I migliori film degli anni 2010-2014: Ultima Parte

best_films_of_the_decade_so_far

Abbiamo iniziato a scoprire, ormai a metà decennio, i 50 migliori film degli anni 2010-2014, e ora siamo finalmente arrivati alla vetta.

Introduzione
Posizioni 50-41
Posizioni 40-31
Posizioni 30-21
Posizioni 20-11

 

10.  LEI  (di Spike Jonze, USA 2013)

Tranquilli, per chi ancora avesse dubbi o paure, la riposta la fornisce Spike Jonze: al cinema esiste ancora l’originalità, e quando è abbinata al cuore e al talento nulla può batterla. Fa impressione pensare che il rapporto tra un uomo e una macchina possa diventare una delle più grandi storie d’amore mai viste al cinema, ma l’abilità di Jonze e il talento degli attori Joaquin Phoenix e Scarlett Johansson (quest’ultima recitando solo con la voce) ci dicono che è davvero possibile. Lei è uno specchio su un futuro ormai prossimo, su una società ormai contemporanea inabile ai rapporti interpersonali, eppure è un grido di speranza e d’amore fortissimo. Delicato, ironico e toccante, Leipossiede quella scintilla che solo i grandi film riescono a comunicare.

 

 

9.  DRIVE  (di Nicolas Refn, USA 2011)

Boom. Come un fulmine a ciel sereno, assolutamente dal nulla, arriva il film cult dei prossimi decenni. Chi ha assistito alla prima proiezione al Festival di Cannes, senza ovviamente sapere nulla a priori, racconta ancora di come il film abbia squassato tutto, e mai dimenticherà quel giorno. Esprimere a parole la bellezza di quest’opera è difficilissimo, perchè come ripetuto più volte Drive è prima di tutto sensazioni, emozioni, silenzi, un film che va respirato invece di esser visto. Una favola moderna, un western metropolitano in cui le azioni e gli sguardi contano più delle sue (pochissime) parole: la giaccia con lo scorpione, le luci di una Los Angeles notturna mai così ipnotica, la musica electro-pop anni 80, i titoli di testa color rosa, l’ormai immortale scena dell’ascensore, e così via. Drive entra nella vostra testa e non ne esce più.

 

 

8.  HOLY MOTORS  (di Leos Carax, Francia 2012)

Ogni anno qualche giornalista o critico se ne esce con la solita frase, poi sempre smentita dai fatti: “il cinema è morto”. Il regista francese Leos Carax per supportare questa affermazione la smentisce in piena regola, realizzando uno dei film più strani, bizzarri, folli mai realizzati, un film impossibile da raccontare o spiegare, a cui non si può credere nemmeno durante la visione, e chi non lo capisce (tranquilli, non sono pochi) resta da ammirare la prova camaleontica di Denis Lavant. Finchè film assurdi come questo continueranno ad esistere, il cinema godrà una lunga e ricca vita.

 

 

7.  THE MASTER  (di Paul Thomas Anderson, USA 2012)

C’era tanta attesa attorno al ritorno sulle scene di Paul Thomas Anderson, e come sempre il grande autore non ha deluso regalandoci uno dei suoi lavori più complessi, stratificati, difficili e ricchi di sfumature. Una fantastica relazione tra due personaggi, uno sguardo sulle ferite interiori dell’America post-bellica, una discesa negli Inferi nebulosi della psicanalisi, la scoperta del fascino malefico di un culto religioso. Soprattutto, la miglior recitazione d’insieme dell’anno.

 

 

6.  AMOUR  (di Michael Haneke, Austria 2012)

Il film più duro dell’anno nel senso letterale del termine, impossibile da madare giù, capace di far vivere allo spettatore la medesima esperienza agonizzante dei protagonisti. Consigliare a qualcuno film di Michael Haneke è come augurargli due ore di sofferenza. Il cinema dell’autore austriaco è da sempre così, una tortura oppure un cattivo scherzo per gli spettatori, ma per una volta l’approccio è diverso: sarà l’età, sarà il tema toccato, ma il film è pieno di sentimento e amore, pur narrando la fine della vita, una emotività in grado di attaccare lo spettatore e non mollarlo più. Il film si digerisce a fatica, ma una volta fatto, l’esperienza non si dimentica più.

