Oscar al Miglior Film: tutti i vincitori dal peggiore al migliore (ultima parte)

85oscarmovies

di Emanuele D’Aniello

Esatto, se non lo avete ancora capito con la nostra sezione Road to Oscar, siamo nel pieno della Awards Season. Si, da qui fino a fine febbraio si parlerà prevalentemente di Oscar, con un solo traguardo nel mirino di moltissimi film: il premio per il Miglior Film. Ma tra tutti i vincitori dell’ambito premio dal 1929 ad oggi, quanti sono stati i film davvero meritevoli, quelli che hanno fatto storcere subito il naso e quelli che reggono il confronto col tempo?

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10. L’APPARTAMENTO

Anno: 1960
Regista: Billy Wilder
Oscar vinti: 5 (film, regia, sceneggiatura originale, montaggio, scenografia)
Film battuti: La battaglia di Alamo; I Nomadi; Il figlio di Giuda; Figli e amanti

Billy Wilder, uno dei più grandi narratori della società americana del dopoguerra e icona della Hollywood Classica, è noto per i suoi noir o per le sue commedie. Ma è con questo azzeccatissimo e disilluso dramedy che firma uno dei suoi più aspri, amari e cinici atti d’accusa al boom economico dei primi ani ’60. Inoltre avere un Jack Lemmon al vertice del proprio talento proprio male non fa.

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9. FRONTE DEL PORTO

Anno: 1954
Regista: Elia Kazan
Oscar vinti: 8 (film, regia, sceneggiatura originale, attore, attrice non protagonista, montaggio, fotografia, scenografia)
Film battuti: Sette spose per sette fratelli; L’ammutinamento del Caine; La ragazza di campagna; Tre soldi nella fontana

Raramente un film è stato identificato così tanto col suo attore protagonista. Tutti sono bravi nel cast, da Rod Steiger a Lee J. Cobb, passando per Karl Malden e Eve Marie Sant, ma ancora oggi a distanza di così tanti anni per tutti Fronte del Porto E’ Marlon Brando. La stratosferica intensità della sua recitazione non ha eguali, e col successo di questo film lancia definitivamente il metodo dell’Actors Studio. Oltre a Brando, il film rimane comunque uno dei più cupi e cinici ritratti sociali e politici dell’epoca, un ritratto della corruzione e dell’ipocrisia, che per alcuni è una sorta di allegoria/giustificazione di Kazan per spiegare i motivi che lo hanno indotto a collaborare col nefasto comitato del senatore McCarthy.

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8. IO & ANNIE

Anno: 1977
Regista: Woody Allen
Oscar vinti: 4 (film, regia, sceneggiatura originale, attrice)
Film battuti: Guerre Stellari; Due vite una volta; Giulia; Goodbye amore mio

Il film di Woody Allen per antonomasia, che lo consacra come grande cineasta e gli fa vincere gli Oscar più importanti, cosa inusuale per una commedia. Il comico Alvy Singer si è lasciato con Annie dopo un anno circa di relazione e si ritrova ora a raccontare la storia del loro rapporto, cercando di capire se alla base della rottura ci sono problemi derivati dall’infanzia, rivivendo l’evoluzione del loro amore, dalle prime fasi di felicità fino alla definitiva rottura. Un film che ha fatto storia e scuola, il capostipite di milioni di commedie romantiche nevrotiche degli anni seguenti, un manifestato realistico e spietato sulle difficoltà di amare, amarsi e far derivare dall’amore una relazione resistente alle circostanze della vita quotidiana. E poi l’uso di ogni tecnica possibile: dalla voce fuori campo allo schermo diviso, dalla sequenza animata ai sottotitoli per i pensieri, e un personaggio Annie Hall che è stato per anni il simbolo del femminismo americano.

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7. SCHINDLER’S LIST

Anno: 1993
Regista: Steven Spielberg
Oscar vinti: 7 (film, regia, sceneggiatura non originale, montaggio, fotografia, scenografia, colonna sonora)
Film battuti: Lezioni di Piano; Quel che resta del giorno; Nel nome del padre; Il Fuggitivo

La realizzazione del capolavoro di Steven Spielberg è stata travagliata, in produzione fin dalla metà degli anni 80 ha rischiato più volte di naufragare, ma alla fine la drammatica storia di Oskar Schindler, l’industriale tedesco filo-nazista che salvò numerosi ebrei dai campi di concentramento, ha visto la luce e nel modo migliore possibile. La forza morale e il peso drammaturgico dell’opera rimangono fortissime, così come l’abilità di Spielberg di far tenere agli spettatori il cuore in gola per tre ore filate. Grandi interpretazioni, superba realizzazione tecnica, emozioni sempre presenti, una storia forte e coinvolgente, e il dramma dell’Olocausto trattato con in modo crudo e delicato al tempo stesso. Un film che ha creato nuovi standard per la cinematografica sulla Seconda Guerra Mondiale.

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6. QUALCUNO VOLO’ SUL NIDO DEL CUCULO

Anno: 1975
Regista: Milos Forman
Oscar vinti: 5 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore, attrice)
Film battuti: Barry Lyndon; Lo Squalo; Nashville; Quel pomeriggio di un giorno da cani

Nelle mani di qualcun altro, questa storia ambientata in un manicomio avrebbe potuto trasformarsi in una montagna di melassa, diventando una zuccherosa storia hollywoodiana. Invece l’attento Milos Forman porta nel progetto la propria sensibilità europa (dopotutto è cecoslovacco) e riesce a narrare una storia umanissima e profondissima evidenziando gli aspetti più particolari ed eccentrici dell’anima di ogni dei personaggi, fino alla coda di uno dei finali più tristi mai visti sul grande schermo, lanciando un forte grido di protesta contro il barbaro e ipocrita trattamento del diverso. Le fantastiche prove degli attori protagonisti sono state giustamente premiate con due Oscar, i duelli verbali tra Jack Nicholson e la crudelissima Louise Fletcher sono pietre miliari del cinema americano.

