I miei film più attesi di Cannes 2015

di Emanuele D’Aniello

 

Dopodomani è un giorno felice per tutti i cinefili, inizia infatti quella cosetta chiamata Festival di Cannes. Anche per chi non è lì sulla croisette – come il sottoscritto, purtroppo, e come la maggior parte degli appassionati – Cannes è forse l’apice della qualità cinematografica di un determinato anno, anche per coloro che non vedono quei film, e non li vedranno per molti mesi, solo sapere le notizie, i commenti dopo le proiezioni e le prime recensioni è ugualmente emozionante.

Nel 2011 e nel 2012 i vincitori della Palma d’Oro sono finiti al primo posto nella classifica dei miei film preferiti dell’anno, capirete quindi che l’offerta di Cannes la guardo con un occhio molto attento. Ho deciso quindi di stilare, per prepararci al meglio alla nuova edizione, un elenco dei 15 film che personalmente più attendo, titoli presi non solo dal concorso ufficiale ma da tutte le sezioni collaterali, a testimoniare la quantità e qualità di film che il festival presenta. 

 

15. THE SEA OF TREES (di Gus Van Sant, USA)

Concorso Ufficiale

Ad essere pienamente sinceri, Van Sant non è mai una autentica certezza: passa con estrema facilità da film commerciali, ma sempre autoriali, a prodotti più di nicchia, spesso fin troppo. Ma è uno che ha già una Palma d’Oro a casa, non dimentichiamolo. Questo titolo sembra mettersi nella prima categoria, un classico film drammatico ma costruito da una solida storia e un notevole cast. Il classico film che dà allo spettatore esattamente ciò che ci si aspetta. E poi diciamolo, da quando è artisticamente rinato, Matthew McConaughey non ha ancora sbagliato un film.

 

14.  GREEN ROOM  (di Jeremy Saulnier, USA)

Quinzaine des Réalisateurs

L’opera prima di questo regista, il fantastico thriller Blue Ruin, probabilmente in Italia è stato visto dal sottoscritto e da un’altra decina di appassionati irriducibili: non uscito al cinema, nemmeno distribuito in dvd, recuperatelo in streaming e non ve ne pentirete. Dopo ottime critiche, Saulnier si è guadagnato per il suo secondo film la chance di un budget più sostanzioso – siamo comunque parlando sempre di film indipendenti – e nomi famosi per il cast.  film è incentrato su una banda punk rock che si ritrova intrappolata in un luogo appartato dopo aver scoperto per caso un atto di violenza: dovranno lottare per le loro vite contro una banda di skinhead.

 

13.  DOPE  (di Rick Famuyiwa, USA)

Quinzaine des Réalisateurs

Ogni anno arrivano le sorprese che non ti aspetti, nel senso che prima non se ne sapeva nemmeno l’esistenza. Dope arriva dal Sundance Festival, che spessissimo ogni anno vede le proprie opere migliori sbarcare a Cannes, dove ha stupito tutti e ottenuti grandi recensioni. E’ una storia giovanile fatta con lo stile più giovanile possibile, ma paradossalmente è ambientato nel mondo degli anni ’90.

 

12.  Cemetery of Splendour (di Apichatpong Weerasethakul, Thailandia)

Un Certain Regard

Per i cinefili, questo regista dal nome tremendo è soprannominato semplicemente Joe, quindi chiamiamolo così e facciamo prima. Il vincitore della Palma d’Oro del 2010, una delle vittorie più sorprendenti e discusse degli ultimi decenni, ritorna finalmente con un nuovo film a cui però spetta solo una sezione collaterale e non il concorso: un segno di debolezza del film o un puro problema di posti? A prescindere da tutto, sulla carta il film è comunque imperdibile, e ha tutto l’aspetto assolutamente ostico e sperimentale, e diciamolo spesso irritante, dei tipici lavori del nostro Joe.

 

11.  Dheepan  (di Jacques Audiard, Francia)

Concorso Ufficiale

Alla vigilia del Festival, questo è ancora uno dei film più misteriosi, sappiamo solo che è la storia di un combattente che fugge dallo Sri Lanka per diventare il custode di una residenza pubblica nella periferia di Parigi. Ma è un film di Audiard, che viene dalla strepitosa doppietta Il Profeta / Un Sapore di ruggine e ossa, e a Cannes non delude mai.

 

10.  Mountains May Depart  (di Jia Zhang-Ke, Cina)

Concorso Ufficiale

Tra i tanti grandi autori cinesi contemporanei, Zhang-Ke è forse quello con i piedi piantati per terra, sempre attento al sociale e alle tradizioni, e per questo, anche uno dei più osteggiati dal governo. Altro nome abituale per Cannes, altro nome che non ha mai deluso al festival, questo nuovo film sembra uno dei suoi più ambiziosi, con una storia divisa in tre parti che termina addirittura nell’anno 2025. No, tranquilla, non parliamo di fantascienza, Zhang-Ke non ne ha bisogno.

