Top Ten Martin Scorsese

marty

di Emanuele D’Aniello

La prossima settimana arriva finalmente nei cinema italiano il suo nuovo film, quel The Wolf of Wall Streetche ha già fatto parlare tantissimo in America. Ed è quindi giusto celebrare come facciamo solitamente, ovvero attraverso una ideale top ten, la grande carriera di Martin Scorsese, forse il più grande cineasta americano in attività, un grande autore che, pur essendo noto per i suoi film di gangsters, in realtà ha affrontato tantissimi generi e tante storie diverse, sempre ancorato ai temi della sua poetica (il peccato e la colpa) che affondano le radici nella sua infanzia.

10.  AL DI LA’ DELLA VITA  (1999)

Il ritorno della coppia Martin Scorsese-Paul Schrader dà vita ad uno dei film più cupi ed esistenzialisti del cinema recente, l’epitome di tutti i temi cari al regista newyorkese. Tre segmenti che vedono sempre protagonista un allucinato e intensissimo Nicolas Cage vagare per le strade di una città psichedelica e sporchissima, che sembra rigettarci nelle vie di Taxi Driver, in un crescendo di dolore ed esasperazione. Ed intimamente, senza farlo notare troppo, diventa anche un film profondamente religioso, come Scorsese e Schrader hanno sempre fatto.

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9.  FUORI ORARIO  (1985)

Un regista, pieno di dubbi sulla propria carriera, che decide di fare un film piccolo e privo di ambizioni per non volare troppo in alto, ed ugualmente riesce a realizzare un grande film, è indubbiamente un regista che non può sbagliare un colpo. E parlando di Martin Scorsese, anche noi non sbagliamo nel giudizio. Questa black comedy, insolita per il cinema scorsesiano, ma pieno dei tema urbani del grande autore newyorkese, è un divertente e graffiante viaggio dai toni grotteschi e quasi kafkiani nelle insidie notturne di una grande metropoli, nell’anima più nascosta e più assurda di una città sempre pulsante. piena di situazioni e personaggi al limite dell’accettabile.

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8.  RE PER UNA NOTTE  (1983)

Martin Scorsese, nascondendo il messaggio del film dietro il velo della commedia, che disorientò inizialmente i critici decretandone il flop, gira uno dei film più agghiaccianti e perversi sul mondo della tv, della fama ad ogni costo, della volontà di apparire, del lavaggio del cervello che la televisione provoca. A detta di molti, è addirittura un film difficile da guardare: magari non ci spingiamo così a fondo, ma il film rimane a tratti disturbante, anche per strabiliante e grottesca prova di Robert DeNiro.

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7.  THE DEPARTED  (2006)

Infernal Affairs uscito ad Honk Hong qualche anno prima era già un ottimo film, ma Scorsese con questo remake riesce a superarlo e a superarsi. È il ritorno alle origini per il regista newyorkese, una storia metropolitana di violenza e tradimenti dagli echi quasi shakespeariani, un intrigante gioco di resistenza e immedesimazione di due uomini sotto copertura, chi nella mafia chi nella polizia, e quella cupola d’oro di una chiesa a ricordarci costantemente che se vogliamo rimanere vivi è meglio scegliere un’altra strada. Il tema del tradimento, della perdita dell’identità, e soprattutto delle scelte che si fanno durante la vita, rende questo gangster movie un’opera più complessa di quanto possa sembrare. Nel film c’è tutto il cinema di Scorsese, e grazie anche ad un cast in stato di grazia ottiene i suoi primi strameritati Oscar della carriera.

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6.  MEAN STREETS  (1973)

L’origine, il primo capolavoro di un giovane Martin Scorsese, il film che lancia lui stesso, Robert De Niro e Harvey Keitel tra i più grandi nomi del cinema. Per le vie di Little Italy un gruppo di giovani amici criminali ne combina di tutti i colori tra risse e debiti di gioco, ma il film è soprattutto la tragica rappresentazioni dei ragazzi di strada, Charlie è praticamente l’alter ego del regista continuamente tormentato e diviso tra l’attrazione per il mondo religioso della chiesa e la criminalità facile con i suoi amici. Il dilemma religioso e il senso di colpa è sempre presente nei film di Scorsese, che qui inizia anche a mostrare i suoi classici marchi di fabbrica: grande cura nel montaggio, uso della musica rock moderna, regia virtuosa, violenza primordiale incontrollata. Con grandi richiami al Nouvelle Vague francese, Scorsese firma il suo primo grande film, che tuttora rimane una favolosa summa di tutto il suo cinema.