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5. VIA COL VENTO

Anno: 1939
Regista: Victor Fleming
Oscar vinti: 8 (film, regia, sceneggiatura, attrice, attrice non protagonista, montaggio, fotografia, scenografia)
Film battuti: Il Mago di Oz; Mr Smith va a Washington; Ombre Rosse; Addio Mr Chips; Ninotchka; Uomini e Topi; Tramonto; La Voce nella Tempesta; Un Grande Amore

Descrivere ora quello è stato Via Col Vento, uno dei film più famosi di sempre, forse il più simbolico dei grandi kolossal che hanno reso grande e popolare il cinema, è davvero difficile. Ma solo ricordando le scene, le battute e i personaggi entrati nell’immaginario collettivo si fa già un buon lavoro. Oltre il mito c’è però una grande sostanza, ovvero la storia delle conseguenze della guerra civile americana, e oltre il melodramma di coppia c’è un grosso studio sui caratteri, resi poi immortali da interpretazioni semplicemente gigantesche. Insomma, ci sono motivi seri se siamo di fronte ad un capolavoro che ha travalicato e continua a travalicare i confini del tempo.

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4. EVA CONTRO EVA

Anno: 1950
Regista: Joseph L. Mankiewicz
Oscar vinti: 6 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore non protagonista, costumi, sonoro)
Film battuti: Viale del Tramonto; Il Padre della Sposa; Nata Ieri; Le Miniere del Re Salomone

E’ curioso che questo capolavoro e il film di cui parleremo tra qualche riga siano usciti nello stesso anno affrontando temi molto simile, come se Hollywood, dopo mezzo secolo di cinema e di industria cinematografica, iniziasse finalmente a riflettere su stessa con sincerità e autocritica. Eva contro Eva però, ovviamente, porta con se qualcosa di più, come l’avanzare delle generazioni e l’arrivismo tipico delle società occidentali che non guarda in faccia a nessuno. Recitando divinamente da un cast femminile da urlo, chi vuole conoscere e capire il talento di Bette Davis deve procurarsi questo fil

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3. LAWRENCE D’ARABIA

Anno: 1962
Regista: David Lean
Oscar Vinti: 7 (film, regia, montaggio, fotografia, scenografia, sonoro, colonna sonora)
Film battuti: Il Buio oltre la siepe; Gli ammutinati del Bounty; Il giorno più lungo; Capobanda

Se cercate al vocabolario la definizione di kolossal epico, trovate sicuramente la foto di David Lean, e più precisamente questo capolavoro. Forse il più grande biopic di tutti i tempi, il film di Lean è un affascinante e maestoso ritratto di un uomo importantissimo e magnifica metafora di come l’ossessione divora l’animo umano anche quando parte da buoni propositi, incarnata dagli occhi azzurri di Peter O’Toole. Perdersi tra le dune del deserto arabo, sotto le note di quella inconfondibile musica, da incubo diventa cinema allo stato puro. Solo al cinema spegnere un fiammifero può far sorgere il sole.

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2. IL PADRINO / IL PADRINO PARTE II

Anno: 1972 / 1974
Regista: Francis Ford Coppola
Oscar vinti: 3 (film, sceneggiatura non originale, attore) / 6 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore non protagonista, scenografia, colonna sonora)
Film battuti: Cabaret; Un tranquillo week-end di paura; Sounder; Karl e Kristina / Chinatown; La Conversazione; Lenny; L’inferno di cristallo

Ok, ho un po’ barato mettendo due film pari merito al primo posto, ma scindere i primi due capitoli della saga di Il Padrino fondamentalmente sarebbe ingiusto. Piuttosto, sarebbe davvero difficile: come si può scegliere tra il primo film, che dalla sua ha il gusto della prima volta, un tono epico e melanconico, la favolosa performance di Marlon Brando, ed il secondo film, che dalla sua ha la forza di una tragedia shakesperiana, il bellissimo racconto delle origini di Vito Corleone, la sicurezza del grande classico epico?Il Padrino è la raffigurazione della saga familiare dei Corleone e della vita mafiosa, mentre Il Padrino Parte II è la distruzione di quei legami familiari e culturali, la trasformazione definitiva di Michael Corleone e la sua discesa negli Inferi della moralità, tra di tradimenti e dannazione eterna. Coppola dalle pagine di Mario Puzo ha realizzato due trai capolavori più influenti, citati, amati ed imitati nella storia del cinema.

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1. CASABLANCA

Anno: 1942
Regista: Michael Curtiz
Oscar vinti: 3 (film, regia, sceneggiatura non originale)
Film battuti: Per chi suona la campana; Quando il giorno verrà; Molta brigata vita beata; Madame Curie; Eroi del mare; La commedia umana; Il cielo può attendere; Alba Fatale; Bernadette

Uno dei più grandi film di tutti i tempi, sicuramente è riduttivo volerlo rinchiudere in un genere solo. Dopotutto, paradossalmente, il film con i mitici Bogart e Bergman è anche e soprattutto una grande storia romantica d’amore, una delle più grande di sempre. Per chi conosce il film ed il suo strepitoso finale, è anche uno dei più efficaci addii di sempre al cinema, un uomo che aiuta la donna che ama e suo marito, perseguitato politico, a lasciare in aereo la città. Tanto si è scritto e detto su Casablanca, dalla sceneggiatura perfetta ad un Bogart iconico come non mai, di sicuro è un film che va goduto sotto ogni prospettiva ed ogni giorno dell’anno.

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