Speciale Roma 2015 – Giorni 7 e 8

E così anche questa decima edizione sta finendo, e anche il film da più atteso, ovvero Carol, è passato agli archivi. Ma come sempre sono stati giorni molto intensi. 

Giovedì ho inaugurato la giornata con Hurican 3D, un incredibile documentario sulla nascita crescita e distruzione di un ciclone atlantico. Il documentario mostra come le agenzie d’intervento studiano i pericoli legati alle cicloni, e le distruzioni che porta a cose e persone. Immagini spettacolari, ma potevate prevederlo.

Il pomeriggio Grandma è stato un’autentica rivelazione, un gioiello di soli 80 minuti in cui non c’è una virgola fuori posto, una cosa in più o in meno, e pur parlando in così poco tempo di tante cose – l’omosessualità, l’aborto, la famiglia – è tutto trattato in modo sincero, profondo e realistico. E poi con una esuberante Lily Tomlin così in forma si può tutto.

Dopo è stato appunto il momento Carol, preceduto da un incontro non proprio indimenticabili come contenuti col regista Todd Haynes, comunque sempre un piacere vedere e ascoltare. Avevo aspettative alte sul film, dopo se ne parla bene fin da Cannes, e non sono stato deluso: tutto concentrato sulle due protagoniste, le strepitose Cate Blanchett e Rooney, è una straziante e toccante storia d’amore proibita, ricca di silenzi, sguardi, frasi da non dire e emozioni da soffocare nel clima dell’America anni ’50. La confezione è ovviamente perfetta, ma il tumulto emotivo presente sotto la forma è la cosa più importante.

Venerdì invece è partito prestissimo la mattina con la proiezione del curioso Experiment, biopic sullo scienziato Stanley Milgram. Il film ha il grande pregio di rendere cinematografico un soggetto che non lo è – gli esperimenti negli anni ’60 sulla risposta all’autorità – ed è molto affascinante e al tempo stesso un po’ inquietante, se pensiamo alla storia vera. Subito dopo, senza nemmeno il tempo di bere un bicchiere d’acqua, mi sono fiondato all’affollatissima proiezioni di Alaska, il nuovo film di Claudio Cupellini con Elio Germano. Apprezzo molto il regista, e l’attore romano è come sempre bravissimo, ma ho parecchio detestato il film, soprattutto la sceneggiatura, ricca di passaggi narrativi forzati, scontati e poco credibili. Un melodramma che si regge su continue scene madri che alla fine è talmente carico da lasciare ben poco.

Per tirarmi su il morale ho chiuso la giornata con la proiezione della versione restaurata, per il 40° anniversario, del primo indimenticabile Fantozzi, come sempre esilarante in ogni fotogramma. E nota di merito per Paolo Villaggio, che nonostante l’età e gli acciacchi evidenti ha messo in piedi col pubblico, poco prima dell’inizio del film, un piccolo divertente show tra battute e nostalgia.

Non resta che chiudere degnamente ora questa Festa con l’ultima, attesa e ricchissima, giornata di programmazione.

 

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