I tanti trailer usciti nel week-end

Negli ultimi giorni sono stati rilasciati online una valanga di trailer notevoli di film interessanti, tutti insieme come se il giorno successivo ci fosse la fine del mondo. Talmente tanti che pure io ho perso un po’ il conto, e ora cerco di recuperarli mettendoli tutti in un articolo unico.

Naturalmente, da politica del blog, io riporta sono quello veramente importante o quello che mi interessa, quindi si, è un avviso per dire che in questo articolo non troverete traccia del trailer dell’inutile remake di Point Break

 

The Walk

Di questo era già uscito il teaser un paio di mesi, non mi aveva entusiasmato e confermo ora il giudizio col filmato esteso. Zemeckis è un regista di alti e bassi, Joseph Gordon-Levitt pare piuttosto fuori parte con quel trucco e quell’accento. La storia è indubbiamente affascinante, ma mi accontento del bellissimo documentario Man on Wire per ricordarla.

 

Suffragette

Probabilmente questo è un film che ci ritroveremo nella stagione dei premi. Tema importante, spazio alla recitazione, ricostruzione formale impeccabile.

 

Everest

Il cast è semplicemente da urlo, così tanto da chiedersi perchè simili fortune non capitino a progetti più importanti. Probabilmente sarà un ottimo film, anche se il trailer lo vende molto come film più commerciale che non autoriale, ma sinceramente al momento mi ispira pochissimo.

 

Z for Zachariah

Al Sundance ha strappato molti applausi, ed è l’ennesima prova che l’astro nascente Margot Robbie ha talento oltre che il look giusto. Il trailer, ovviamente, vende molto il triangolo amoroso, e meno gli aspetti psicologici della storia da cui è tratto. Ma mi fido del regista Craig Zobel , il cui primo film Compliance, mai uscito in Italia, era una perla di tensione e manipolazione mentale.

 

Mistress America

Eccolo il film che più aspetto di questo plotone, e uno dei miei più attesi dell’anno (ma so già che in Italia faticherà ad arrivare, sono molto zen al riguardo). Questa seconda parte di carriera di Noah Baumbach, segnata dall’incontro sentimentale e professionale con Greta Gerwig, ha portato con grande talento la Nouvelle Vague nel cinema indipendente americano – esagero per entusiasmo – e, pur facendo più o meno sempre lo stesso film col medesimo tema, le difficoltà di inserimento di giovani nel mondo attuale, ha un’abilità incredibile nel creare personaggi credibilissimi, nel costruire i piccoli momenti, nel cadenzare umorismo e realtà. E anche questo film promette molto.

 

 

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