 

 

5.  BOYHOOD  (di Richard Linklater, USA 2014)

Ormai ci siamo quasi stancati di ricordare la realizzazione in 12 anni effettivi diBoyhood, perchè dietro c’è molto altro. Non è facile realizzare film così profondi e emotivi senza manipolare il pubblico, senza fare chissà quali complicati ragionamenti e creare chissà quale sequenza magistrale. Con le piccole cose, con i momenti semplici, Linklater ha trovato la chiave giusta. Il film è un racconto sulla crescita molto intimo e veritiero, è un viaggio, per nulla metaforico, nella vita di ognuno di noi. I protagonisti sono persone normali che incontriamo per strada, o potemmo essere noi: facciamo tante cose e ci sembra che il tempo non passi mai, non ci accorgiamo che tutto cambia sotto i nostri occhi. Il film è destinato più agli adulti che non ai ragazzi, perchè sono gli adulti, soprattutto i genitori, a cogliere di più il mutamento delle situazioni quotidiane, ad avere visto i propri figli diventare adolescenti quando solo il giorno prima erano bambini. Linklater non è certo un mago, ma un uomo che ha capito la potenza dei sentimenti e come incapsulare l’inafferrabile tempo al cinema.

 

 

4.  BIRDMAN  (di Alejandro Gonzales Inarritu, USA 2014)

Da dove cominciare? Non è facile, con ancora il suono delle percussioni che dal primo minuto entra pian piano nella testa di ogni spettatore. I più cinefili saranno colpiti dalla creazione del film come fosse un unico piano sequenza ininterrotto, gli altri noteranno la bravura degli attori e il curioso ruolo dato a Michael Keaton, che praticamente interpreta una versione di se stesso. Birdman è un film che definire complesso è dire poco, un esperimento ambiziosissimo di Inarritu che vuole criticare l’industria cinematografica odierna, troppo tendente ai blockbuster che soffocano i film artistici, e cerca di capire quale è il vero valore dell’arte e quale è il ruolo dell’attore. Riggan Thompson è uno dei personaggi più complessi e difficili degli ultimi anni, un marasma di sentimenti in movimento che combatte con il lavoro, la passione, la famiglia, la critica e il gusto del pubblico. E si può continuare senza sosta a scavare tra gli strati del film, perchè Birdman è un film straboccante di energia, ritmato, dinamico, incredibilmente godibile e rivedibile ogni volta. Una scarica di adrenalina come non se ne fanno più, un’opera per cui, forse, vale la pena spendere quel termine di 10 lettere che inizia con la C spesso abusato e usato fuori posto: questo non è il caso.

 

 

3.  THE SOCIAL NETWORK  (di David Fincher, USA 2010)

The Social Network è un film che parla di tante cose, ma sicuramente NON è un film su Facebook, e questo è paradossale ma estremamente significativo. Il film è soprattutto una gigantesca metafora sul mondo moderno, sugli anni che stiamo vivendo, sulla nostra società, su come sono cambiati i rapporti umani. Ed è al tempo stesso una grande storia americana, una storia di furbizia, determinazione, intraprendenza e ambizione, la storia di un ragazzo si intelligente ma normale diventato il più giovane miliardario al mondo incarnando perfettamente lo spirito del capitalismo. Molte volte fuori luogo si sente dire l’espressione “opera generazionale” ma questa pellicola lo è di certo. Raramente un film in tutte le sue componenti ha saputo racchiudere lo Zeitgeist di un tempo: siamo di fronte al nostro Gioventù Bruciata, al nostro Easy Rider, al nostro The Breakfast Club, al film che meglio di tutti definisce l’era di internet e la nuova America: è un film di vittoria e sconfitta, di innovazione e ispirazione tramite personaggi cinici e detestabili, un ‘opera complessa sulla complessità del mondo in cui viviamo oggi.

