I migliori film degli anni 2010-2014: Prima Parte

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Come promesso pochi giorni fa, ormai a metà decennio è il momento di scoprire i migliori film degli ultimi 5 anni.

Come sempre, ricordo sempre che questa non è una classifica scientifica, ma ho cercato ancora una volta di includere il meglio del meglio, senza pregiudizi e rimanendo più imparziale possibile. I criteri utilizzati si collegano alle recensioni critiche ottenute e l’importanza e l’influenza dei film raggiunta nel corso degli anni, e infine ovviamente il gusto personale.

Insomma, godiamoci questa cavalcata e non fate mancare nei commenti i vostri film preferiti!

 

50.  INTERSTELLAR  (di Christopher Nolan, USA 2014)

Di questo film, che sia piaciuto o no, si parlerà per molto tempo, dopotutto nessuno al giorno oggi sforna film come li fa Nolan. Molti hanno la sua ambizione, pochi come hanno la visione giusta, e ovviamente anche i mezzi, per tramutarla in realtà. Realizzare un film di tre ore completamente originale, intelligente, complesso, non accessibile a tutti, con zero potenzialità di sequel e merchandising, che parla di viaggi nel tempo e fisica quantistica: chi altri può farlo e incassare miliardi al tempo stesso? Ma tra buchi neri e viaggi interstellari, tra astronavi e pianeti inesplorati, Interstellar è soprattutto un grande film per famiglie, con al centro una storia tra padre e figlia che è il motore pulsante di tutto. Nolan è spesso stato accusato di girare film troppo freddi e cerebrali, e non sappiamo se il regista inglese abbia preso a cuore questa accusa, oppure se con i figli che crescono abbia deciso di realizzare film che possa lasciare un messaggio, ma Interstellar è appunto un film enormemente emozionale costruito interamente sul rapporto genitore-figlio. Soprattutto, è un film che ci restituisce il senso di meraviglia, la voglia di andare al cinema per essere stupiti per rimanere storditi. Merce rara, almeno che voi non siate Christopher Nolan.

 

 

49.  LA GUERRA E’ DICHIARATA  (di Valerie Donzelli, Francia 2011)

Il cinema spesso ha affrontato situazioni terribili come la malattia, ma raramente lo ha fatto con tanta sincerità e vitalità. Quella messa in scena nel film della Donzelli è una guerra dichiarata al dolore, alla sofferenze, all’istinto di arrendersi. Il film è ricco di energia, voglia di sperare e vivere, con una positività invidiabile e contagiosa. Se pensiamo che gli attori protagonisti, coppia nella vita reale, hanno davvero vissuto la tragica esperienza del film, si rimane davvero senza fiato. Il cinismo e soprattutto la melensaggine forzata sono fortunatamente da un’altra parte.

 

 

48.  SCOTT PILGRIM VS THE WORLD  (di Edgar Wright, USA 2010)

Il film di Edgar Wright non è un film basato su un fumetto, è un autentico fumetto che prende vita sul grande schermo. Riporta al cinema magicamente non solo il look visivo, ma addirittura il ritmo, il tono e l’energia, soprattutto costruendo in maniera fedelissima un universo legato ai videogiochi. Fantastiche scene di lotta, battute e momenti esilaranti a ripetizioni, la strepitosa prova di Michael Cera, questo film si è meritato il suo status di cult e la piena iscrizione nella storia del cinema.

 

 

47.  LOOPER  (di Rian Johnson, USA 2012)

In un modo pieno di remake, reboot, sequel e franchise, trovare un’opera originale nel vero senso della parola è sempre più difficile. Rian Johnson, un giovane autore arrivato al terzo film (purtroppo ancora semi-sconosciuto in Italia) da tenere sempre più d’occhio, inverte la tendenza e ci regala un film che gioca con grandi maestria tra viaggi nel tempo e domande interiori. La risposta, fortunatamente, è grande cinema.

 

 

46.  NO  (di Pablo Larrain, Cile 2012)

Immaginiamo che per lo spettatore moderno, abituato o quasi assuefatto a tecnologie avanzate, 3D ovunque, motion capture, effetti speciali all’avanguardia, non deve essere semplice guardare un film girato volontariamente in bassa definizione, con una telecamera a mano degli anni ’80. Ma accettata la premessa, la visione sarà anche fondamentale. La tecnica di Larrain ci immerge nel mondo dell’epoca, nel Cile che cercava di emanciparsi da una dittatura, in una società spaccata, mostrandoci come il modo di realizzare una pubblicità possa essere il vero spartiacque tra vecchio e nuovo mondo.

