Le 10 Migliori Interpretazioni di Philip Seymour Hoffman

seymour_hoffman_3

di Emanuele D’Aniello

A dieci giorni dalla tragica scomparsa di Philip Seymour Hoffman, la notizia ancora non si riesce ad assorbire, per il dolore e l’incredulità di quanto accaduto. Hoffman era un attore costantemente presente, basta scorrere la sua incredibile filmografia e notare la quantità di film girati nell’ultimo decennio, soprattutto l’incredibile qualità dei film. E’ impensabile riflettere sul fatto che non lo vedremo più sul grande schermo (sono 4 i film girati prima di morire di prossima uscita) ma fortunatamente ci lascia in eredità un plotone di ruoli e performance memorabili. Davvero, è stato difficilissimo fare una Top Ten, e troppi grandi ruoli sono rimasti fuori. Questo è il nostro modo per celebrare un grandissimo attore che purtroppo non c’è più.

.

.

10.  BOOGIE NIGHTS  (di Paul Thomas Anderson, 1997)

La carriera di Philip Seymour Hoffman è stata inevitabilmente segnata dalla collaborazione fantastica con Paul Thomas Anderson (a parte Il Petroliere, ha recitato in tutti gli altri film del regista), che gli ha spesso regalato ruoli bizzarri, sempre lacerati interiormente. In Boogie Nights abbiamo proprio l’epitome dell’anima ferita, un timido ragazzo omosessuale incapace di comandare i propri sentimenti.

.

.

.

9.  ONORA IL PADRE E LA MADRE  (di Sidney Lumet, 2007)

Sempre tenendo in primo piano un malessere e una debolezza interiore fondamentale per empatizzare con i proprio personaggi, Hoffman era grandissimo quando poteva liberare tutto il carisma e la rabbia. Nel’ultimo di Lumet la sua performance è assolutamente feroce, capace di creare un uomo assolutamente antipatico ma anche molto umano.

.

.

.

8.  LA GUERRA DI CHARLIE WILSON  (di Mike Nichols, 2007)

Hoffman era soprattutto un fenomenale caratterista, e divertiva tremendamente in ruoli da trasformista o da non protagonista. Nel film di Mike Nichols è travolgente e ruba la scena continuamente ai veri protagonisti.

.

.

.

7.  MAGNOLIA  (di Paul Thomas Anderson, 1999)

Ancora una collaborazione con Paul T.Anderson, ancora un film magnifico, ancora una prova difficilissima. Un ruolo che lo vede per buona parte impegnato al telefono, in cui può esprimere paura e una certa tenerezza molto poco evidente a prima vista. La capacità del grande attore di riflettere vari stati d’animo è tutta qui.

.

.

.

6.  FLAWLESS  (di Joel Schumacher, 1999)

Più di ogni cosa, il grande attore si vede quando riesce a emergere anche con personaggi e film deludenti. Flawless non è propriamente un bel film, e il suo carattere rischia di essere una macchietta, ma Hoffman col talento evita la maniera e regala la solita dose di umanità che riesce a toccare ogni spettatore.

.

.

.

5.  QUASI FAMOSI  (di Cameron Crowe, 2000)

Ancora una volta, pur essendo un non protagonista, a Hoffman bastano un paio di scene per lasciare un segno indelebile su tutto e tutti. Qui ci mette carisma, divertimento e sincerità, regalando uno dei monologhi più famosi e veri degli ultimi anni.

.

.

.

4.  HAPPINESS  (di Todd Solondz, 1998)

Un film molto ostico, un personaggio a dir poco disturbante, la fragilità che si mischia alla perversione. Se Hoffman riesce a far empatizzare anche con un personaggio simile, ogni ulteriore parola è superflua.

.

.

.

3.  IL DUBBIO  (di John Patrick Shanley, 2008)

Hoffman è la personificazione del dubbio, capace con una performance potentissima di dividere in due il pubblico, facendo credere in una scena alla sua innocenza e la scena dopo alla sua colpevolezza.

.

.

.

2.  TRUMAN CAPOTE  (di Bennett Miller, 2005)

Il film che gli ha regalato l’Oscar, la fama e ogni genere di premio, il film che da caratterista lo ha trasformato in un protagonista con la P maiuscola, è indubbiamente una delle prove più incredibili degli ultimi anni. Trasformista in tutto, dal fisico fin soprattutto alla voce, Hoffman riporta in vita Capote, i suoi manierismi e e la sua visione della vita e delle persone.

.

.

.

1.  THE MASTER  (di Paul Thomas Anderson, 2012)

Come detto, la collaborazione con Paul T. Anderson è la chiave di volta nella carriera di Hoffman, ed è giusto che al primo posto ci sia quello che purtroppo diventa l’ultimo lavoro tra i due. E qui, con un beffardo scherzo del destino, l’attore interpreta un personaggio che praticamente racchiude tutti i caratteri e i registri interpretati in carriera: si passa dal carisma alla fragilità, dalla fierezza alla debolezza, dalla rabbia alla commozione. Qui c’è tutto, e c’è soprattutto un attore fenomenale.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...