Top Ten Nanni Moretti

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di Emanuele D’Aniello

Oggi il nostro Nanni Moretti compie 60 anni, e noi naturalmente lo omaggiamo andando a ripercorrere le tappe fondamentali della sua carriera. Nanni Moretti è uno dei grandi autori contemporanei, cosa che purtroppo dimentichiamo spesso a causa di numerose polemiche politiche che lo vedono protagonista, ma artisticamente il valore di un cinesta che ha ottenuto grandi vittorie in festival come Berlino e Cannes, tra cui una Palma d’Oro indimenticabile, non si discute. Questi sono, secondo noi, i suoi 10 migliori film.

10.  IO SONO UN AUTARCHICO  (1976)

Anche se superato negli successivi da Ecce Bombo e Sogni D’Oro, che ricorda per parecchie tematiche, Io Sono un Autarchico rimane uno dei migliori esordi di sempre nel cinema italiano, divertente, profondo e perfettamente figlio del proprio tempo. Nasce in questa occasione il personaggio di Michele Apicella, autentico specchio di una generazione perduta e ancora più colpita dagli anni di piombo. Tra battute irriverenti e scene familiari autentica delicatezza, sono affrontati temi sociali, politici, culturali e soprattutto personali.

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9.  HABEMUS PAPAM  (2011)

Habemus Papam, pur ricco di strappi narrativi ed un bilanciamento difficile tra le storie raccontate, è un grande affresco contemporaneo sulle difficoltà dell’uomo di vivere nel mondo attuale, così soffocante e oppressivo, e sul potere delle istituzioni sempre più fuori dalla realtà, un affresco disegnato da Moretti con molta intelligenza e grande ironia. Pur senza affondare il coltello, senza mai cercare la rottura religiosa e le domande teologiche impossibili, Moretti racconta la crisi di un uomo umile, non una crisi di fede, puntando il dito su una Chiesa non corrotta, ma semplicemente troppo vecchia e fuori dal tempo.

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8.  APRILE  (1998)

Il cinema di Moretti è un cinema che vede spesso protagonista l’autore stesso, come persona e come portatore di idee. Aprile accentua ancora di più questa fusione regista/personaggio, quasi radicalizzandola, diventando il primo film morettiano veramente politico, graffiante e sagace senza essere ridondante e colpevolizzante. Il tema della paternità affrontato nel film, come al solito squisitamente autobiografica, è la via di fuga, ma non di speranza, per fuggire i grandi problemi del nostro paese.

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7.  SOGNI D’ORO  (1981)

Sogni d’Oro meriterebbe di passare alla storia anche solo per le incredibili trovate visive e d’inventiva surreale, che sembrano quasi prese da un Mel Brooks ugualmente comico ma più profondo. Un film che parla di tante, tantissimi cose, dal cinema, alla famiglia, alla psicanalisi, e soprattutto parla della difficoltà di una voce nuova e giovane di inserirsi in un cinema vecchio e abituato a modelli ben definiti.

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6.  LA STANZA DEL FIGLIO  (2001)

Il primo film pienamente e autenticamente drammatico di Moretti, e forse il suo film più famoso all’estero. Tanto si è parlato di questo film, soprattutto per l’importantissima Palma d’Oro vinta nel 2001, ed è infatti un’opera che merita molta attenzione: emozionale, viscerale, drammatica senza essere melodrammatica, il regista è attentissimo ad evitare la lacrima facile o a suggerire le sensazioni da provare. Rigoroso, asciutto, colpisce dritto al cuore, e nonostante questo si permette un finale delicato e ricco di speranza.

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5.  BIANCA  (1984)

Per parafrasare una celebre canzone, oltre alle frasi celebri e alle scene imitatissime c’è di più. PerchèBianca rappresenta un capitolo unico nella filmografia morettiana, una efficacissima commedia dai toni noir, accentuata dalle solite venature surreali che qui diventano grottesche, che capovolgono il mondo del’autore: da sempre attento alla società e alle generazioni, ora parla dell’individuo, rivolge l’occhio al percorso personale di un uomo troppo diverso dal resto del mondo.

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4.  CARO DIARIO  (1994)

A ben cinque anni di distanza dal suo lavoro precedente, il silenzio registico di Nanni Moretti si interrompe con uno dei suoi film più famosi, tanto celebre da far diventare “l’uomo in vespa” il simbolo della sua casa di produzione e un’icona inconfondibile del suo tocco. Un film composto da tre episodi separati e completamente differenti nei toni e nello stile, semplici e senza chissà quale espediente narrativo che confermano l’inventiva e l’originalità di Moretti, abile a lanciare stoccate anche quando fa ridere, con una comicità misurata e al tempo stesso surreale. Il filo conduttore è lui, Moretti che interpreta se stesso e parla direttamente al suo pubblico come in un vero diario. Una gemma del recente cinema italiano.

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3.  ECCE BOMBO  (1978)

Indubbiamente il suo film più iconico e citato, quello che rappresenta al meglio la poetica morettiana e la sua visione social/politico/esistenziale, uno spietato ma anche divertentissimo ritratto di un mondo giovanile totalmente senza speranze, per colpa di un paese che non riesce a soddisfarli e per colpa di loro stessi che rimangono fissi in un limbo perpetuo. Tra battute celeberrimi e scene esilaranti, Moretti scava senza pietà un abisso continuamente senza fondo.

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2.  PALOMBELLA ROSSA (1989)

Palombella Rossa è prima di tutto un incredibile azzardo. Nella storia del cinema italiano non sono molti gli autori che hanno provato a scherzare con le forme narrative classiche, proponendo dei film dove tutto sfidava lo spettatore con trovate inconsuete. Il film esce nel 1989, una di quelle date-simbolo che entrano nella storia e nell’immaginario collettivo a rappresentare la fine di un’epoca. Non poteva esserci anno migliore, per Moretti, per terminare la parabola del suo alter ego Michele Apicella e cercare di porre in modo più problematico rispetto al passato le ansie e le inquietudini sociali della generazione dei sessantottini. E’ un film che organizza in modo coerente la dimensione politica e quella privata del racconto: in Palombella Rossa gli interrogativi sul significato di essere comunisti nella società contemporanea si alternano con i ricordi, ora confusi ora nostalgici, del passato, convergendo verso un unico grande tema, la costruzione dell’identità. I dubbi sul partito, sulla sua politica, uniti al bisogno di ritornare ad essere bambini, sono l’immagine disperata di un’identità a strati. Confuse o rimosse tutte le fasi successive, l’unico momento della sua vita nel quale Michele sembra riconoscersi e trovare piena soddisfazione è l’infanzia. Quello che è venuto dopo rimane un gigantesco punto interrogativo, inconsistente nel bene e nel male perché assente dalla memoria.

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1.  LA MESSA E’ FINITA  (1985)

Tanti sono i temi toccati da Nanni Moretti in oltre trenta anni di carriera, e molte sono riassunti splendidamente in La Messa è Finita, il ritratto di un uomo in crisi esistenziale e di fede che diventa quasi un alieno rispetto al mondo e alla società che lo circonda, sorda alle esigenze delle persone, incapace di collaborare alla ricerca della felicità di ogni individuo, coppia o famiglia. Un film amaro che regala anche la miglior interpretazione del Moretti attore, che mette tanto cuore in un film anche commovente.

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