 

 

45.  COPIA CONFORME  (di Abbas Kiarostami, Francia/Iran 2010)

Nel cinema di Kiarostami la parola ha sempre avuto un’importanza insostituibile. Tra i grandi autori più “ostici” al grande pubblico, quelli che sfruttano silenzi e rarefazioni, il maestro iraniano è invece quello che più dà spazio ai dialoghi. I suoi personaggi parlano sempre tanto, e in Copia Conforme la parola diventa strumento dell’essere: due personaggi che recitano di essere una coppia, parlando tra di loro, si lasciano trascinare più del dovuto, la parola diventa emozione e sensazione che non si dovrebbe provare. La parola diventa analisi, psicologica e dolore, di speranze e illusioni che non appartengono ai personaggi, ma comunque sono loro in quanto essere umani.

 

 

44.  BEGINNERS  (di Mike Mills, USA 2011)

Aver fatto uscire questa gemma direttamente in dvd è un’onta che non perdonerò mai alla distribuzione italiana. Poco dopo la morte per cancro della madre, il padre di Oliver (Ewan Mcgregor) gli confessa di essere gay e di esserlo sempre stato per tutta la durata del suo matrimonio, e poco dopo  anche lui si ammala di cancro ai polmoni. Dopo la sua scomparsa, Oliver conosce un affascinante attrice francese (la splendida Melanie Laurent) e inizia una nuova vita. Racconto autobiografico del regista e sceneggiatore Mike Mills, il film mette in parallelo il rapporto tra Oliver e il padre negli ultimi mesi di vita di quest’ultimo e l’inizio di una storia d’amore tra Oliver e Anna, con tutti trucchi scenici e di scrittura del grande cinema indipendente. Un film meravigliosamente malinconico ma soprattutto vero, sincero, spontaneo, avvolto in un’atmosfera unica e intima, capace di strappare sorrisi e lacrime, in grado di passare dalla tristezza alla scoperta della felicità. Una perla che pochi hanno visto, ma vale la pena essere recuperata.

 

 

43.  127 ORE  (di Danny Boyle, USA 2010)

Spesso il cinema ci ha proposto thriller retti per tutta la propria la durata dalla presenza di un solo attore, il più volte intrappolato in qualche situazione estrema. Ci voleva però il linguaggio cinematografico e la sensibilità british di Danny Boyle per trasformare una trama simile in una esperienza di vita, un viaggio emozionale tout court che tocca le corde dell’animo e regala momenti indimenticabili. La prestazione di James Franco è naturalmente da incorniciare, regge in maniera incredibile la scena ed entra in contatto con gli spettatori riuscendo a trasmettere le proprie sensazioni, e tramite flashback ed un montaggio da videoclip Boyle non ci fa perdere un solo istante di questa esperienza poco raccomandabili. Una storia realmente accaduta, che solo il cinema poteva trasformare in un inno alla vita.

 

 

42.  UN GELIDO INVERNO  (di Debra Granik, USA 2010)

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Saranno le terre aride e gelate, sarà l’inverno e suoi colori mortiferi, saranno i volti di personaggi abbrutiti da una vita difficile, ma già solo l’atmosfera di questo film è un’arma vincente. Un’atmosfera onnipresente, soffocante, melliflua, essa stessa una protagonista della storia. Teoricamente Winter’s Bone è un thriller, ma dietro le semplici etichette si nasconde una grossa esplorazione dei lati più oscuri delle persone, una indagine psicologica su quanto di brutto l’uomo è disposto a fare per sopravvivere. Romanzo di formazione e opera realista al tempo stesso, il film non nasconde mai i difetti della provincia americana, e con i volti emaciati di Jennifer Lawrence e John Hawkes regala qualcosa difficile da dimenticare.

 

 

41.  BLUE VALENTINE  (di Derek Cianfrance, USA 2010)

Una storia d’amore costruita sull’interpretazione dei due attori. Quanto di più semplice? Eppure questo film è tutto meno che semplice. Blue Valentine è un’opera complessa, matura, straziante, vera e così dannatamente forte nel trasmettere sentimenti universalmente dolorosi. Il passato, fatto di colori accesi e tanta voglia di stare insieme, e il presente, più spento cromaticamente e arato da continui compromessi e felicità soffocata. Ancora una volta, qualcosa di molto chiaro portato in avanti nella maniera meno standard possibile, con tanta onestà e amore per le difficoltà dei personaggi.

 

 

Prossima settimana scopriremo le prossime dieci posizioni!

 

 

5 pensieri su “I migliori film degli anni 2010-2014: Prima Parte

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