Oscar al Miglior Film: tutti i vincitori dal peggiore al migliore (settima parte)

85oscarmovies

di Emanuele D’Aniello

Esatto, se non lo avete ancora capito con la nostra sezione Road to Oscar, siamo nel pieno della Awards Season. Si, da qui fino a fine febbraio si parlerà prevalentemente di Oscar, con un solo traguardo nel mirino di moltissimi film: il premio per il Miglior Film. Ma tra tutti i vincitori dell’ambito premio dal 1929 ad oggi, quanti sono stati i film davvero meritevoli, quelli che hanno fatto storcere subito il naso e quelli che reggono il confronto col tempo?

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20. GLI SPIETATI

Anno: 1992
Regista: Clint Eastwood
Oscar vinti: 4 (film, regia, attore non protagonista, montaggio)
Film battuti: Casa Howard; Codice d’Onore; Profumo di Donna; La Moglie del Soldato

Non è un caso che proprio Clint Eastwood, colui che con Sergio Leone ha rivoluzionato il western e trasformato l’epopea creata da John Ford e John Wayne, metta una pietra tombale sul genere classico per antonomasia, scrivendo la parola fine sul mito della frontiera e sui cowboy eroici. Un western gotico, realistico, violentissimo, dove non ci sono buoni o cattivi e soprattutto eroi, ma solo gente spietata e disperata, la radice della violenza attuale nella società americana. Si è abusato del termine “crepuscolare” per descrivere questo film, ma mai termine potrebbe più giusto: il tono definitivo di Eastwood ci regala il suo capolavoro da regista e un film importantissimo.

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19. ROCKY

Anno: 1976
Regista: John Avildsen
Oscar vinti: 3 (film, regia, montaggio)
Film battuti: Taxi Driver; Quinto Potere; Tutti gli uomini del presidente; Questa è la mia terra

Poche film hanno lasciato fin da subito il segno e sono entri nell’immaginario collettivo come Rocky, non si possono contare le scene ed i momenti imitati. E’ uno dei film sullo sport, ed ovviamente sul pugilato,più famosi di sempre, ma non è solo un film sullo sport, è un grande racconto di vita che prende il pugilato come metafora, come valvola di sfogo per un riscatto, come vero simbolo di quell’America che si presente come terra delle opportunità. Commovente ed emozionante storia di un perdente circondato da perdenti,Rocky è un inno alla vita, ai sogni e alle seconde possibilità.

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18. ACCADDE UNA NOTTE

Anno: 1934
Regista: Frank Capra
Oscar vinti: 5 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore, attrice)
Film battuti: L’uomo ombra; Lo specchio della vita; Viva Villa; Passeggiata d’amore; Una notte d’amore; Angeli del dolore; Cleopatra; Cerco il mio amore; La famiglia Barrett; Marinai al’erta; La casa dei Rothschild

Solitamente le vecchie commedie invecchiano peggio dei vecchi drammi. Se questo è vero, allora Accadde una Notte è semplicemente immortale. Quintessenza della screwball comedy, il capolavoro di Capra è ancora oggi irresistibile, un fascino dovuto alla semplicità della storia, alla forza dei dialoghi e alla disarmante chimica tra i due protagonisti. Capra evita anche il tocco fin troppo moralizzante che spesso lo caratterizza, lasciando lo sviluppo coerente della storia in mano ai personaggi. Un film semplicemente perfetto che non a casa fu il primo nella storia – e fu seguito soltanto da altre due pellicole – a vincere i cinque Oscar principali.

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17. ALL’OVEST NIENTE DI NUOVO

Anno: 1930
Regista: Lewis Milestone
Oscar vinti: 2 (film, regia)
Film battuti: Carcere; Disraeli; La divorziata; Il principe consorte

Vengono i brividi solo al pensiero che un film così realistico e così struggente sia stato realizzato a cavallo tra le due guerre mondiali. Come spesso accade questo capolavoro del cinema di genere bellico è in realtà un grande inno al pacifismo, un film capace di togliere ogni lirismo epico alla guerra lasciando intatto l’orrore del conflitto. E’ incredibile soprattutto, per un film del 1930, il realismo delle scene di trincea, che la sapiente regia di Milestone fa di tutto per non addolcire o alleggerire.

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16. 12 ANNI SCHIAVO

Anno: 2013
Regista: Steve McQueen
Oscar vinti: 3 (film, sceneggiatura non originale, attrice non protagonista)
Film battuti: Gravity; American Hustle; Nebraska; The Wolf of Wall Street; Dallas Buyers Club; Lei; Captain Phillips; Philomena

Chi conosce lo stile rigoroso, durissimo, realistico di Steve McQueen, un’ artista con la A maiuscola che non lascia nulla all’immaginazione, sa che i suoi film vanno visti, assorbiti e digeriti, per poi lasciare un segno indelebile. Tutto ciò con un film che racconta l’incredibile storia di un uomo libero costretto per 12 anni alla schiavitù è solo moltiplicato, e assorbire stavolta il pugno allo stomaco è ancora più difficile. 12 Anni Schiavo però, oltre alla durezza e alla forza, ha un grandissimo cuore, quello del suo protagonista e la sua ostinata voglia di vita e libertà, contro tutto e tutti. Le interpretazioni di Chiwetel Ejiofor e Lupita Nyong’o nel film spezzano il cuore, ma quelle lacrime sono necessarie per rimarginare le ferite che una storia simile lascia senza appello.

