Avengers: Age of Ultron – recensione

di Emanuele D’Aniello

 

Più che un film, Avengers 2: Age of Ultron sembra ancora un esperimento cinematografico. Siamo al secondo capitolo, tanti altri film della serie sono stati realizzati, tantissimi miliardi sono stati incassati, la formula Marvel è ormai rodatissima, eppure quando questi grandi personaggi si uniscono c’è sempre bisogno di una particolare dose di attenzione, quindi sperimentare e non dare nulla per scontato. In questo, Joss Whedon non è un regista, non è uno sceneggiatore, ma un autentico equilibrista. E sia chiaro, Whedon riesce a costruire l’equilibrio non col bilancino, non decidendo a tavolino quanto fare, cosa fare e a chi dare spazio, ma con l’arte della scrittura. Semplice e difficile allo stesso tempo.

Questo secondo capitolo di The Avengers, forse proprio per la familiarità che ormai il pubblico ha con i personaggi e con lo stile Marvel, o per l’abilità di Whedon nel trasmettere serenità laddove potrebbe emergere complessità (e paradossalmente, questa potete interpretarla sia come cosa positiva sia come negativa), scorre su binari molto più spediti di quanto non fosse lecito aspettarsi, e raggiunge il proprio scopo di intrattenimento con una facilità disarmante, lasciando passare 2 ore 20 minuti come nulla fosse. Pur mantenendo intatti i difetti del primo film, con cui dobbiamo evidentemente imparare a convivere, Avengers 2 migliora però gli aspetti positiva e ne moltiplica i pregi, bilanciando tutte le componenti essenziali del filone Marvel: azione, divertimento, personaggi, storia. Torniamo quindi all’assunto iniziale, Jossh Whedon è un grande equilibrista, dopotutto è forse l’unico autore che lavora per la Marvel a cui la compagnia ha concesso un po’ di libertà creativa.

L’azione è appassionante e travolgente, soprattutto molto più dinamica del primo film -in cui buona parte della storia, ricordiamo, si svolgeva piattamente all’interno dell’Helicarrer – e raggiunge l’apice nel terzo atto finale molto lungo e spettacolare. E con ciò, il cuore del film è sempre legato ai personaggi, questa l’arma vincente di Whedon, alle loro relazioni e alle loro azioni. Non è solo la trama a muovere i fili, quanto i gesti le parole di tutti gli Avengers. Whedon dà più spazio a Occhio di Falco e Vedova Nera, forse i più sacrificati del primo film, senza però togliere minuti agli altri: tutti, ma proprio tutti, hanno una battuta importante o una scena madre, inclusi i nuovi personaggi, e ciò avviene sempre con naturalezza, mai forzando la sceneggiatura. Questo è il talento dell’equilibrista.

Ma l’esperimento cinematografico di dare equilibrio a tutte le componenti possibili lascia naturalmente sempre qualcosa per strada. Avengers 2, molto più rispetto agli altri film Marvel, è un film per “iniziati”, se mi passate il termine, ovvero solo per chi ha già visto gli altri capitolo o conosce i fumetti. Lo spettatore casuale uscirebbe dalla sala molto confuso e con un gran mal di testa. Naturalmente compensa con l’enorme dose di intrattenimento che diverte chiunque, ma in questo esagera come sempre: i film Marvel per molti hanno il pregio di non prendersi troppo sul serio, ma personalmente ho sempre visto il rischio di non prendersi sul serio affatto. E’ un marchio di fabbrica del loro stile, ma quando due personaggi che stanno per salvare il mondo e rischiano da un momento all’altro di morire trovano il tempo per fare una battuta spiritosa, percepisco sempre una scollatura dell’investimento emotivo verso il film. Dopotutto, è un film in cui manca totalmente il concetto di “conseguenze”: non si capisce perchè gli umani, come sempre trattati da idioti invisibili, non si interroghino sulla natura e presenza di questi supereroi, e non capisce perchè nel finale tutto torni (quasi) alla normalità dopo aver rischiato la distruzione globale.

L’equilibrio e la ricerca dell’intrattenimento a tutti i costi hanno un prezzo: quando c’è l’ombra della complessità, il mantra della Marvel è aggirarla e affidarsi al divertimento. Finchè tale scelta stilistica e tematica funziona, e in Avengers 2: Age of Ultron funziona bene, non porsi nemmeno il problema è l’unica via da seguire.

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