 

 

2.  INCEPTION  (di Christopher Nolan, USA 2010)

In un mondo dominato da remake, sequel, prequel, reboot, arriva questo film e spazza via tutto. Perchè nulla è come Inception e probabilmente nulla sarà come Inceptiondopo. Un universo parallelo, un viaggio mentale, un continuo scartare livelli della psiche che nemmeno si pensa di avere. Inoltre, grazie al rapporto tra Cobb e Mal, la manifestazione dei sensi di colpa del primo, Inception è anche un racconto sui rapporti umani, su quanto il desiderio possa sfociare nella follia, su come ogni azione umana è guidata dalla passione, sull’amore che diventa irrazionalità. Inception ha calore, ha un cuore che batte, e batte così forte che nell’ultima scena noi spettatori rimaniano dilaniati ma il protagonista ha già compiuto la sua scelta precisa facendosi beffa di ogni ambiguità e ogni dubbio: ha compiuto una scelta di cuore. Dopo Inceptionnon si sogna più nello stesso modo, non si ascoltano più le note di “je ne regrett rien” nello stesso modo, non si pensa più nello stesso modo, soprattutto non si sottovaluta più l’intelligenza dello spettatore. E noi per tutto questo siamo davvero grati. Buon sogno a tutti.

 

 

1.  THE TREE OF LIFE  (di Terrence Malick, USA 2011)

Abbiamo aspettato quasi tre anni dalla fine delle riprese per vedere l’uscita di questo film, ma col senno di poi possiamo dire tranquillamente che ne è valsa la pena. La storia di una famiglia texana degli anni 50 viaggia in parallelo con la nascita dell’Universo e della Terra, affrontando in poco di più di due ore tutti i sentimenti possibili, racchiudendo con delicatezza e forza il senso della vita come nessun altro aveva mai fatto. Solo un vero artista con la A maiuscola come Terrence Malick poteva realizzare un’opera simile, in cui le immagini diventano pura poesia e il cinema si fonde con la natura che rappresenta, creando alcune tra le sequenze più affascinanti e spettacolari mai viste sul grande schermo. Se al termine della visione siete scossi con i brividi non vi preoccupate, avete appena vissuto un’esperienza piuttosto che aver visto un film.

 

 

Vedremo quanti e quali film resisteranno in classifica quando sarà il momento di vedere i migliori titoli dell’intero decennio!

 

2 pensieri su “I migliori film degli anni 2010-2014: Ultima Parte

  1. Nel mio commento potrei parlare della bontà delle vostre scelte. Dei capolavori inseriti e di quelli non inseriti. Di quei film che pochi, ne sono certo, conoscono e magari occupano posti di riguardo nella Vostra classifica. Potrei fare finta di conoscere la totalità delle pellicole qui elencate quando in realtà 5 o 6 titoli erano completamente sconosciuti e probabilmente non avrei mai avuto la (s)fortuna di vedere tali film.
    Si potrebbero dire tante cose di questa classifica ma racchiudo tutti i miei pensieri in un sincero e disimpegnato grazie.
    Per questo lavoro in particolare e per tutto quello che fate su questo blog e avete fatto sul vecchio sito che seguivo con passione e temevo di aver perduto prima di ritrovarvi felicemente in questo nuovo formato.
    Secondo il parere personale di chi vi scrive, non avete ancora il pubblico che vi meritereste, ma i tanti (spero e ne sono certo) che vi seguono sono certi e sicuri di poter trovare sempre in questo sito una trama,un’opinione, un pensiero o una critica scritti con competenza e passione.
    Non cambiate, bastardi!

    Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...