Crimson Peak – recensione

Lo ammetto in partenza, non sono mai stato un amante del cinema di Guillermo Del Toro: ho fortemente detestato Pacific Rim, Hellboy non mi ha mai detto nulla, e sinceramente non amo nemmeno i suoi più celebrati lavori in lingua spagnola. Nonostante ciò, sono andato a vedere Crimson Peak con una mentalità totalmente aperta, e anzi, addirittura con sana attesa: sia per il cast, sia per il soggetto perfettamente nelle corde del regista messicano, mi aspettavo parecchio.

E invece ho avuto la conferma che io e Del Toro non andiamo per nulla sulla stessa lunghezza d’onda.

Crimson Peak è un film enormemente affascinante e dalle bellissime intenzioni, ovvero quello di ricreare l’horror d’atmosfera, restituire il genere all’aspetto gotico delle origini e raccontare una semplice ma inquietante storia di fantasmi fatta di rumori sinistri e case infestate, ispirandosi direttamente a H.P. Lovecraft. Le intenzioni di Del Toro rimangono però sulla carta, o meglio, rimangono solo sulla forma, perchè poi un vero e proprio film non c’è.

Non è solo il problema di una trama incredibilmente banale e vista chissà quante volte – perchè indubbiamente Del Toro nel plot in se non ha interesse – ma a lasciare di stucco sono l’enorme prevedibilità di ogni passaggio narrativo, il ritmo semplicemente assente che fa trionfare la noia in più occasioni, i personaggi così monodimensionali e superficiali, l’inutilità della presenza dei fantasmi.

Crimson Peak è un meraviglioso esercizio di stile, una tavolozza cromatica bellissima che ci regala scenografie che sembrano davvero provenire da un’altra epoca, costumi sontuosi e una fotografia da ammirare. E basta. Non è un film che spaventa o inquieta, non è una storia che lascia qualcosa dopo la visione e nemmeno intrattiene durante la visione, è una meraviglia per gli occhi in cui la struttura è del tutto assente. E forse l’elemento più deludente è constatare come i fantasmi, tolti dalla vicenda, non cambierebbero il film di una virgola: Crimson Peak è stato proposto dallo stesso regista come un “film di fantasmi” ma in realtà è un “film con fantasmi”, un concetto ben diverso.

 

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