A che punto siamo col Festival di Cannes?

A che siamo punto col Festival di Cannes? La celebrazione di cinema più prestigiosa al mondo si svolge, come ben sapete, proprio in questi giorni, e oltretutto grazie al sito ufficiale del festival potete anche assistere in diretta a tantissimi momenti, interviste, eventi e pure vedere red carpet. Certo, non possiamo vedere da casa la cosa più importante, ovvero i film, ma ormai grazie al web i giudizi della stampa dopo le proiezioni arrivano immediatamente, non solo recensioni, ma anche le più semplici opinioni con un sintetico ma efficace tweet.

Abbiamo ormai passato la metà del festival, che ricordiamo si chiuderà domenica, e parecchi film del concorso ufficiale sono stati proiettati. Cerchiamo di capire cosa sta venendo fuori.

Al momento, uno dei primi dati ad emergere è la debolezza dell’offerta nazionale al Festival, ovvero i film francesi. Ben 4 film francesi dei 6 in totale in concorso sono stati svelati, e nessuno ha veramente convinto. Il film d’apertura del festival, La Tete Haute di Emmanuelle Bercot, è forse quello che ha ottenuto le migliori recensioni del gruppo, ma senza alcuna eccellenza. I film La Loi du Marche e soprattutto Mon Roi sono passati abbastanza sotto silenzio, mentre addirittura Marguerite et Julien di Valerie Donzelli, uno dei film con più attese alla vigilia, anche mie, ha ricevuto molte opinioni negative. Manca forse l’asso migliore del gruppo, il film di Jacques Audiard che ancora deve essere proiettato, ma si può dire quello già ipotizzato al momento dell’annuncio del programma: il cinema francese è fortissimo ogni anno, ma questa selezione non ne rappresenta le potenzialità. Siamo sinceri, se il direttore del Festival di Venezia avesse portato in programma un gruppo di film italiani così numeroso ma così debole, sarebbe stato mangiato vivo dalla stampa.

Tre film passati senza scossoni, pur essendo molti attesi alla vigilia, sono altrettanto abbastanza identificabili, e purtroppo c’entriamo anche noi italiani. Il primo Our Little Sister del giapponese Hirokazu Kore-eda, che due anni fa qui a Cannes vinse il premio della sceneggiatura, ma forse per lo stile compassato e minimalista del film, nessuna recensione o opinione è stata entusiasta: sia chiaro, nessuno negativa, ma l’umore non è quello del film che conquista l’atmosfera. Il secondo è Louder Than Bombs del norvegese Joachim Trier, anche questo con recensioni tutto sommato positive – ma anche con alcune negative, forse di più in numero in quest gruppetto – senza però appunto alcun entusiasmo. E il terzo è proprio l’italiano Il Racconto dei Racconti, per molti alla vigilia invece tra i grandi favoriti: il film di Matte Garrone è piaciuto ma non ha colpito, forse non ha convinto la scelta del fantasy dopo i suoi successi molto piantati nella realtà quotidiana, criminale o sociale che sia.

A parte c’è l’unico film, unico almeno finora, che ha ricevuto solo recensioni negative, anzi, possiamo dire senza mezzi termini che sia stato massacrato dalla critica e addirittura fischiato nella proiezione stampa (un fastidioso atteggiamento che come ben sapete non è nuovo a Cannes): parliamo di Sea of Trees di Gus Van Sant, che non è piaciuto a nessuno, è stato definito noioso e anche insensato narrativamente. Peccato, dati i nomi coinvolti nel progetto.

Arriviamo invece alle note positive, i 4 film finora visti in concorso che hanno strappato applausi e sembrano i più papabili per la Palma d’Oro. Partiamo da The Lobster del greco Yorgos Lanthimos, questa bizzarra love story distopica che ha convinto col suo stile idiosincratico, e pur essendo un cinema ostico ha spazzato via i dubbi grazie al tono grottesco. C’è poi la vera rivelazione del festival, il film ungherese Son of Saul, su cui pochi alla vigilia puntavano, e invece ha convinto tutti e ottenuto recensioni entusiaste, imponendo subito il nome del regista debuttante Lazlo Nemes. Il vero motivo d’orgoglio nostrano è poi la presenza in questo gruppo di Mia Madre di Nanni Moretti, un veterano amatissimo da Cannes che ancora una volta ha lasciato il segno, commuovendo e facendo ridere la stampa che ha tributato al film ben 10 minuti d’applausi. E infine, forse il film del concorso che finora ha ricevuto più apprezzamenti e più convincenti, è Carol di Todd Haynes, l’attuale favorito che senza ombra di dubbio avrà le gambe lunghissime per dire la sua pure ai prossimi premi Oscar.

Sono questi i 4 film favoriti? Come detto si, ma ricordiamo che siamo solo a metà, mancano ancora alla proiezione ben 8 film, tra alcuni pesi massimi come Dheepan di Jacques Audiard, La Giovinezza del nostro Paolo Sorrentino, e Mountains May Depart di Jia Zhang-ke, tre film che potrebbero scombussolare tutto e diventare i veri favoriti. E poi ricordiamo la cosa più importante, ovvero che i giudizi fin qui riportati sono della stampa, ma a decretare i vincitori è la giuria presieduta dai fratelli Coen, e ovviamente non abbiamo la minima idea di cosa possa pensare la giuria di questi film o come vogliano distribuire i premi.

Insomma, tutto è ancora in ballo.

 

 

3 pensieri su “A che punto siamo col Festival di Cannes?

  1. Pingback: Cannes è finito, impazza il Toto-Palma | bastardiperlagloria2

  2. Pingback: La Palma d’Oro (e delle polemiche) è di Jacques Audiard | bastardiperlagloria2

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