Le 10 Migliori Interpretazioni di Tom Cruise

Il mio rapporto con il Tom Cruise attore è piuttosto bizzarro, ed è totalmente cambiato nel corso degli anni. Dopotutto è una presenza costante ormai da decenni, fin da quando sono nato, è una delle star più riconoscibili e famose del pianeta. E così mi ha dato tempo e modo di evolvere completamente il mio giudizio su di lui.

Fase 1: l’indifferenza – non trovano Cruise un buon attore, carismatico indubbiamente ma mai in grado di smuovermi più di tanto.

Fase 2: l’odio – più avanti, ho iniziato francamente quasi a detestarlo, per la scelta di aver mollato i film “seri” e dedicarsi quasi solo a film d’azione, irrigidendo ancora di più le proprie interpretazioni.

Fase 3: la rivalutazione – infine recentemente ho provato il classico pentimento, iniziando davvero ad ammirare la dedizione di Cruise: in ogni suo film, a prescindere dalla qualità o dal contenuto, è sempre presente, si denota il suo massimo impegno per regalare una prova solida, crede nei progetti in cui è coinvolto e riesce sempre a creare intorno a se quell’aura di stella del cinema come ormai non ci sono più.

In onore quindi dell’uscita del nuovo film Mission: Impossible 5, ho deciso di andare a scovare quelle che per me sono le sue 10 migliori interpretazioni, ed in mezzo ci sono davvero grandi prove, che testimoniano la mia totale rivalutazione di Cruise e la mia rinnovata stima verso il suo lavoro (se poi non fosse in Scientology sarebbe meglio, ma questa è tutta un’altra lunga storia).

 

10.  RISKY BUSINESS (di Paul Brickman, 1983)

Pur avendo già recitato a quel punto in film famosi, ma sempre in ruoli minori, questo è il film (anzi, questa è la scena, la vedete nel video) che trasforma Tom Cruise in un protagonista del nuovo cinema americano (non ancora in una megastar però, per quello dovrà attendere solo un paio d’anni). Sarà la giovane età, sarà l’aria da anni ’80 che incarna, ma mai più come in questo film Cruise è stato naturale ed efficace nel ritrarre il ragazzo qualunque.

 

9.  MINORITY REPORT  (di Steven Spielberg, 2002)

La scelta di dedicarsi a film più commerciali nell’ultimo decennio ha sicuramente limitato la capacità attoriale di Cruise, ma lavorando con un maestro come Spielberg ha avuto l’opportunità di bilanciare eroismo da popcorn a emotività profonda. Qui Tom Cruise è semplicemente perfetto, una parte costruita su misura per lui in cui poter mostrare le sue abilità migliori: fragilità e determinazione.

 

8.  TROPIC THUNDER  (di Ben Stiller, 2008)

Il ruolo che non ti aspetti, un pazzo manager volgare e isterico, nel modo che non ti aspetto, grasso e calvo grazie al trucco, nel film che non ti aspetti, una folle commedia a tratti demenziale. Eppure, con poche scene a disposizione – i film in carriera in cui Cruise non è protagonista si contano sulle dita di una mano – il personaggio di Les Grossman è diventato immediatamente cult: Cruise non è mai stato così folle, divertente e oltraggioso, esilarante nei movimenti e graffiante nel modo di urlare le proprie battute.

 

7.  IL COLORE DEI SOLDI  (di Martin Scorsese, 1986)

Ad un certo punto Hollywood ha deciso di investire seriamente sull’ascesa del giovane Tom Cruise, facendogli fare da spalla a grandi leggende mature come se fosse un corso intensivo di recitazione. Il problema è che spesso Cruise è finito eclissato dai suoi ingombranti colleghi: possiamo dirlo per Rain Man, dove Dustin Hoffman cattura ogni attenzione, e per Codice d’Onore, dove Jack Nicholson ruba la scena in ogni momento. Ma così non fu in Il Colore dei Soldi: Paul Newman vinse l’agognato Oscar, ma comunque il giovane Tom non fu da meno, col suo atteggiamento carismatico e arrogante, assolutamente perfetto per incarnare lo spirito yuppie di quel decennio.

 

 

6.  TOP GUN  (di Tony Scott, 1986)

Ecco il vero momento della svolta, il vero film che trasforma Tom Cruise da giovane speranza a megastar adorata da fans in tutto il mondo. Qui il carisma dell’attore si tramuta in totale e indefessa “coolness”, un atteggiamento di vera sicurezza che Tom acquisisce e non perderà più.

 

5.  EDGE OF TOMORROW  (di Doug Liman, 2014)

Senza dubbio il migliori film dell’ultimo periodo di Tom Cruise, e uno dei migliori blockbuster degli ultimi anni, il film ha permesso anche all’attore di delineare un personaggio più sfaccettato, un eroe non a tutti i costi ma un personaggio fragile, emotivamente colpito, e spesso divertente.

 

4.  JERRY MAGUIRE  (di Cameron Crowe, 1996)

La prova che anche un ruolo semplice, un personaggio umanamente comune, può essere perfetto per Cruise. Il film è ormai è entrato nell’immaginario collettivo grazie alle sue battute infinitamente citabili, e spesso si dimentica della bravura di Cruise in una pura recitazione drammatica e romantica.

 

3.  NATO IL QUATTRO LUGLIO  (di Oliver Stone, 1989)

E parlando di vera recitazione drammatica, questo è indubbiamente l’apice della prima parte di carriera di Tom Cruise, la sua vera consacrazione che gli porta la prima nomination all’Oscar (e sia chiaro, in qualsiasi altro anno avrebbe vinto la statuetta, ma quella volta si trovò di fronte Daniel Day-Lewis). Il film è un classico dramma e il ruolo da disabili abbastanza prevedibile – i più cinici potrebbe definirlo un film costruito con una prova costruita per i premi – ma l’intensità di Cruise ed il dolore che emana è spaventoso.

 

2.  MAGNOLIA  (di Paul Thomas Anderson, 1999)

Il 1999 di Tom Cruise è un anno che non ricapiterà più – lavorare con Stanley Kubrick e Paul Thomas Anderson è roba da fantascienza – ed a lasciare il segno è la collaborazione con quest’ultimo, una prova da non protagonista semplicemente perfetta, sfaccettata, complessa e viscerale. Da guru iper-carismatico e sicuro di se a figlio pieno di dubbi e dolore di tutta una vita che passa in un attimo.

 

1. COLLATERAL  (di Michael Mann, 2004)

Il volto, l’espressione, il sorriso di Tom Cruise sono cose che conosciamo tutti e ormai vediamo costanti nell’ultimo periodo, ma ormai avrete capito che le sue migliori interpretazioni sono quelle trasformiste, quelle in cui recita contro il proprio stereotipo attoriale. Collateral in tal senso è una rivoluzione copernicana per la sua filmografia: un ruolo da cattivo, anzi, un ruolo in cui contano la freddezza e la rabbia. Altri con un tale ruolo avrebbero optato per mostrare di più, invece Cruise fa l’opposto e lavora in sottrazione – una delle rare e più riuscite volte in carriera – regalando un villain calcolatore, quasi saggio, ma capace di inaudite esplosioni di violenza. Guardate il suo sguardo, i suoi occhi, e capite che non li ha mai avuti in nessun altro film.

 

 

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