True Detective 2×05 / 2×06 – opinioni sparse

Lo avevamo immaginato, quella sparatoria al termine del 4° episodio sarebbe diventata il punto di svolta narrativo e tematico della serie. I due episodi seguenti sono forse i migliori finora, senza però ancora gridare al miracolo.

Eppur si muove, direbbe qualcuno. Si migliora, ma il livello è sempre medio, e con due puntate rimaste è comunque troppo tardi.

Il breve salto temporale dal’episodio 4 al 5 è decisivo per dare un’accelerata all’indagine, che ormai a tutti gli effetti ha la forma del complotto, e soprattutto per modificare i caratteri dei protagonisti, su tutti il Ray Velcoro di Colin Farrell che, sarà l’assenza dei baffi, pare finalmente molto più umano e meno una somma indefinita di clichè. Chi ha beneficiato di più di questi piccoli miglioramenti è indubbiamente il Frank Semyon di Vince Vaughn: per quanto rimanga ancora parecchio isolato dal filo narrativo principale e dall’interazione con gli personaggi, finalmente i suoi viaggi e dialoghi sono più interessanti – non che ci volesse molto, potremmo dire maliziosamente – e finalmente anche l’attore stesso, oltre alla presenza scenica innegabilmente perfetta, ci regala qualche reazione emotiva di livello.

Ovviamente, ciò che più ha fatto discutere è stata la scena finale dell’orgia nel 6° episodio. Alcuni criticato la scelta in se, citando il vecchio adagio secondo cui un programma HBO in crisi si rivolge sempre al sesso: una critica stupida, essendo la serie girata interamente prima della messa in onda, e oltretutto gli ascolti paradossalmente sono più alti della prima lodatissima stagione. Oltretutto, la sequenza ha fatto di tutto per essere il meno lasciva e gratuita possibile, grazie ad una regia molto ben fatta ed intelligente nel mettere in primo piano l’atmosfera soffocante e sporca piuttosto dei banali istinti pruriginosi, quasi ricreando uno scenario da vecchio noir. Casomai, le critiche andrebbe rivolte più al piano narrativo: la concezione stessa di questa missione sotto copertura è poco credibile, oltretutto aver portato i personaggi di Taylor Kitsch e Colin Farrell fuori dalla villa ha tolto molta tensione alla scena, immaginando fin da subito una via di fuga per il personaggio di Rachel McAdams.

Insomma, miglioramenti ci sono sotto diversi punti di vista, ma questo True Detective 2 ci regala ancora molto poco di cui discutere seriamente, e quasi nulla per lasciarci pienamente soddisfatti. Il finale è ormai prossimo, e per quanto possa essere ottimo, difficilmente potrà raddrizzare il ricordo dell’intera stagione.

 

 

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