I 100 anni di Orson Welles

100 anni fa esatti, il 6 maggio 1915 nella piccola Kenosha del Wisconsin, nasceva uno dei più grandi registi di sempre: Orson Welles. Sicuramente il più rivoluzionario cineasta mai esistito, l’etichetta di regista va quasi stretta a Welles – ma ad essere sinceri un po’ tutto gli andava stretto, essendo arrivato a pesare 140 chili per 1.90 di altezza – perchè possiamo definirlo anche un autore teatrale, un grande attore, un creatore di storie come pochi altri, un innovatore radiofonico. E sia chiaro, ha raggiunto l’eccellenza in tutti questi campi. Soprattutto all’ultimo citato, il suo rapporto con la radio, deve l’inizio della propria popolarità: era il 30 ottobre 1938, e un giovane Welles durante una trasmissione radiofonica lesse, senza alcun preavviso o spiegazione, un adattamento scritto da Howard Koch de La guerra dei Mondi, celebre romanzo di fantascienza di H. G. Wells, scatenando il panico in gran parte degli Stati Uniti dato che molti radioascoltatori arrivarono a credere che la Terra stesse effettivamente subendo l’invasione da parte di una flotta aliena.

Anche e soprattutto questo era Orson Welles, il cui senso dell’umorismo era fuori confine come ogni cosa fatta in vita.

Dopotutto parliamo di un ragazzo che a 25 anni (!) debutta al cinema come regista, sceneggiatore, produttore, montatore e attore protagonista di Quarto Potere, da decenni per la maggior parte dei critici il miglior film mai realizzato. Un 25enne che con l’uso delle luci, i movimenti di macchina liberi, la profondità di campo, il montaggio coraggioso e i flashback rivoluziona il cinema come mai prima di lui nessuna aveva fatto, non può essere un 25enne normale. Non a caso è solo l’inizio di una radiosa carriera che ci regalerà L’Orgoglio degli Amberson, Lo Straniero, La Signora di Shangai, L’Infernale Quinlan, Il Processo, F come Falso, e poi, grazie alla fascinazione per le opere di Shakespeare, leggendari adattamenti di Otello, Macbeth, e la creazione del Falstaff. Una carriera talmente importante abbinata ad un personaggio così turbolento che non può procedere in maniera lineare e tranquilla: Welles ci avrebbe regalato chissà quanti altri capolavori se, dopo la rottura con Hollywood, non avesse dovuto continuamente peregrinare per cercare fondi per i propri film, un’avventura che lo portò a partecipare a molti film minori come attore – escludiamo ovviamente quella meraviglia di Il Terzo Uomo – per racimolare soldi, probabilmente anche per mantenere la propria famiglia (tre figlie da tre moglie diverse, e non c’è da stupirsi).

 

Parlare di Welles ora non è facile, ma il centenario della sua nascita è una grande occasione per celebrarlo con alcuni regali. Al proposito, la compagnia britannica Mr. Bongo ha restaurato una delle sue opere più famose ma al tempo stesso più difficili da reperire sul mercato, ovvero il Falstaff, film che Welles creò adattando quattro separate opere di Shakespeare –  Enrico IV, Enrico V, Le allegre comari di Windsor e Riccardo II – che hanno come protagonista l’omonimo personaggio. Il restauro completato ha portato alla nuova uscita in dvd dell’opera nel mercato inglese, e presto dovrebbe arrivare anche la versione italiana. Intanto possiamo ammirare il trailer del nuovo dvd restaurato:

 

Ma anche nel nostro paese, più facilmente, si celebra il grande personaggio. La Cineteca Nazionale ha organizzato due giornate al cinema Trevi di Roma, dove alle proiezioni di Macbeth e Otello, si affianca la presentazione di due libri: “Orson Welles nel fondo” a cura di Alberto Anile, e “I mille volti di Orson Welles” a cura di Emiliano Morreale. In Piazza Maggiore a Bologna poi a luglio, nella rassegna Cinema sotto le stelle, sarà presentata una retrospettiva quasi integrale del lavoro di Welles regista, con la proiezione di ben 8 dei suoi migliori film.

 

E chissà che questo periodo commemorativo del grande Orson Welles – è il centenario come detto, ma curiosamente anche il trentennale della morte, essendo scomparso nell’ottobre 1985 – non sia finalmente l’occasione per portare alla luce la sua opera incompiuta più famosa: ci ha lasciato diversi lavori iniziati ma mai terminati, ma il più atteso è indubbiamente The Other Side of the Wind, girato completo a cui da anni Peter Bogdanovich, altro grande regista e amico di Welles, lavora al montaggio, del quale abbiamo per tutti sono qualche filmato su youtube:

 

 

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