 

9.  LA GIOVINEZZA  (di Paolo Sorrentino, Italia)

Concorso Ufficiale

Poco da dire qui, parliamo del nuovo film di uno dei nostri migliori registi, forse quello al momento più apprezzato all’estero, abitudinario di Cannes dove porta il suo secondo film in lingua inglese. I trailer fin qui distribuiti hanno suggerito quello potrebbe essere il film finora più lineare e emotivo di Sorrentino: scopriremo a breve se così sarà, con l’uscita del 21 maggio nei nostri cinema.

 

8.  MARGUERITE ET JULIEN  (di Valerie Donzelli, Francia)

Concorso Ufficiale

Marguerite e Julien, figlio e figlia di Lord di Tourlaville, si amano di un amore tenero fin dall’infanzia, ma crescendo, il loro amore si trasforma in una passione che comincia a scandalizzare la società che gli sta attorno: incapaci di resistere ai loro sentimenti, decidono di fuggire. Una storia incestuosa dunque, che sicuramente non sarà per nulla banale o ripugnante nelle mani della Donzelli, una regista che sa come affrontare temi delicati e personali con sentimento, originalità e soprattutto sincerità.

 

7.  CAROL  (di Todd Haynes, USA)

Concorso Ufficiale

Todd Haynes purtroppo non è tra gli autori più prolifici in circolazione, ed è un grande peccato, vedendo la sua notevolissima filmografia. Il suo nuovo film è quindi un bene prezioso, curato per essere davvero imperdibile: dalla fonte, un romanzo di Patricia Highsmith, al cast, con la solita perfetta Cate Blanchett.

 

6.  MAD MAX: FURY ROAD

Proiezione Speciale Fuori Concorso 

Lo vedremo nei nostri cinema tra pochissimo, ma l’hype è davvero tanto, non solo per la saga che lo precede, ma per i trailer e le immagini fin qui rilasciati: semplicemente folli.

 

5.  MACBETH  (di Justin Kurzel, Gran Bretagna)

Concorso Ufficiale

Il Macbeth è la mia tragedia shakespeariana preferita, e paradossalmente una delle meno rappresentate al cinema, che invece è stracolmo di adattamenti delle opere del Bardo. Quindi, con uno duo di protagonisti fantastico, non vedo davvero l’ora di poterlo ammirare.

 

4.  IL RACCONTO DEI RACCONTI  (di Matteo Garrone, Italia)

Concorso Ufficiale

Anche in questo caso la distribuzione è stata clemente, e tra pochissimo lo vedremo al cinema. Un fantasy italiano, da uno dei nostri registi migliori e più versatili, è davvero un’occasione imperdibile.

 

3.  THE LOBSTER  (di Giorgos Lanthimos, Grecia/Gan Bretagna)

Concorso Ufficiale

Finora il giovane regista greco Lanthimos ha realizzato due film, mai arrivati al cinema, entrambi cult del circuito festivaliero, e uno più folle come trama e ostico come stile dell’altro. Qui debutta in lingua inglese con un cast di prima classe, ma fortunatamente non perde il suo gusto per l’assurdo: la vicenda si svolge in un futuro immaginario, in cui i single vengono considerati dei fuori legge nella Città e, in quanto tali, vengono arrestati e rinchiusi in un Hotel dove sono costretti entro due settimane a trovare un compagno, pena la loro trasformazione in animali che verranno abbandonati nel bosco.

 

2.  SICARIO  (di Denis Villeneuve, USA)

Concorso Ufficiale

Chi legge da tempo il nostro sito, poi blog, e sente i nostri podcast, sa benissimo che il canadese Villeneuve è uno dei “nuovi” autori che più amiamo. Qui presenta forse uno dei suoi film più commerciali, ma con un fantastico cast guidato dalla sempre brava Emily Blunt, ormai esperta dei ruoli femminili da dura.

 

1.  INSIDE OUT  (di Pete Docter, USA)

Proiezione Speciale Fuori Concorso 

Sono due anni che la Pixar non ci regala un nuovo film, tre anni da un film originale, addirittura cinque anni da un film davvero bello. Troppo per una compagnia che ha settato standard di qualità inarrivabili nel decennio scorso. Questo film ha tutte le carte in regole per invertire la rotta negativa: fidiamoci di Pete Docter, uno dei grandi nomi che ha contribuito a rendere grande l’animazione di casa Pixar.

 

Solo 15 film come detto, ho sacrificato molti titoli che vorrei tanto vedere, ma Cannes offre davvero tantissimo in ogni sezione. Anche se da spettatori lontani, gustiamoci questi giorni di grande cinema.

 

 

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