassano di più al cinema, una statistica decisiva per interpretare il fenomeno del download legale o illegale.

Ovviamente tocca dire che l’espansione delle uscite all’estero sta facendo la fortuna di tantissimi studios. Siamo in una fase storica in cui, per la prima volta, gli incassi americani sono secondari e tanti film sono letteralmente salvati dagli incassi esteri (prendiamo Spectre e Terminator Genesys, dei quali l’80% degli incassi è arrivato fuori dai confini americani). Nonostante le restrizioni burocratiche e protezioniste dei rispettive paesi, l’espansione degli incassi in mercati cinematografici emergenti come Brasile, Russia, Sud Corea e soprattutto Cina è ormai decisiva nei bilanci di tutte le compagnie.

E ainfine,  chi pensa alla poca considerazione per le piccole produzioni, o alla scarsa originalità per prediligere i lucrativi franchise, rispondo con due titoli: nel primo caso Tangerine, un film dal micro budget  girato con l’iPhone 5S,che sta raccogliendo tanti premi nel circuito indipendente, e nel secondo caso Mad Max, sequel/reboot che più originale, in tutti sensi, non si può. Due prove per dire, ai più scettici, che il cinema di ogni latitudine e ogni modalità è vivo e vegeto.

Semmai, il 2015 ha confermato che gli incassi a livello mondiale sono addirittura destinati a salire. E sta arrivando appunto Star Wars, che potrà piacere o non piacere, potrà rimane indigesto di fronte all’enorme battage pubblicitario, ma racchiude al meglio l’epitome dell’esperienza cinematografica più pura.

 

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