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5.  THE WOLF OF WALL STREET  (2013)

Il Satiyricon di Martin Scorsese è uno spietato, acido, allucinogeno, orgiastico affresco sull’eterna propensione dell’uomo verso il peccato, verso il potere, verso un qualcosa che sia sempre di più rispetto a quello che si può realmente ottenere. Partendo dal mondo della finanza degli anni ’80 per capire come si è arrivata alla crisi dei giorni nostri, ma senza mai realmente interessarsi a raccontare la crisi o i meccanismi dietro l’economia globale, The Wolf of Wall Street è il più divertente, folle, audace, estremo film della carriera di Scorsese, guidato da una mastodontica interpretazione di Leonardo DiCaprio.

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4.  L’ULTIMA TENTAZIONE DI CRISTO  (1988)

Uno dei film più famosi e controversi di sempre, insultato e schernito, ma soprattutto travisato e male interpretato. L’opera della vita di Martin Scorsese, il film che più di tutti ha voluto realizzare in carriera, è un grande racconto sull’uso del libero arbitrio, sull’accettare le proprie responsabilità e i doveri, ed è il miglior ritratto della figura di Gesù mai visto al cinema, perchè sincero nel ritrarre la doppia natura umana e divina. Il film ci dice che essere il figlio di Dio non deve esser certo stato facile, e questo è uno dei più grandi attestati di fede che possano essere fatti.

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3.  TORO SCATENATO  (1980)

L’Inferno e il Paradiso, questo è il racconto che Martin Scorsese fa della vita del pugile Jake La Motta, un fenomeno nel ring ed un uomo piccolo e meschino nella vita quotidiana. Partendo dal pugilato, la più grande metafora sportiva che il cinema americana abbia mai usato, il film è un affresco sulla violenza e sui violenti, sulla misoginia del microcosmo italoamericano degli anni ’50, e soprattutto su un uomo che non impara mai dai propri errori e cade sempre più nell’abisso dell’anonimato. La regia maestosa di Scorse, specie nelle scene di boxe, la magnifica fotografia in bianco e nero, la commovente colonna sonora, e l’interpretazione di DeNiro che tanto ha fatto discutere, tutti elementi che hanno creato il mito.

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2.  QUEI BRAVI RAGAZZI  (1990)

Nicholas Pileggi scrive il romanzo sulla vita del pentito Henry Hill e Martin Scorsese da quelle pagine trae uno dei più grandi spaccati antropologici e sociologici mai realizzati sulla vita della mafia. I criminali non sono anti-eroi romantici o epici, ma uomini normali con tanti vizi e difetti a cui piace mangiare, arricchirsi, drogarsi e avere quante più amanti possibili. Scorsese con occhio chirurgico denuda il mondo criminale in ogni rito e tradizione, nei più piccoli dettagli. Avvalendosi di un cast altisonante in stato di grazia, Scorsese firma probabilmente la sua miglior regia tra piani sequenza indimenticabili e carrellate virtuose. Jimmy Conway, Tommy DeVito e Henry Hill non sono tre mafiosi ma tre icone che raffigurano un intero mondo, e dopo di loro i film di gangster non potranno essere più superati, al massimo imitati, come hanno fatto I Soprano (una serie che deve tantissimo a questo film) portando a nuovi livelli la tv americana.

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1.  TAXI DRIVER  (1976)

Uno dei film più innovativi della storia del cinema. Tutto ha inizio con la devastante insonnia di Travis Bickle, un reduce della guerra del Vietnam, che per gestire questo problema diventa un tassista prevalentemente notturno. La maestria del regista sta nel mettere in contrapposizione il lavoro di Travis, che lo costringe per forza di cose ad intrattenere rapporti sociali, con la sua vita, deprimente, vuota, alienata, inconcludente. Questa contrapposizione funge da potente esplosivo: Travis perde ogni contatto con la realtà per vestire i panni di un aspirante terrorista, arrivando ad un finale che rappresenta un punto di svolta nel cinema moderno.

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