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15. NON E’ UN PAESE PER VECCHI

Anno: 2007
Regista: Joel Coen, Ethan Coen
Oscar vinti: 4 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore non protagonista)
Film battuti: Il Petroliere; Juno; Espiazione; Michael Clayton

La consacrazione dei fratelli Coen arriva con un film che non ha nulla a che fare col loro stile grottesco e divertente, senza i loro classici dialoghi e personaggi. L’adattamento dell’omonimo romanzo capolavoro di Cormac McCarthy è un successo perchè i Coen riescono, cosa difficilissima, a portare sullo schermo non le pagine del libro, ma i sentimenti, lo spirito e il significato: l’affermazione dilagante della violenza, spesso senza motivo, nella società contemporanea. La collocazione temporale nei primi anni 80, alla viglia dell’avvento di Ronald Reagan, è un chiarissimo spartiacque storico. Il film ci conduce in una realtà senza regole, senza legge, senza morale, in cui i valori delle generazioni passate lasciano il passo alla follia dei giorni nostri. Con uno stile asciutto e solido, senza l’utilizzo di musica o intermezzi vari, i Coen mantengono inalterata la tensione e soprattutto un clima di terrore costante per tutta la durata del film. Anthony Chigurgh, il criminale dalla pettinatura assassina, interpretato da un fenomenale Javier Bardem, incarna perfettamente la dissoluzione di ogni forma di integrità. Le parole dello sceriffo scandiscono continuamente il senso di quanto vediamo scena dopo scena: questo mondo non è più un posto per gente civile.

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14. IL CACCIATORE

Anno: 1978
Regista: Michael Cimino
Oscar vinti: 5 (film, regia, attore non protagonista, montaggio, sonoro)
Film battuti: Fuga di Mezzanotte; Il Paradiso può attendere; Tornando a casa; Una donna tutta sola

Film simbolo del cinema americano sul Vietnam, il capolavoro di Cimino è un triste e fortissimo ritratto di una nazione al tempo stesso carnefice e vittima, di una società distrutta dall’esperienza della guerra, della difficile integrazione dei soldati al ritorno, la raffigurazione più spietata della perdita dell’innocenza dell’America. Film al centro spesso di roventi polemiche, soprattutto per accuse di razzismo verso gli asiatici, in realtà molto fu dovuto alla decisione di mostrare le scene di tortura senza filtri, uno dei primissimi film a farlo quando la guerra era fresca nella mente di tutti. Le fantastiche interpretazione dell’intero cast sono il suggello di un film immortale.

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13. I MIGLIORI ANNI DELLA NOSTRA VITA

Anno: 1946
Regista: William Wyler
Oscar Vinti: 7 (film, regia, sceneggiatura originale, attore, attore non protagonista, montaggio, colonna sonora)
Film battuti: La vita è meravigliosa; Il cucciolo; Enrico V; Il filo del rasoio

L’anno d’uscita è il 1946, quindi le riprese sono pure antecedenti, e in pratica Wyler gira un film sui reduci dal conflitto proprio nel momento in cui quel problema era di clamorosa attualità. Se questo non è un film pienamente aderente al neorealismo, non so cosa dire. E il regista si serve anche di un vero soldato per un ruolo fondamentale, un soldato rimasto senza braccia dalla guerra, ma capace di una forza interiore che rende la sua interpretazione memorabile. Un film duro, potentissimo per quanto a tratti melodrammatico, sincero e complesso nel trattare il tema del reinserimento dei reduci di guerra nella società e nelle loro stesse famiglie.

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12. IL BRACCIO VIOLENTO DELLA LEGGE

Anno: 1971
Regista: William Friedkin
Oscar vinti: 5 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore, montaggio)
Film battuti: Arancia Meccanica; Il violinista sul tetto; L’ultimo spettacolo; Nicola e Alessandra

Il 1971 è l’anno che segna il grande ritorno del genere poliziesco (è appunto l’anno anche di Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo) rappresentato al meglio dal successo del film di William Friedkin. Il film è al tempo stesso adrenalinico ed incredibilmente pessimista, costruito su un montaggio ritmato che esplode nei tantissimi inseguimenti, che siano pedinamenti o folli corse in auto. Una New York squallida, caotica, decadente è lo scenario perfetto per le indagini di Jimmy Doyle, un mastodontico Gene Hackman, personaggio sontuoso che racchiude al meglio l’inutilità dell’ossessione, come testimonia il bellissimo e desolante finale. La dimostrazione che anche le opere di genere possono essere grande cinema.

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11. UN UOMO DA MARCIAPIEDE

Anno: 1969
Regista: John Schlesinger
Oscar vinti: 3 (film, regia, sceneggiatura non originale)
Film battuti: Butch Cassidy; Z l’Orgia del Potere; Hello Dolly; Anna dei mille giorni

La distruzione del sogno americano è tutta in questo film, una delle più forti denunce sociali e storie di amicizia mai raccontate dal cinema. Coraggioso e controverso, tanto da meritarsi all’epoca lo stesso visto censura che si dava ai film porno, Un Uomo da Marciapiede è passato alla storia anche per le fantastiche interpretazioni di John Voight e soprattutto Dustin Hoffman, il primo dopo Brando a consacrare definitivamente il method actor come mantra per tutte le interpretazioni nel decennio successivo.

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