La Palma d’Oro (e delle polemiche) è di Jacques Audiard

La prima cosa detta da Joel Coen nella conferenza stampa post-cerimonia è inequivocabile, quasi a volersi parare da qualsiasi, inevitabile, polemica: “la nostra è una giuria di artisti e non di critici“. Nel mondo del cinema, specie quando si parla di premi, c’è sempre e ci sarà sempre questa netta scollatura di giudizi tra stampa e addetti ai lavori, una sconnessione che fa discutere costantemente.

Dopotutto non vi ho racconto bugie se in due articoli ho riportato i giudizi della stampa entusiasti su determinati film, freddi su altri film, deludenti sulla selezione francese, e poi a festival chiuso ci troviamo con ben tre film francesi a premio tra cui addirittura la Palma d’Oro, una delle decisioni più sorprendenti degli ultimi anni. E se alla proclamazione del vincitore, dalla sala stampa sono arrivati fischi e cori di disapprovazione, qualcosa vorrà pur dire.

Leggere e interpretare questo palmares, soprattutto per chi come me non era presente e quindi non ha visto i film in concorso, è quasi impossibile, ma analizzare i soliti problemi tra chi il cinema lo fa e chi di cinema scrive è molto facile. La Palma d’Oro a Jacques Audiard mi rende molto felice, sono un grande fan del regista che ritengo tra i migliori autori europei in attività, ho amato tutti i suoi film, ma pur non avendo visto ancora il suo Dheepan, che sicuramente sarà bellissimo, il sentore del compromesso è presente. Non che la giuria volesse dare un premio alla carriera a Audiard – dopotutto le giurie cambiano ogni anno e non colpa dei Coen se non aveva vinto in precedenza con Il Profeta o Un Sapore di Ruggine e Ossa – ma il fatto di farlo vincere non col suo migliore film a detta della stampa, esattamente come successo lo scorso a Ceylan, stona un po’. Dopotutto nella conferenza stampa della giuria è apparsa chiara una spaccatura di entusiasmi nel gruppo tra il vincente Dheepan e Son of Saul, che ha vinto il secondo posto col Grand Prix: probabilmente, ma questa è una mia ipotesi, di fronte ad una giuria divisa in due si è alla fine optato per dare il secondo posto al film ungherese, facendo il ragionamento che è di un regista debuttante, e la Palma a Audiard per meriti acquisiti. Ripeto, è una mia ricostruzione, ma captando varie parole non mi stupirei fosse molto vicina alla realtà.

E il plotone italiano, mai corposo ma soprattutto mai così forte qualitativamente come quest’anno, è rimasto a secco. Un vero peccato. Certo, l’amarezza è mitigata dalla consapevolezza che Moretti, Sorrentino e Garrone non hanno bisogno di premi e qualcosina di molto grosso in carriera l’hanno già vinta, e soprattutto dal fatto che i film sono stati ricevuti benissimo dalla stampa internazionale (il paradosso è che la stampa straniera è rimasta stupita più di quella italiana su questa mancanza di premi), ma l’amaro in bocca rimane perchè l’occasione di fare bene nel palmares era davvero a portata di mano. E ripeto, tutto questo non ce lo siamo inventato: addirittura i giornalisti francesi, solitamente molto nazionalisti in tutto, hanno fischiato i propri film preferendo Moretti, a riprova potete guardare qui sotto le medie dei voti della stampa internazionale (prima immagine) e della stampa francese (seconda immagine). Guardate un po’ quale film ha più Palme per i giornalisti?

CFwwRcLWYAEQj4H

CFw9G0tWoAAPfBz

 

Moretti se ne farà una ragione tornando a casa e lucidando la Palma che ha già vinto. A noi resta un festival un po’ sottotono rispetto agli ultimi anni, in cui anche le sezioni collaterali del Un Certain Regard e della Settimana della Critica non hanno fatto impazzare, la consapevolezza che il cinema italiano ha grandissimi autori con grande originalità, e la voglia di vedere comunque tanti film passati nel concorso, a cominciare proprio da Dheepan e Son of Saul, che probabilmente già da ora sono i favoriti per il prossimo Oscar al film straniero. Ma questa, come sapete, è un’altra storia.

 

 

p.s. Per dovere di cronaca, ecco il palmares completo di Cannes 2015. Non chiedetemi come ho fatto nei pronostici ad azzeccare attore, attrice, regista, e sbagliare solo la posizione di Grand Prix e Palma: non lo so nemmeno io.

Palma d’Oro:
DHEEPAN di Jacques Audiard

Grand Prix du Jury (secondo posto):
SON OF SAUL di Lazlo Nemes

Prix du Jury (terzo posto):
THE LOBSTER di Yorghos Lantihimos

Miglior Attore:
VINCENT LINDON per The Measure of a Man

Miglior Attrice (ex aequo):
ROONEY MARA per Carol / EMMANUELLE BERCOT per MOn Roi

Miglior Regista:
HOU HSIAO HSIEN per The Assassin

Miglior Sceneggiatura:
CHRONIC di Michael Franco

 

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...