Oscar al Miglior Film: tutti i vincitori dal peggiore al migliore (sesta parte)

di Emanuele D’Aniello

Esatto, se non lo avete ancora capito con la nostra sezione Road to Oscar, siamo nel pieno della Awards Season. Si, da qui fino a fine febbraio si parlerà prevalentemente di Oscar, con un solo traguardo nel mirino di moltissimi film: il premio per il Miglior Film. Ma tra tutti i vincitori dell’ambito premio dal 1929 ad oggi, quanti sono stati i film davvero meritevoli, quelli che hanno fatto storcere subito il naso e quelli che reggono il confronto col tempo?

posizioni 85-71
posizioni 70-61
posizioni 60-51
posizioni 50-41

posizioni 40-31

30. L’ULTIMO IMPERATORE

Anno: 1987
Regista: Bernardo Bertolucci
Oscar vinti: 9 (film, regia, sceneggiatura non originale, montaggio, fotografia, scenografia, costumi, sonoro, colonna sonora)
Film battuti: Attrazione Fatale; Anni ’40; Stregata dalla Luna; Dentro la Notizia

La maestosa ricostruzione di un’epoca e di una società realizzata da Bernardo Bertolucci, che ha avuto l’incredibile e raro permesso di girare all’interno della Città Proibita, è un grandissimo ed epico film in costume ma soprattutto la storia di uomo solo e totalmente schiavo delle convenzioni, a cui però non si ribella mai. Parabola discendente, dal mito al nulla, in cui di catartico c’è ben poco. La visione di un maestro del cinema che parla agli occhi ed ai cuori degli spettatori.

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29. FORREST GUMP

Anno: 1994
Regista: Robert Zemeckis
Oscar vinti: 6 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore, montaggio, effetti speciali)
Film battuti: Pulp Fiction; Le Ali della Libertà; Quiz Show; Quattro Matrimoni e un Funerale

Alzi la mano chi non ha mai citato una volta nella sua vita Forrest Gump, uno tra i personaggi più amati e incredibile nella storia del cinema. Tom Hanks dona umanità e sentimento ad un ragazzo non proprio sveglissimo ma dal cuore d’oro, che nonostante tutto incontra Kennedy, gioca a ping pong contro i cinesi, insegna i mitici passi a Elvis, diventa un campione di corsa, un eroe del Vietnam, si arricchisce con i gamberi. Soprattutto, vive e ama, e noi con lui. Una splendida storia umana che si fa metafora esistenziale del percorso della società americana, e ci regala momenti indimenticabili da groppo in gola.

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28. PLATOON

Anno: 1986
Regista: Oliver Stone
Oscar vinti: 4 (film, regia, montaggio, sonoro)
Film battuti: Mission; Camera con Vista; Figli di un Dio Minore; Hannah e le sue sorelle

Oliver Stone è un regista che più volte ha indagato sul passato e presente oscuro dell’America, sulla guerra e in particolare sulla ferita ancora aperta chiamata Vietnam. Sicuramente l’apice della sua visione è rappresentato da Platoon, il racconto drammatico del conflitto sul campo, lo scontro non solo fisico ma anche ideologico sugli errori commessi in Vietnam.

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27. LA STANGATA

Anno: 1973
Regista: George Roy Hill
Oscar vinti: 7 (film, regia, sceneggiatura originale, montaggio, scenografia, costumi, colonna sonora)
Film battuti: L’Esorcista; American Graffiti; Un Tocco di Classe; Sussurri e Grida

Squadra che vince non si cambia, deve aver pensato giustamente e fortunatamente George Roy Hill dopo il successo pochi anni prima di Butch Cassidy. Il regista richiama l’affiatatissima coppia di protagonisti formata da Robert Redford e Paul Newman, ed insieme danno vita ad una delle commedie più ritmate, coinvolgenti, intelligenti di sempre, la storia di una truffa orchestrata alla perfezione. In realtà ad essere perfetto è il film, tutto funziona, dal cast, alla ricostruzione d’epoca, alla storia, all’immortale tema musicale che ancora oggi tutti canticchiano, anche chi non ha mai visto (poveri voi) il film.

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26. THE DEPARTED

Anno: 2006
Regista: Martin Scorsese
Oscar vinti: 4 (film, regia, sceneggiatura non originale, montaggio)
Film battuti: Babel, The Queen; Little Miss Sunshine; Lettere da Iwo Jima

Infernal Affairs uscito ad Honk Hong qualche anno prima era già un ottimo film, ma Scorsese con questo remake riesce a superarlo e a superarsi. È il ritorno alle origini per il regista newyorkese, una storia metropolitana di violenza e tradimenti dagli echi quasi shakespeariani, un intrigante gioco di resistenza e immedesimazione di due uomini sotto copertura, chi nella mafia chi nella polizia, e quella cupola d’oro di una chiesa a ricordarci costantemente che se vogliamo rimanere vivi è meglio scegliere un’altra strada. Il tema del tradimento, della perdita dell’identità, e soprattutto delle scelte che si fanno durante la vita, rende questo gangster movie un’opera più complessa di quanto possa sembrare. Nel film c’è tutto il cinema di Scorsese, e grazie anche ad un cast in stato di grazia ottiene i suoi primi strameritati Oscar della carriera.

