Paul Thomas Anderson e… Pinocchio

Si, questa notizia mi ha lasciato parecchio sconcertato. Paul Thomas Anderson, l’autore di Boogie Nights, Magnolia, Il Petroliere, The Master, uno dei più cineasti al mondo e tra i miei registi preferiti, lavorerà all’ennesima versione di Pinocchio in seno alla Warner Bros, prodotta anche da Robert Downey Jr che si è già riservato il ruolo di Geppetto. La notizia recita, in realtà, che il buon PTA è stato chiamato per riscrivere l’ennesima versione della sceneggiatura – il progetto è in gestazione da tempo – e forse, ma forse, ma forse forse, potrebbe essere anche il regista.

Insomma, c’è molto per rimanere perplessi.

Uno dei migliori autori in circolazione che decide non solo di dedicarsi al classico film su commissione, ma oltretutto entrando nel meccanismo degli adattamenti di fiabe o storie simile che sta andando di moda a Hollywood di recente.

Però, c’è un però, pensandoci bene è una congiunzione di eventi che avrebbe senso.

PTA è un autore particolarissimo, uno che ama le commedie ed i film demenziali – il suo ultimo lavoro è Vizio di Forma, che pur essendo un noir complesso narrativamente e tematicamente, rimane pur sempre una commedia – ha sempre dichiarato di vedere a casa tantissimi film comici ed è entrato nella classica fase “vorrei realizzare qualcosa che i miei figli piccoli possano vedere e capire“. Dopotutto, ha seguito un capolavoro come Magnolia con un film con Adam Sandler, il poco riuscito Ubriaco d’Amore, perchè appassionato dei film dell’attore. Avete colto l’antifona. Ed a proposito, PTA è molto amico di Downey Jr e vuole lavorare da tempo con lui – l’attore doveva essere inizialmente il protagonista di Vizio di Forma – e questo sarebbe il giusto matrimonio, per di più, con Downey Jr tra i produttori di Pinocchio, immaginiamo possa difendere la visione del regista quando questa si scontrerà inevitabilmente con i gusti più “corporativi” dei dirigenti della Warner Bros. E se proprio vogliamo dirla tutta, tra le tante storie possibili Pinocchio pare anche la più adatta, matura e inquietante al punto giusto, almeno nella versione originale, e con al centro il problema della figura paterna esplorato in TUTTI i film di Anderson.

Lo ammetto, sono ancora sgomento, un po’ rassegnato – PTA non ha mai scritto un qualcosa che poi non ha diretto – ma alla ricerca come avrete capito dei lati positivi della vicenda. Appunto, sono come quei giornalisti che lessero la notizia “Anderson dopo Magnolia farà un film con Adam Sandler“, consapevole che quella scelta alla fine non compromise la sua visione, anzi. E soprattutto consapevole che qualsiasi faccia PTA viene qualitativamente elevata.

Non resta ora che aspettare qualcosa di più ufficiale, in un senso o nell’altro.

 

 

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