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25. AMERICAN BEAUTY

Anno: 1999
Regista: Sam Mendes
Oscar vinti: 5 (film, regia, sceneggiatura originale, attore, fotografia)
Film battuti: Il Miglior Verde; Il Sesto Senso; Insider; Le regole della casa del sidro

Raramente un esordio è stato così premiato e soprattutto così azzeccato. Sam Mendes debutta come regista portando al cinema uno dei ritratti più veritieri e spietati della middle-class americana, un universo in cui tante famiglie possono identificarsi: dalla moglie nevrotica, al marito in piena crisi di mezza età, alla figlia adolescente introversa. La serenità della classe borghese E’ il vero sogno americano, ma qui crollano entrambi i mondi, e la caduta, seppur tra petali di rose, è più rovinosa che mai.

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24. LA CALDA NOTTE DELL’ISPETTORE TIBBS

Anno: 1967
Regista: Norman Jewison
Oscar vinti: 5 (film, sceneggiatura non originale, attore, montaggio, sonoro)
Film battuti: Il Laureato; Indovina chi viene a Cena; Gangster Story; Il favoloso dottor Doolitle

I thriller a sfondo sociale ormai non sono una novità nel mondo del cinema, e moltissimo si deve a questo grande film di Norman Jewison, uno dei primi film dell’epoca a trattare con sincerità e intensità il rema del razzismo in America. Perfetto come film di genere e ancora di più come opera storica, il film si avvale di una magnifica sceneggiatura che delinea i caratteri dei personaggi e approfondisce in maniera dettagliata e sottile la loro travagliata relazione, resa immortali dalle grandi interpretazioni di Rod Steiger e Sidney Poitier.

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23. IL PONTE SUL FIUME KWAI

Anno: 1957
Regista: David Lean
Oscar Vinti: 7 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore, montaggio, fotografia, colonna sonora)
Film battuti: La Parola ai Giurati; Sayonara; I Peccati di Peyton; Testimone d’accusa

Il film che segna l’ingresso di David Lean nel mondo dei kolossal, genere a cui resterà legato per tutto il resto della carriera, è indubbiamente il suo capolavoro sulla follia della guerra ma soprattutto sui suoi ipocriti codici morali e sull’etica militare. Mischiando dramma a ironia satirica, col perno centrale della solidissima interpretazione di Alec Guinness, il film è uno dei più efficaci nel mostrare il ruolo dell’uomo nei conflitti.

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22. AMADEUS

Anno: 1984
Regista: Milos Forman
Oscar vinti: 8 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore, scenografia, costumi, trucco, sonoro)
Film battuti: Urla del Silenzio; Passaggio in India; Le stagioni del cuore; Storia di un soldato

Il celebre film di Milos Forman che racconta la rivalità tra Mozart e Salieri, indubbiamente il miglior biopic musicale di sempre, è un fantastico character study su due personaggi che rappresentano due facce della stessa medaglia, ed al tempo stesso, partendo da questi due personaggi-simbolo, il film diventa uno studio sul genio e sul rapporto con la mediocrità: Salieri non odia Mozart in quanto tale, odia e non sopporta il fatto che un simile talento risieda in un uomo così ridicolo. La sfarzosa ricostruzione dell’epoca e la fine indagine psicologica sui protagonisti, aiutata da due interpretazioni monumentali, fanno del film un autentico capolavoro.

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21. IL SILENZIO DEGLI INNOCENTI

Anno: 1991
Regista: Jonathan Demme
Oscar vinti: 5 (film, regia, sceneggiatura non originale, attore, attrice)
Film battuti: La Bella e la Bestia; JFK; Bugsy; Il principe delle maree

Il miglior thriller di sempre, il miglior film sui serial killer di sempre, e tutto questo non basta a lodare la tensione e la cura psicologica che il regista Jonathan Demme porta dalle pagine del romanzo di Thomas Harris allo schermo, grazie anche al contributo inestimabile dei suoi due protagonisti. Le inquadrature ravvicinate e geometriche, girate con stile asciuttissimo, creano una atmosfera unica per la gara a scacchi tra l’agente Clarice Sterling e il pericoloso Hannibal Lecter, due esseri agli antipodi che uniscono le proprie forze per catturare un folle serial killer ancora libertà: la caccia all’uomo sarà un tour de force psicologico, una autentica seduta analitica che diventa un morboso e profondo rapporto di ammirazione, ricco di colpi di scena e momenti da far accapponare la pelle. Certo, il personaggio e l’interpretazione glaciale di Anthony Hopkins contribuiscono non poco a creare la leggenda.

2 pensieri su “Oscar al Miglior Film: tutti i vincitori dal peggiore al migliore (sesta parte)

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